Definizione agevolata avvisi bonari 2023: istruzioni Agenzia delle entrate, circolare 1/2023

L'Agenzia delle entrate ha pubblicato la circolare n° 1-2023 sulla definizione agevolata degli avvisi bonari di cui alla tregua fiscale 2023.


Con la circolare n° 1 del 13 gennaio 2023, l’Agenzia delle entrate si è soffermata sulla definizione agevolata degli avvisi bonari così come prevista dalla tregua fiscale contenuta nella Legge di bilancio 2023. Gli spunti e gli esempi riportati dal Fisco sono molto interessanti e poco si discostano da quanto era già prevedibile sulla base della norma.

Vediamo quindi cos’è e come funziona questa novità in materia di pace fiscale, ma prima vediamo quali sono le principali novità e le regole contenute nella circolare in oggetto.

Cosa prevede la circolare 1/2023 dell’Agenzia delle Entrate

Viene confermato che la sanatoria si applica anche rispetto a coloro hanno già ricevuto l’avviso bonario e stanno pagando con un piano di rateazione. Attenzione però, l’Agenzia delle entrate, rispetto alla rateazioni in corso, ammette la definizione agevolata anche per i periodi d’imposta antecedenti al 2019 andando oltre a quello che è il dettato normativo. In riferimento agli avvisi bonari di nuova emissione (notifica 2023)  ovvero per quelli rispetto ai quali, alla data di entrata in vigore della Legge di bilancio non è ancora scaduto il termine di pagamento, la sanatoria riguarda solo gli anni 2019, 2020 e 2021.

Chiariamo fin da subito che, per termine di pagamento, si intendono i 30 giorni a disposizione del contribuente per pagare quanto contestato dal Fisco con l’avviso bonario. I trenta giorni decorrono dalla data di ricezione dell’avviso bonario o della comunicazione con la quale gli importi vengono rideterminati, dopo che il contribuente ha fatto delle contestazioni. A tal proposito si rimanda alle recenti sentenze della Cassazione. Il termine è di 90 gg laddove la comunicazione è stata inviata per il tramite dell’intermediario che ha inviato la dichiarazione oggetto di controllo.

Definizione agevolata degli avvisi bonari 2023: cos’è

I commi da 153 a 159 della Legge 197/2022 prevedono una sanatoria degli avvisi bonari. In particolare, per essere ammessi alla definizione agevolata degli avvisi bonari da controllo automatizzato, è necessario che (Fonte dossier ufficiale Legge di bilancio 2023):

  • non sia scaduto il termine di pagamento di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 462, ovvero non siano decorsi trenta giorni dal ricevimento dell’avviso o della comunicazione definitiva, contenente la rideterminazione in sede di autotutela delle somme dovute, a seguito dei chiarimenti forniti dal contribuente o dal sostituto d’imposta;
  • ovvero, che le comunicazioni di irregolarità siano state recapitate successivamente all’entrata in vigore della norma in esame.

Aderendo alla definizione agevolata, il contribuente paga tutte le imposte e gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo. Anche le sanzioni devono essere pagate. Tuttavia il vantaggio sta nel fatto che anziché pagare le sanzioni del 10%, le stesse sono dovute solo nella misura del 3%.

Gli importi dovuti possono essere pagati in unica soluzione o in 20 rate trimestrali di pari importo, ex art.3-bis del D.Lgs 462/1997.

Leggi anche: Rottamazione-quater, le scadenze del nuovo strumento di pace fiscale 2023

Come funziona per chi sta già pagando

Come anticipato in premessa, la definizione agevolata riguarda anche chi sta già pagando con rate in corso un avviso bonario ricevuto in precedenza. In tale caso, sarà possibile, probabilmente tramite il canale Civis, richiedere il ricalcolo del totale dovuto. Anche in questo caso, rimangono invariati i totali dovuti a titolo di imposta e interessi ma si abbassa il totale sanzioni. Dunque, ad esempio, su un totale residuo al 1° gennaio 2023 di 3000 euro comprensivo di imposta, interessi e sanzioni, queste andranno rideterminate e calcolate al 3%.

In particolare come riportato nella circolare n° 1/2023,

Per differenza tra l’importo richiesto con la comunicazione e l’importo versato entro il 31 dicembre 2022 si ottiene l’importo residuo, rispetto al quale devono essere rideterminate le sanzioni nella misura del 3%.

Quanto costa aderire alla definizione agevolata avvisi bonari: un esempio pratico

Gli effetti della sanatoria possono essere riassunti con un esempio, come da tabella successiva.

Importi contestati Dettaglio Versato al 31-12 Residuo al 1/1-2023 Importi definizione agevolata
Imposta 4.000 1.500 2.500 2500
Sanzione 400 150 250 75
Interessi 280 105 175 175
totale 4680 1755,00 2925 2750

Il vantaggio sta nella rideterminazione delle sanzioni: si passa infatti da un totale di 250 a 75 euro.

Attenzione, chi sta già pagando, potrà richiedere la rimodulazione del piano di rateazione fino ad un massimo di 20 rate trimestrali. Infatti si applicano le regole ordinarie di rateazione degli avvisi bonari, ex ex art.3-bis del D. Lgs 462/1997. Così come novellate dalla Legge di bilancio.

Andranno ricalcolati gli interessi di rateazione da non confondere con quelli da ritardata iscrizione a ruolo riportati nella tabella precedente.

Argomenti

⭐️ Segui Lavoro e Diritti su Google News, Facebook, Twitter o via email