Contratto di Governo Lega-M5S: cosa dice su Lavoro, Pensioni e Fisco

In questi giorni uno degli argomenti più discussi sui media nazionali è certamente il contratto di Governo Lega-M5S. Vediamo cosa dice in particolare sulle materie che più ci riguardano, ovvero Lavoro, Pensioni e Fisco.

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In questi giorni uno degli argomenti più discussi sui media nazionali è certamente il contratto di Governo Lega-M5S, vogliamo dedicare anche noi un nostro contributo andando a pubblicare uno stralcio del contratto, sulle materie che più ci riguardano, ovvero Lavoro, Pensioni e Fisco. Per il momento non ci dilungheremo sui singoli punti, anche perchè si tratterebbe di pura teoria, ma restiamo ovviamente in attesa degli eventuali provvedimenti, sempre che il Governo decolli.

Quello che sta facendo più discutere ovviamente è la coniugazione dei due cavalli di battaglia di Movimento 5 Stelle e Lega, rispettivamente Reddito di Cittadinanza e Flat Tax, in considerazione del fatto che si tratta di due misure molto costose e per le quali non è molto chiaro quali saranno le coperture. Immaginiamo pertanto che le fonti di finanziamento dovranno arrivare, oltre che da una corposa spending review, soprattutto in tema di pensioni d’oro e costi della politica, anche da una ridiscussione del debito pubblico e dei parametri di spesa in Europa.

Contratto di Governo Lega-M5S: Lavoro

Il punto 14 del contratto di Governo fra Lega e Movimento 5 Stelle, ribattezzato dalla stampa Governo Giallo-Verde, è dedicato al Lavoro. Il punto 14 a dire il vero non è molto corposo e, probabilmente per questioni di spazio e di visibilità, l’argomento non è stato sviscerato nel dettaglio, ma solo in maniera generica.

Il Jobs Act non dovrebbe essere toccato, questa è una delle prime cose che salta all’occhio, sul tema si parla infatti genericamente di contrasto della precarietà. Invece per arrivare al celebre reddito di cittadinanza si passerà per la profonda riforma dei centri per l’impiego. I punti salienti del contratto quindi sono:

  • il tema del salario minimo orario, che dovrà prevedere una cifra minima per legge, per tutti i contratti collettivi che non lo prevedono;
  • non potranno essere più gratuiti gli apprendistati per le libere professioni;
  • riduzione strutturale del cuneo fiscale e semplificazione, razionalizzazione e riduzione, anche attraverso la digitalizzazione, degli adempimenti burocratici connessi alla gestione amministrativa dei rapporti di lavoro;
  • riforma dei nuovi voucher (libretto di famiglia e contratto di prestazione occasionale);
  • sviluppo e il rafforzamento di politiche attive che facilitino l’occupazione, la ricollocazione ed adeguate misure di sostegno al reddito;
  • riforma e ad un potenziamento dei centri per l’impiego;
  • semplificazione per gli investimenti in imprese giovani, innovative e tecnologiche;
  • infine si parla di una profonda riorganizzazione della formazione finalizzata all’effettivo impiego e di qualità e favorire, nell’ambito delle scuole secondarie di secondo grado e dell’università, la nascita di nuove figure professionali competenti per la quarta rivoluzione industriale.

Contratto Lega-M5S: Pensioni

I punti 17 e 19 del contratto Lega – 5 Stelle sono dedicati a Reddito e Pensione di Cittadinanza e a una nuova riforma delle pensioni. In tema di Pensioni, già dal titolo “Stop Legge Fornero” si comprende l’intento della nuova “eventuale” compagine di Governo.

I punti salienti del programma (anche qui ridotto all’osso) sono:

  • stanziamento di 5 miliardi per agevolare l’uscita dal mercato del lavoro delle categorie ad oggi escluse;
  • quota 100: ovvero la possibilità di andare in pensione quando la somma dell’età e degli anni di contributi del lavoratore è almeno pari a 100; l’obiettivo è di consentire il raggiungimento dell’età pensionabile con 41 anni di anzianità contributiva, tenuto anche conto dei lavori usuranti.
  • riordino del sistema del welfare prevedendo la separazione tra previdenza e assistenza;
  • proroga della cosiddetta “opzione donna”: questa permette alle lavoratrici dipendenti e autonome con 57 – 58 anni e 35 anni di contributi di andare in pensione subito, optando in toto per il regime contributivo.

Pensione di cittadinanza

Questa misura è indirizzata a chi è già in pensione ma vive sotto la soglia minima di povertà. La proposta è quella di integrare le pensioni minime fino ai 780,00 euro mensili, secondo i parametri del reddito di cittadinanza.

Pensioni d’oro

Altro cavallo di battaglia è quello del taglio delle pensioni d’oro. Sul punto il programma sembra essere molto preciso. Si scrive infatti nero su bianco che per una “maggiore equità sociale” sarà necessario un taglio delle cd. pensioni d’oro ovvero superiori ai 5.000,00 euro netti mensili con ricalcolo contributivo.

Reddito di cittadinanza

Discorso a parte va fatto quindi per Reddito di cittadinanza e Pensione di Cittadinanza. Il reddito di cittadinanza è una misura attiva rivolta ai cittadini italiani al fine di reinserirli nella vita sociale e lavorativa del Paese. Gli obiettivi della misura sono quelli di garantire la dignità di tutti gli individui e poi fungere da volano per la crescita occupazionale ed economica. Sul tema del Reddito di Cittadinanza abbiamo dedicato una guida per chi volesse approfondire.

Contratto di Governo giallo-verde: Fisco e Flat Tax

Sul tema del Fisco l’argomento più caldo è quello della Flat Tax. Nel programma di Governo si spiega che si tratta di una riforma fiscale con introduzione di aliquote fisse e un nuovo sistema di deduzioni per garantire la progressività dell’imposta, in armonia con la Costituzione.

Il nuovo regime fiscale dovrà prevedere due aliquote fisse al 15% e al 20% per persone fisiche, partite IVA, imprese
e famiglie. Per le famiglie è prevista quindi una deduzione fissa di 3.000,00 euro sulla base del reddito familiare.

Gli effetti voluti dalla riforma fiscale sarebbero:

  1. un maggiore risparmio d’imposta;
  2. maggiore propensione al consumo e agli investimenti;
  3. una maggiore base imponibile tassabile, grazie anche al recupero dell’elusione, dell’evasione e del fenomeno del mancato pagamento delle imposte.

Anche qui non si parla di coperture, o almeno lo si fa ma molto genericamente. Comunque all’argomento fisco e tasse è dedicato il punto 11 del programma, per chi volesse approfondire.

Altro punto importante, da fare subito, è la sterilizzazione dell’aumento IVA, che altrimenti arriverà implacabile dal 1° gennaio 2019.

Governo M5s-Lega, versione definitiva del contratto

Alleghiamo infine il testo definitivo del contratto di Governo M5S-Lega:

Governo Lega-M5S - Testo del contratto
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