Inail: nel 2011 in Italia 920 morti sul lavoro

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Nel corso del 2011, gli incidenti mortali sul lavoro sono stati 920, anche se in diminuzione rimane un dato più che allarmante. Una vera strage d'innocenti!

Il commissario straordinario dell’INAIL, Massimo De Felice, lo scorso 25 giugno, nel corso della “Giornata nazionale sulla salute e sicurezza sul lavoro”, ha anticipato alcuni dati  del Rapporto annuale INAIL 2011 che, sarà presentato il prossimo 10 luglio. Nel corso del 2011, gli incidenti mortali sono stati 920, per una diminuzione del 5,4% rispetto ai 973 dell’anno precedente.

I dati, anche se incoraggianti, restano comunque allarmanti e, sono da considerarsi ancora provvisori, per effetto dei criteri di definizione statistica. La base statistica potrà essere “chiusa” alla fine di giugno; e – per i tempi di elaborazione e verifica – i dati saranno definitivi con l’aggiornamento del 31 ottobre.  Le valutazioni si basano perciò su stime e sul confronto tra stime (relative al 2011) e dati definitivi (degli anni precedenti).

Sul totale dei 920 morti sul lavoro quelli avvenuti ‘in strada’ (in occasione di lavoro) sono stati 230: una flessione del 21,2% rispetto al 2010 (292 casi), che già riduceva del 5,1% il dato 2009 (308 casi). Sono stati 240 gli incidenti ‘in itinere’ (quelli avvenuti nel corso del tragitto casa/lavoro e lavoro/casa): un numero in aumento del 4,8% in confronto ai 229 del 2010 e che, quindi, ‘riassorbe’ parzialmente la contrazione del 16,4% registrata rispetto al 2009 (274 casi). “La diminuzione del 5,4% subita dal numero totale degli incidenti mortali ha la effettiva determinante nella componente ‘in strada’ – ha osservato De Felice – Non può, quindi, troppo tranquillizzare sul miglioramento della sicurezza degli ambienti di lavoro”.

De Felice ha anche ricordato l’Operazione incentivi alle imprese che investono in sicurezza sul lavoro. “Con il bando 2011 sono stati messi a disposizione altri 205 milioni di euro, che si andranno ad aggiungere ai 45 effettivamente erogati lo scorso anno – ha detto De Felice – Al termine della prima fase, il numero dei partecipanti che hanno presentato progetti ha superato quota 25mila. Da domani – per tre giorni, secondo un calendario articolato per gruppi di regioni – saranno attivi gli sportelli telematici per l’invio del codice identificativo attribuito alle domande di incentivo inserite dalle imprese entro il 7 marzo scorso. L’assegnazione dei contributi avverrà sulla base del criterio cronologico di arrivo al sistema informativo”.

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a margine della “Giornata nazionale di studio sulla salute e sulla sicurezza sul lavoro” che si è svolta a Palazzo Giustiniani, promossa dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro del Senato ha detto che sul fronte degli infortuni sul lavoro “resta molto da fare, anche dal punto di vista del sistema degli accertamenti, dei controlli e delle sanzioni”.

Dello stesso avviso Schifani e il ministro Fornero. Per il Presidente del Senato, “occorre uno sforzo sempre maggiore di tutti, senza eccezione. La vita di ogni lavoratore, il diritto alla salute, che significa operare in condizioni igienico-sanitarie sicure e idonee, vanno tutelati sopra ogni cosa. Il problema principale che si impone anche al Parlamento non è tanto quello di introdurre nuove garanzie legislative, bensì quello di verificare il rispetto delle misure previste dalla legge. Le morti, gli incidenti, sono dovuti in gran parte alla mancata applicazione della legislazione all’avanguardia che già esiste”.

Secondo il presidente del Senato è necessario, quindi, “un cambiamento culturale, che deve coinvolgere non solo i datori di lavoro, ma gli stessi dipendenti, nella consapevolezza che le leggi sulle condizioni giuridiche e materiali del lavoro non rappresentano mere formalità burocratiche, ma regole che garantiscono la dimensione imprescindibile di partecipazione dell’individuo alla vita collettiva”.

Per la Fornero, la sicurezza, “richiede investimenti che sono difficili in un momento di recessione”, ma “se in un momento grave di recessione economica venisse la tentazione di chiudere un occhio sulle procedure, io dico che questo non deve avvenire”.

Per il  ministro della Salute, Renato Balduzzi, è fondamentale “intensificare gli sforzi per contrastare il fenomeno degli incidenti sul lavoro”. Anche se il loro numero è in diminuzione, infatti, “rimane sempre troppo alto per un Paese come il nostro che voglia coniugare modernità e sostenibilità”. I dati sugli infortuni e le malattie professionali, ha precisato il ministro, “restano comunque fortemente sottostimati” anche “per il timore” dei lavoratori che denunciarli “porti al licenziamento. Con una più stretta sinergia tra il ministero, le Regioni, le istituzioni, gli operatori del settore, i lavoratori e le loro organizzazioni, questi obiettivi sulla sicurezza saranno più vicini”.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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    vorrei sapere come viene trattata la malattia di un invalido al 50% sul lavoro nel contratto del commercio