Dimissioni della lavoratrice madre e diritto alla disoccupazione

Dimissioni volontarie della lavoratrice madre durante il periodo di divieto di licenziamento e diritto all’indennità di disoccupazione

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Il Ministero del lavoro, con interpello nr. 6 dello scorso 5 febbraio, ha fornito chiarimenti circa la disciplina delle dimissioni volontarie presentate dalla lavoratrice madre nel periodo in cui vige il divieto di licenziamento e, sul relativo diritto a percepire l’indennità di disoccupazione.

Nell’interpello, avanzato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro si chiede se, a seguito delle modifiche introdotte dalla L. n. 92/2012 (riforma del mercato del lavoro), sulla convalida delle dimissioni per un periodo pari ai primi tre anni di età del bambino, la lavoratrice madre possa fruire dell’indennità di disoccupazione per il medesimo arco temporale.

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L’art. 54, comma 1, del D.Lgs. n. 151/2001 (T:U: maternità), stabilisce che “le lavoratrici non possono essere licenziate dall’inizio del periodo di gravidanza fino al termine dei periodi di interdizione dal lavoro (…), nonché fino al compimento di un anno di età del bambino”.

In questo periodo opera, infatti, una tutela legale a favore della lavoratrice madre, che supera l’arco  temporale previsto per l’astensione obbligatoria post partum. Durante il periodo di vigenza dell’indicato divieto, la lavoratrice non può essere sospesa dal lavoro, salva l’ipotesi in cui sia stata sospesa l’attività dell’azienda o di un reparto di essa, né tantomeno essere collocata in mobilità a seguito di licenziamento collettivo, ad eccezione del caso in cui la procedura venga attivata per cessazione dell’attività imprenditoriale.

Con riferimento al periodo in cui sussiste il  divieto di licenziamento, l’art 55, comma 1,
D.Lgs. n. 151/2001 equipara la fattispecie delle dimissioni volontarie a quella del licenziamento
verificatosi nel medesimo arco temporale
, ai fini della fruizione delle “indennità previste da
disposizioni di legge e contrattuali”.

Dalla normativa, continua l’interpello, si evince che la lavoratrice madre/lavoratore padre ha diritto alla percezione delle indennità – compresa quella di disoccupazione involontaria – disposte nell’ipotesi di licenziamento, esclusivamente laddove abbia presentato la richiesta di dimissioni o sia stata licenziata entro il compimento di un anno di età del figlio.

In questo contesto, le modifiche introdotte dalla L. n. 92/2012 all’art. 55, comma 4, non hanno inciso in ordine al periodo di fruizione delle indennità di disoccupazione. Ciò in quanto, la disposizione sancita al comma 4, estendendo da un anno ai primi tre anni di vita del bambino il periodo in cui è necessario attivare la convalida della risoluzione consensuale del rapporto e delle dimissioni da parte della lavoratrice madre, ha solamente inteso rafforzare la procedura volta ad asseverare la genuinità della scelta di porre termine al rapporto di lavoro.

Pertanto, il Ministero ritiene che l’estensione temporale dell’istituto della convalida non abbia riflessi sul diritto all’indennità erogata a seguito di dimissioni volontarie di cui al comma 1 la quale, pertanto, può  essere fruita solo nel periodo in cui vige il divieto di licenziamento e cioè fino al compimento del primo anno di età del bambino.

(Immagine Mamma che lavora di www.blogmamma.it)

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente redattrice di Lavoro e Diritti e impiegata nella PA.

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