Concorsi pubblici, niente prove orali per tutto il 2022: la novità del Milleproroghe

In virtù di quanto previsto nella conversione in legge del Milleproroghe, i concorsi pubblici 2022 potranno concludersi senza prove orali.


Concorsi pubblici, niente prove orali per tutto il 2022, l’ok finale della Camera dei deputati al disegno di legge di conversione del Decreto Milleproroghe è giunto nel pomeriggio del 22 febbraio 2022. Opportuno notare che nel decreto-legge che comporta “Disposizioni urgenti in materia di termini legislativi“, è inclusa la proroga al 2022 di varie scadenze originariamente previste per la fine del 2021. Vero è che la Camera aveva già confermato la fiducia nella giornata di lunedì, ed ora il testo passerà al Senato per l’approvazione definitiva.

Nel provvedimento sono incluse distinte disposizioni che attengono alle assunzioni nella PA, ma viene anche esteso al 31 marzo di quest’anno il termine per il ritorno in servizio dei medici pensionati per la lotta alla pandemia. Infatti non bisogna dimenticare la decisione di prorogare dello stato di emergenza fino alla fine del mese prossimo.

Da rilevare altresì che, in fase di conversione in legge sono giunte ulteriori novità, come ad es. l’aumento a 2mila euro del tetto massimo per i pagamenti con denaro contante e l’ok al bonus psicologo.

Soprattutto, vale la pena qui soffermarsi sulla scelta di semplificare i concorsi pubblici per tutto il 2022. Di ciò si ha chiara indicazione nel testo del Milleproroghe. I dettagli.

Concorsi pubblici 2022, l’esame orale è solo eventuale e non obbligatorio

Come appena accennato, il decreto Milleproroghe da convertire in legge (manca ancora l’ok del Senato atteso nei prossimi giorni) include anche novità sui concorsi pubblici 2022. Infatti essi si svolgeranno in modalità semplificata e dunque più rapida, senza obbligo di prevedere la prova orale, oltre a quella scritta. Ciò significa che le amministrazioni pubbliche potranno assumere personale soltanto con una prova scritta – ed anche in forma digitale. Mentre la prova orale sarà una mera eventualità.

D’altronde si tratta di una linea che trova l’appoggio del Ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta: la semplificazione dei concorsi pubblici 2022 è necessaria ad accelerare i tempi delle selezioni, dalla pubblicazione dell’avviso, fino all’entrata in servizio dei vincitori. Il tempo stimato dovrebbe essere corrispondente ad un centinaio di giorni in totale. Dunque molto meno rispetto alle tempistiche tradizionali.

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Concorsi pubblici, niente prove orali per tutto il 2022: le ragioni alla base dello snellimento dell’iter di selezione

La volontà di accorciare l’iter attraverso il quale assumere nuove persone si fonda sul bisogno di un effettivo turn-over e sulla necessità di avvalersi di nuove risorse debitamente formate e specializzate, onde poter contare su una PA più snella, preparata e vicina alle richieste delle persone. E d’altronde servono procedure concorsuali più semplici e veloci, in quanto occorre affrettarsi ad assumere i vincitori delle prove e portare avanti i progetti del PNRR, il Piano nazionale di ripresa e resilienza.

In particolare, la deroga agli orali e la procedura semplificata si riferiscono:

  • ai concorsi già banditi al primo aprile 2021, in cui entrò in vigore la normativa emergenziale (ma per i quali non è stata ancora svolta alcuna attività);
  • a tutti i nuovi bandi di concorsi pubblici 2022, pubblicati fino alla fine dello stato di emergenza.

Concorsi pubblici 2022: più di 100mila posti in palio nella PA

La novità dell’esame orale solo eventuale si aggiunge a quella, altrettanto significativa, già introdotta nel 2021. Ci riferiamo ovviamente alla decentralizzazione delle prove di selezione, con svolgimento delle stesse ‘a distanza’, attraverso l’utilizzo di strumenti informatici e digitali. La finalità di quella novità era rappresentata dalla tutela della salute in una fase in cui la pandemia era una grave minaccia dal punto di vista sanitario.

La sospensione dell’esame orale, ovvero la sua previsione solo eventuale, è fondata – come sopra accennato – sulla necessità di garantire uno svolgimento dei concorsi più semplice e veloce. D’altronde vi sono più di 100mila posti di lavoro da assegnare nella PA – a tempo indeterminato; perciò sbloccare i relativi bandi appare una mossa assolutamente comprensibile. E a ciò si aggiungono alcune decine di migliaia di posti, con contratti a tempo, previsti proprio dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Ben si comprende l’ottica dello snellimento e della sburocratizzazione delle selezioni.

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Quali sono le maggiori selezioni per cui la prova orale non è prevista?

A questo punto, facciamo chiarezza circa i maggiori concorsi pubblici per i quali non è prevista la prova orale:

  • Concorso Ministero Giustizia, 5410 posti;
  • Ripam, 2293 diplomati;
  • Ispettorato del Lavoro, 1249 assunzioni;
  • Ufficio del Processo, 1000 funzionari;
  • Ordinario Scuola Secondaria;
  • docenti educazione motoria;
  • docenti religione cattolica, 5116 posti;
  • Inps, 385 posti.

Ribadiamo infine che fino al 31 dicembre basterà la prova scritta per poter procedere all’assunzione dei vincitori, la prova orale sarà parte della procedura di selezione, a mera discrezione di ogni bando.

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