Busta paga statali, aumento dello stipendio da marzo 2022: ecco cifre e destinatari

Busta paga statali più pesante da marzo 2022, un corposo aumento è all'orizzonte, ma riguarderà la categoria dei dipendenti dei Ministeri.


Busta paga statali, un notevole aumento dello stipendio dal mese di marzo 2022 è in arrivo per i dipendenti pubblici, ma non per tutti. Si tratta di fatto di un super aumento della retribuzione, in quanto potrà arrivare a toccare anche 10mila euro annui (compresi gli arretrati) per alcuni dipendenti dei Ministeri.

Tra pochi giorni – ovvero a  partire dal mese di marzo – saranno circa 140mila i dipendenti della PA che vedranno il loro cedolino diventare più consistente, per la combinazione di alcuni fattori. Ed è subito da notare che più si sale di livello, più cresce l’entità dell’aumento. Di seguito alcuni dettagli.

Busta paga statali, i motivi degli aumenti da marzo 2022

In verità quella dell’aumento stipendio statali è una notizia che non sorprende: come appena detto, dal prossimo mese di marzo 2022, decine di migliaia di dipendenti della pubblica amministrazione potranno contare su una busta paga più corposa in ragione:

  1. dell’adeguamento delle indennità ministeriali
  2. e del rinnovo del contratto nazionale, che implica altresì l’assegnazione degli arretrati dovuti, incluse le indennità una tantum accumulate nel corso del tempo.

Interessante notare che l’aumento dello stipendio dei dipendenti statali è, a livello medio, pari a 1.625 euro – distribuiti sulle 13 mensilità – ma ad essi sono da sommarsi gli arretrati contrattuali medi (circa 1.800 euro variabili).

Abbiamo ricordato poco sopra che l’aumento stipendio statali potrà superare anche i 10mila euro annui e per questo motivo si può certamente parlare di maxi aumento delle retribuzioni, specialmente se confrontato, ad esempio, con quello previsto per chi è parte del personale scolastico.

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Un decreto interministeriale ad hoc del MEF e della Pubblica Amministrazione costituirà il provvedimento mirato a equilibrare la differenza di stipendio con altri organi ministeriali. Il decreto ad hoc avrà efficacia a regime per l’anno in corso, ma sono disposti incrementi percentuali anche per gli anni 2020 e 2021 (assegnazione di arretrati).

Aumento stipendio statali, chi sono i destinatari

All’inizio del nostro articolo abbiamo ricordato che l’incremento non riguarda la generalità degli statali, ma piuttosto i meri dipendenti dei Ministeri. Da notare che il gruppo di ministeri con gli incrementi più significativi comprende i seguenti: Lavoro, Salute, Istruzione, Esteri, Università e Politiche Agricole. A seguire gli aumenti per i ministeri dello Sviluppo Economico, Interni e Transizione ecologica. Gli aumenti nel complesso minori sono previsti per coloro che lavorano presso i ministeri della Difesa, Cultura e Turismo, Infrastrutture, Giustizia e Mef.

Per completezza, vale la pena rimarcare che laddove si parli della generalità dei dipendenti statali, si intendono tutti coloro che lavorano presso le PA statali, siano esse centrali o locali. In particolare, fanno parte della classificazione di dipendenti statali coloro che lavorano presso:

  • i Ministeri;
  • le scuole e le università, dai professori fino al personale ATA;
  • le forze dell’ordine e della difesa, compresi Esercito; Marina Militare; Aeronautica; Carabinieri e tutti i vari tipi di Polizia (ma non i servizi di vigilanza privata), ecc.

Secondo il senso comune, quando si parla di ‘dipendenti statali’, si fa riferimento a ogni lavoratore che sia impiegato presso il pubblico impiego, ma vero è che c’è una differenza sostanziale tra chi lavora nell’ambito statale e chi, invece, nel settore del pubblico impiego. Infatti quest’ultimo gruppo di dipendenti non lavora propriamente per le amministrazioni statali, ma per enti come gli ospedali, le ASL e gli enti locali.

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Aumento busta paga statali da marzo 2022: rinnovo del CCNL

Da rimarcare infine che l’incremento della retribuzione per chi opera all’interno dei ministeri è frutto altresì del rinnovo del CCNL della categoria, che tocca più di 220mila lavoratori. Come detto sopra, l’incremento medio sarà pari a 1625 euro su 13 mensilità, al quale è da aggiungersi anche la mole degli arretrati contrattuali medi, corrispondenti a circa 1800 euro ma tuttavia variabili.

I vertici dell’organizzazione dei ministeri potranno contare sugli aumenti maggiori. Si stima circa 302 euro al mese, a cui si aggiungono più di 6mila euro come arretrati, assegnati ai ‘dipendenti con elevate professionalità’.

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