Decreto PA 2021: nuovi concorsi pubblici in arrivo per 24 mila posti per attuare il PNRR

Il decreto PA si lega al dl Semplificazioni e al PNRR in un quadro di coerenza d'insieme. Scopo è riformare le selezioni del pubblico impiego.


Nuovi concorsi pubblici in arrivo per circa 24 mila posti che serviranno ad attuare il PNRR: come ormai ben noto, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza include tutta una serie di ‘missioni’ e di progetti inerenti le riforme strutturali che il paese dovrà varare nei prossimi mesi. Il meccanismo è di facile comprensione: soltanto a seguito dell’attuazione effettiva di quanto previsto nel Recovery Plan italiano, il nostro paese potrà contare sui corposi aiuti economici provenienti dall’Europa. Facciamo ovviamente riferimento al Next Generation EU, ossia il fondo approvato nel luglio 2020 dal Consiglio europeo al fine di sostenere il rilancio degli Stati membri colpiti dalla pandemia di coronavirus.

In questo quadro di novità e di cambiamenti che l’Italia dovrà apportare su più fronti (fisco, pensioni, lavoro, giustizia ecc.), trova spazio anche il cd. Decreto PA. Sono infatti previste non meno di circa 24 mila nuove assunzioni nel pubblico impiego, per ciò che attiene all’attuazione del PNRR.

A disporre ciò è il provvedimento approvato dal Consiglio dei Ministri il 4 giugno 2021. Sarà così reclutato personale ad alta specializzazione, con la formula del contratto a tempo determinato dai 3 ai 5 anni; e una riserva del 40% per chi avrà lavorato almeno per 36 mesi. Vediamo allora, un po’ più da vicino, quelle che sono le novità in argomento e cosa cambierà per la Pubblica Amministrazione nei prossimi mesi.

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Decreto PA: nuovi concorsi pubblici in arrivo per 24 mila posti per attuare il PNRR

Si tratta insomma di svecchiare il sistema delle assunzioni nelle pubbliche amministrazioni: il modello da seguire deve essere quello digitale, con un percorso di selezione tramite concorsi pubblici, che si deve concludere in non più di 3 mesi, e che dall’inizio alla fine, è 100% digitale. Questo è quanto indicato dal ministro per la Pa Renato Brunetta, recentemente interpellato sul punto dagli organi di informazione. Scompaiono dunque le regole ormai antiquate che finora avevano caratterizzato i concorsi pubblici; e che avevano prodotto, non di rado, critiche e malumori.

Come sopra accennato, il decreto PA, approvato solo qualche giorno fa, intende dunque porre le fondamenta delle nuove assunzioni, per rafforzare e modernizzare la macchina amministrativa pubblica. Soprattutto ciò serve per curare ed attuare tutti i dettagli tecnici del PNRR, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, la cui concretizzazione è essenziale per ottenere gli aiuti europei.

Ecco perchè sono in ballo più di 24mila nuovi contratti a termine fino al 2026, per super-esperti; professionisti; dirigenti e vincitori di concorso. Non solo: saranno coinvolti anche giovani apprendisti, per essere finalmente pronti alle riforme e per cambiare davvero il paese. In programma anche “premi” ai dipendenti pubblici meritevoli, mentre la cd. ‘staffetta generazionale’ dovrà essere uno dei temi caratterizzanti l’evoluzione della PA nei prossimi anni.

La struttura in due parti del provvedimento

La prospettiva è quella della coerenza d’insieme: il decreto PA infatti si aggiunge agli altri due già approvati, ossia il PNRR e il decreto Semplificazioni. Il tema comune è sempre lo stesso: il rilancio economico del Paese e la sua progressiva modernizzazione.

In particolare, il nuovo provvedimento predispone percorsi rapidi; chiari e comprensibili a tutti, al fine di reclutare professionalità tecniche e gestionali per le riforme della pubblica amministrazione e della giustizia. In buona sostanza, il decreto PA rappresenta una sorta di ‘investimento’ sulle risorse del personale della PA, per i prossimi anni. Ma com’è è strutturato in sintesi questo  provvedimento? Ebbene si compone di due parti:

  • la prima regola i concorsi e le modalità di arruolamento del personale della PA;
  • la seconda disciplina le assunzioni, a tempo determinato e collegate alla realizzazione pratica dei vari punti chiave del Recovery Plan (durata di 36 mesi e non oltre il 2026).

Dal punto di vista dei servizi informatici che dovranno illustrare tutti i dettagli per la partecipazione ai nuovi concorsi pubblici, entro l’estate sarà auspicabilmente pronto un portale unico ad hoc, con le prime funzionalità attive.

E’ chiaro che la riforma della PA sul piano dei nuovi concorsi dovrà essere messa in pratica quanto prima; anche in considerazione del fatto che già a luglio dovrebbe essere assegnata all’Italia la prima tranche da 25 miliardi di aiuti europei.

Nuovi concorsi pubblici per 24 mila assunzioni: novità per le selezioni

ll decreto PA sancisce che per i contratti di lavoro dipendente a tempo determinato vale quanto alla riforma dei concorsi pubblici contenuta nel decreto-legge  n. 44 del primo aprile scorso. L’ottica è quella dello snellimento e sburocratizzazione delle procedure: ecco perchè trovano spazio una sola prova scritta digitale e la valutazione dei titoli per le figure ad alto tasso di specializzazione tecnica.

Si tratta, come sopra accennato, di contratti a tempo determinato, che potranno essere rinnovati fino al 31 dicembre 2026, in base al raggiungimento degli obiettivi di cui al PNRR.

Dal punto di vista pratico, tutti gli interessati a sostenere i nuovi concorsi pubblici, dovranno fare l’iscrizione in un apposito “Portale del reclutamento”. Le amministrazioni di seguito potranno rapidamente disporre le assunzioni sulla scorta dei punteggi in  graduatoria (valutazione dei titoli + esame scritto).

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In ogni caso, le figure chiave nelle nuove assunzioni saranno i lavoratori altamente specializzati. Ci riferiamo dunque prevalentemente a dottori di ricerca e persone con esperienze documentate di almeno un biennio in organizzazioni internazionali e dell’Unione europea. In ballo d’altronde c’è l’attuazione di un documento assai complesso come il PNRR, che necessità di figure assai preparate. Non solo: il decreto PA prevede altresì che, al fine di non disperdere le professionalità coinvolte, sarà contemplata la possibilità di assumere a tempo indeterminato, con una riserva di posti fino al 40% per chi avrà lavorato almeno per un triennio.

Concludendo, in questo quadro di riorganizzazione e modernizzazione delle strutture, non deve stupire che il decreto PA disponga anche in merito alle nuove assunzioni che favoriscano innovazione e transizione digitale. Nel provvedimento sono incluse altresì indicazioni circa l’innovazione organizzativa della farraginosa giustizia italiana: nuove assunzioni in arrivo per velocizzare il funzionamento dei tribunali e soprattutto per definire i processi pendenti.