Assegni familiari e maternità dei comuni 2021: nuovi importi. La circolare INPS

L'INPS comunica i nuovi importi validi per il 2021 degli assegni nuclei familiari numerosi e assegni di maternità concessi dai comuni.


Gli importi di assegni familiari e maternità dei comuni rimangono invariati per il 2021. Si tratta dell’assegno per il nucleo familiare numeroso riconosciuto dai Comuni, riservato a chi ha almeno tre figli minori e dell’assegno di maternità riconosciuto dai comuni per chi non ha altre forme di tutela. L’aggiornamento degli importi è dovuto alla variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) che per l’anno 2020, è risultata pari allo -0,3%; per tale ragione, la legge stabilisce che quando questo indice è negativo, non si ha un ribasso degli importi, ma questi rimangono invariati.

I dati sono stati pubblicati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche della famiglia – che ha pubblicato il relativo Comunicato in Gazzetta Ufficiale del 12 febbraio 2021.

Aggiornamento: l’INPS ha rilasciato la circolare numero 36 del 24 febbraio 2021, con la quale comunica e conferma la rivalutazione, per l’anno 2021, della misura degli assegni familiari e di maternità dei comuni e dei requisiti economici necessari per ottenerli.

Vediamo i dettagli.

Assegno nucleo familiare numeroso dei comuni: cos’è e a chi spetta

Come accennato in premessa l’Assegno nucleo familiare numeroso dei comuni, o più comunemente detto “assegni familiari dei comuni”, è un assegno al nucleo familiare, concesso dai Comuni e pagato direttamente dall’INPS. L’ANF dei comuni è rivolto alle famiglie numerose, ovvero che hanno almeno tre figli minorenni e che dispongono di ISEE basso e quindi di patrimoni e redditi limitati.

E’ un assegno che non va confuso con gli assegni per il nucleo familiare destinato ai lavoratori dipendenti e assimilati e ai pensionati ex dipendenti, in quanto non è richiesto lo status di lavoratore dipendente come requisito, ma il semplice possesso di requisiti legati all’ISEE e al nucleo familiare.

Questa prestazione è quindi cumulabile con qualsiasi altro trattamento di famiglia; come specificato espressamente dalla norma, non costituisce reddito imponibile ai fini fiscali e previdenziali. Non è, cioè, assoggettato all’IRPEF.

ANF dei comuni: requisito ISEE e familiare

Per averne diritto è necessario possedere un ISEE, per l’anno 2021, non superiore a 8.788,99 euro.

Si ricorda, al riguardo, che l’assegno al nucleo familiare dei Comuni spetta a:

  • nuclei familiari residenti nei comuni in cui si fa domanda e composti da cittadini italiani e UE;
  • nuclei familiari composti da cittadini di paesi terzi soggiornanti di lungo periodo; nonchè familiari privi di cittadinanza con diritto di soggiorno o di soggiorno permanente;
  • cittadini stranieri titolari dello status di rifugiato e di protezione sussidiaria.

Il nucleo familiare deve essere composto da almeno un genitore e tre figli minori (appartenenti alla stessa famiglia anagrafica), che siano figli del richiedente, del coniuge o ricevuti in affido preadottivo.

Assegni familiari dei comuni: quanto spetta

L’assegno è erogato per 13 mensilità ed ha un valore mensile per il 2021 pari a 145,14 euro (che corrisponde a un importo complessivo di 1.886,82 euro).

L’assegno decorre dal 1° gennaio dell’anno in cui si verificano le suddette condizioni familiari e reddituali. Solo per il requisito familiare si verifica successivamente, quindi con la nascita del terzo figlio durante l’anno l’assegno per famiglie numerose dei comuni decorre dal primo giorno del mese in cui è nato il figlio, ovvero il requisito è stato soddisfatto.

Anche se la domanda si presenta al comune, è l’INPS che provvede direttamente al pagamento. Il pagamento dell’ANF dei comuni avviene 2 volte all’anno, con cadenza semestrale entro il 15 luglio e il 15 gennaio dell’anno successivo.

I controlli sulla veridicità dei dati inseriti e gli eventuali provvedimenti di revoca dell’assegno sono a cura dei Comuni.

Come fare domanda di Assegno nucleo familiare numeroso al Comune

Le modalità di richiesta dell’Assegno familiare dei Comuni variano in base al comune di residenza. E’ quindi necessario verificarle sul sito dell’amministrazione comunale o presso gli sportelli dei servizi per la famiglia.

Normalmente le domande possono essere presentate su appositi moduli predisposti dagli uffici competenti e disponibili online o presso gli uffici comunali.

Per l’anno 2021 si può presentare la domanda a partire dal 15/01/2021 se in possesso dell’ISEE per le prestazioni rivolte ai minorenni in corso di validità.

Assegno di maternità dei comuni 2021: cos’è e quanto spetta

L’assegno di maternità dei comuni è una prestazione concessa dai Comuni e pagata direttamente dall’INPS. Per ottenere l’assegno è necessario presentare domanda negli uffici del Comune di residenza entro sei mesi dal parto o dall’effettivo ingresso in famiglia del minore adottato o avuto in affidamento.

Per il 2021 l’assegno ammonta a 348,12 euro mensili, vale a dire 1.740,60 euro annuali, poiché è concesso per cinque mensilità. Il valore ISEE massimo da non oltrepassare, che è di 17.416,66 euro.

Requisiti assegno di maternità dei comuni

L’assegno può essere richiesto (per ogni figlio nato) dalle donne che non beneficiano di alcun trattamento economico per la maternità; oppure che beneficiano di un trattamento economico di maternità, ma di importo inferiore rispetto all’importo dell’assegno (in tal caso l’assegno spetta per la quota differenziale).

Il beneficio viene concesso anche per ogni minore in adozione o affidamento preadottivo purché il minore non abbia superato i 6 anni di età al momento dell’adozione o dell’affidamento (ovvero la maggiore età in caso di adozioni o affidamenti internazionali).

Maternità dei comuni: come e quando fare domanda

Anche in questo caso la domanda può essere presentata in forma cartacea o online direttamente al proprio comune. Questa deve essere corredata di tutta la documentazione richiesta dall’amministrazione comunale. La domanda si presenta necessariamente entro 6 mesi dalla nascita del figlio o dall’ingresso in famiglia del minore adottivo o affidatario.