Bonus 200 euro in busta paga Scuola (docenti e personale ATA): a chi spetta e quando arriva

Il bonus 200 euro incluso nel decreto Aiuti è un contributo una tantum per aiutare i cittadini: spetta anche al personale della scuola?


Tra i tanti argomenti che in questi giorni agitano il dibattito politico e che hanno riflessi a livello di opinione pubblica, vi è il bonus 200 euro: da una parte c’è chi ritiene la misura in oggetto sia un nuovo sostanziale intervento del Governo, a favore dei cittadini gravati dal peso dell’aumento dei costi; dall’altra coloro che invece ne contestano la reale efficacia, considerando questo beneficio poco più che una ‘mancetta’.

Intanto mentre i sindacati si stanno preparando allo sciopero del 30 maggio – per rappresentare il malcontento contro le decisioni del Governo che vorrebbero riformare il sistema attraverso i tagli sugli organici –  la buona notizia arriva sul fronte del citato contributo. Con la busta paga di luglio anche il personale della scuola (docenti ed ATA) potrà usufruire del beneficio una tantum voluto dall’Esecutivo, al fine di dare un supporto economico a chi è alle prese con il caro bollette. Il provvedimento in oggetto è stato in particolare incluso nel decreto Aiuti, varato dal Consiglio dei ministri lo scorso 5 maggio. Di seguito qualche ulteriore ed utile dettaglio.

Bonus 200 euro in busta paga: che cos’è in breve

Come accennato in apertura, siamo innanzi ad una misura di sostegno pari a 200 euro, versati ai lavoratori beneficiari in un’unica soluzione – in busta paga con gli stipendi del mese di luglio. Il datore poi recupererà il versamento nella forma della compensazione con debiti d’imposta.

L’erogazione avverrà in maniera automatica, ovvero senza alcuna domanda esplicita o iniziativa ad hoc dell’interessato. In particolare, potranno avvalersi di questo beneficio le seguenti categorie di soggetti:

  • lavoratori dipendenti;
  • pensionati;
  • percettori di reddito di cittadinanza;
  • disoccupati, percettori di NASPI e Dis-Coll;
  • lavoratori autonomi;
  • colf e badanti;
  • lavoratori stagionali.

Secondo i calcoli effettuati dai fautori dell’iniziativa, saranno circa 30 milioni di persone a ricevere il contributo in oggetto. La finalità della misura è piuttosto evidente da scorgere. Si tratta di un contributo volto a dare una mano alle famiglie alle prese con l’eccezionale aumento dei prezzi dell’ultimo periodo (energia elettrica, benzina, cibo ecc.).

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Bonus 200 euro docenti e personale ATA: attenzione al limite di reddito

Non tutti i lavoratori e i soggetti sopra indicati potranno tuttavia incassare questo contributo. Infatti requisito imprescindibile per l’ottenimento del beneficio è il rispetto del limite di reddito. Quest’ultimo non deve oltrepassare il tetto annuo pari a 35mila euro lordi.

Per quanto riguarda ad es. il caso concreto degli insegnanti di scuola secondaria, i numeri ci dicono che lo stipendio di inizio carriera è pari a poco meno di 22.000 euro lordi, per giungere dopo più di 35 anni di servizio a circa 32.000 euro lordi ogni anno. Per quanto riguarda invece i collaboratori scolastici le cifre calano notevolmente – essendo corrispondenti a circa 15.000 euro annui lordi.

Ebbene, alla luce di ciò è intuibile che gran parte di coloro che lavorano nel settore scolastico potranno beneficiare del bonus 200 euro. Salvo ovviamente chi ha eventuali altri redditi che si sommano a fine anno. A rischio esclusione sono pochi altri lavoratori del comparto, tra cui i dirigenti scolastici e i direttori amministrativi a fine carriera.

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Bonus 200 euro ad insegnanti e personale ATA: pagamento e tipologie di contratto

In concreto il bonus 200 euro scuola sarà dunque rivolto alla generalità dei lavoratori dipendenti di detto ambito. Ci riferiamo ai professori, agli addetti di segreteria, ai bidelli ecc. Per quanto riguarda il meccanismo del pagamento, nessun problema di ordine pratico per coloro che hanno sottoscritto contratto di lavoro a tempo indeterminato. Avendo essi busta paga anche per i mesi di giugno e luglio, l’accredito del bonus 200 euro sarà certamente agevole e tempestivo. Analoghe considerazioni valgono per i lavoratori a tempo determinato fino ai mesi di luglio o agosto.

Difficoltà nel pagamento del contributo potrebbero aversi per coloro con il contratto che scade a giugno o prima di questo mese. Infatti, per i primi, se il bonus 200 euro è versato sulla busta paga del mese prossimo, nessun problema pratico.

Ma se invece le tempistiche non consentiranno l’accredito per giugno, la sola soluzione per il beneficiario è fare richiesta Naspi subito dopo il termine del contratto. Per questa via, il contributo in oggetto sarà accreditato tramite Inps. Analoghe considerazioni valgono per i precari con contratto che termina prima di giugno.

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