Bonus 200 euro, chi non ne ha diritto. Ecco i probabili esclusi

Chi sono i soggetti a rischio di essere esclusi dal bonus 200 euro? Dai tirocinanti ai precari della scuola: un'analisi completa


Il Decreto “Aiuti” (D.L. 17 maggio 2022 numero 50) ha previsto il riconoscimento di un’indennità pari a 200 euro netti una tantum, quale misura di sostegno economico in favore di lavoratori dipendenti, pensionati ed altre categorie beneficiarie, tra cui disoccupati percettori di NASpI e DIS-COLL, stagionali, collaboratori coordinati e continuativi, incaricati alle vendite a domicilio e beneficiari del Reddito di cittadinanza.

L’obiettivo del legislatore, testimoniato anche dalla previsione di una somma analoga in favore di autonomi e professionisti, è quello di abbracciare il maggior numero di soggetti, al fine di sostenerli economicamente in un periodo di forte aumento dei prezzi di beni e servizi.

Bonus 200 euro, esclusi

Restano tuttavia alcune categorie che, in assenza di novità normative o chiarimenti da parte di INPS e Ministero del lavoro, rischiano di essere escluse dal bonus.

Analizziamole in dettaglio.

Bonus 200 euro, stage e tirocini

Tra i grandi esclusi del bonus 200 euro figurano tirocinanti e stagisti.

Il tirocinio extra-curriculare (quello cioè non inserito nei piani di studio delle università e degli istituti scolastici) si configura infatti come un’esperienza svolta presso un soggetto ospitante, finalizzata a favorire l’ingresso o il reinserimento nel mondo del lavoro di talune categorie di soggetti.

Rientrano infatti tra i potenziali tirocinanti i soggetti disoccupati o destinatari di forme di sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro, oltre a disabili, persone svantaggiate, cittadini comunitari o extracomunitari regolarmente soggiornanti in Italia o residenti all’estero.

L’attività svolta nell’ambito di un progetto di tirocinio non è equiparabile ad un contratto di lavoro subordinato e lo stagista non può essere considerato un dipendente.

Questo comporta l’esclusione dalla platea dei beneficiari dell’indennità una tantum di cui all’articolo 31 (lavoratori dipendenti). I tirocinanti, peraltro, non sono inclusi nelle altre categorie destinatarie della misura, elencate al successivo articolo 32.

Bonus 200 euro,  prestazioni di lavoro occasionali

Un’altra categoria esclusa dal bonus è quella di quanti svolgono prestazioni di lavoro occasionali, in favore di privati, imprese o professionisti.

L’attività, da non confondere con il lavoro autonomo occasionale di cui all’articolo 2222 del Codice Civile, prevede:

  • La stipula di un contratto di prestazione occasionale, se l’utilizzo avviene nell’ambito di un’attività professionale o di impresa;
  • L’erogazione del compenso a mezzo del cosiddetto “Libretto di famiglia” per le prestazioni svolte in favore di privati.

Bonus 200 euro, lavoratori in aspettativa o assenza non retribuita

Tra i requisiti per ottenere l’indennità una tantum, l’articolo 31 indica l’aver fruito, nel corso del primo quadrimestre 2022, della riduzione dei contributi IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) pari allo 0,8%.

La misura, introdotta in Manovra 2022, è riconosciuta mensilmente dal 1° gennaio al prossimo 31 dicembre, a beneficio dei lavoratori dipendenti di datori pubblici e privati, a condizione che la retribuzione imponibile ai fini previdenziali non ecceda l’importo di euro 2.692,00.

Posto che lo sgravio ha lo scopo di abbattere i contributi in capo al dipendente, questo non opera nei casi in cui, per assenza di retribuzione, alcuna somma dev’essere trattenuta all’interessato. E’ il caso, ad esempio, dei periodi di paga (di norma coincidenti con i mesi) in cui il lavoratore è stato interamente assente senza ricevere il compenso.

Si pensi a:

  • Aspettativa non retribuita;
  • Assenza ingiustificata;
  • Permessi non retribuiti;
  • Assenza ingiustificata perché privi di Green Pass.

Potrebbe quindi accadere che dipendenti assenti da gennaio ad aprile 2022, senza ricevere alcun compenso, non abbiano pertanto fruito dello sgravio IVS dello 0,80% e, di conseguenza, rischino di essere esclusi dalla platea dei beneficiari del bonus 200 euro. Soprattutto in assenza di chiarimenti ufficiali da parte di INPS – Ministero del lavoro.

Bonus 200 euro, lavoratori svantaggiati

Una conseguenza simile a quella appena descritta coinvolgerebbe anche i lavoratori svantaggiati, beneficiari di un’altra agevolazione INPS, operante da anni.

La Legge numero 381/1991 (articolo 4 comma 3) riconosce infatti alle cooperative sociali che svolgono attività finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, l’esonero totale dal versamento dei contributi, tanto per la quota a loro carico che per quella in capo al lavoratore.

A beneficiare dell’agevolazione sono i dipendenti di cui all’articolo 4 comma 1 della stessa norma, in particolare:

  • Invalidi fisici, psichici e sensoriali;
  • Ex degenti di ospedali psichiatrici, anche giudiziari;
  • Soggetti in trattamento psichiatrico;
  • Tossicodipendenti;
  • Alcolisti;
  • Minori in età lavorativa in situazioni di difficoltà familiare;
  • Persone detenute o internate negli istituti penitenziari, nonché i condannati e gli internati ammessi alle misure alternative alla detenzione ed al lavoro esterno.

L’assenza di contributi a carico del lavoratore e, di conseguenza, la mancata fruizione dello sgravio 0,80% nel primo quadrimestre 2022, escluderebbe i soggetti in parola dall’indennità una tantum di 200 euro.

Sul punto si attendono auspicabili chiarimenti da parte di INPS e / o Ministero del lavoro.

Beneficiari di sole indennità INPS

Identica situazione a quelle di lavoratori svantaggiati o soggetti privi di retribuzione nel primo quadrimestre del 2022 è quella di coloro che hanno ricevuto, nello stesso periodo, soltanto indennità economiche a carico dell’INPS, come tali non imponibili a livello previdenziale.

L’assenza di somme a carico del datore di lavoro, da gennaio ad aprile 2022, in grado di generare una trattenuta per contributi a carico del dipendente, meritevole della riduzione allo 0,8%, rappresenterebbe infatti un ostacolo alla spettanza dell’indennità una tantum.

Lavoratori inoccupati nel primo quadrimestre 2022

Il requisito rappresentato dall’aver goduto, per almeno una mensilità, dell’abbattimento della contribuzione IVS, escluderebbe quanti, nel primo quadrimestre 2022, non erano titolari di alcun rapporto di lavoro e, pertanto, non hanno potuto fruire della suddetta riduzione.

Precari della scuola

Il riconoscimento del bonus nel prossimo mese di luglio, escluderebbe quanti, come i lavoratori precari della scuola (insegnanti, personale ATA e DSGA) sono titolari di un contratto a tempo determinato in scadenza nei primi giorni di giugno, complice la fine dell’anno scolastico.

Un vuoto normativo che potrebbe essere sanato grazie ad un emendamento presentato dal Movimento Cinque Stelle, di cui ha dato notizia “Il Sole 24 Ore”.

Stando alle dichiarazioni riportate dal quotidiano, per bocca di Manuel Tuzi, capogruppo M5S in Commissione Cultura della Camera e della deputata pentastellata Margherita Del Sesto (prima firmataria dell’emendamento)

gli insegnanti con contratto a tempo determinato con scadenza a giugno percepiranno i sostegni al reddito ma non il bonus perché il requisito è il sostegno al reddito su quel mese oppure la busta paga. C’è, quindi, una criticità che va subito sanata, poiché crea ulteriori distinguo tra precari ed incide sulla qualità della vita.

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