Bonus 600 euro cumulabile con l’assegno ordinario di invalidità

Ampliata la platea dei soggetti interessati dal bonus 600 euro di marzo (previsto dal Dl Cura Italia). Chi sono i nuovi lavoratori inclusi.

Il decreto Rilancio ha introdotto la cumulabilità del bonus 600 di marzo, aprile e maggio con l’assegno ordinario di invalidità. La norma prevede la cumulabilità sia con il bonus di aprile a maggio, che con quello di marzo 2020.

Quindi chi ha avuto la domanda respinta a seguito del riesame d’ufficio potrà ricevere il pagamento dell’indennità di marzo, oltre a richiedere quelle di aprile e poi di maggio.

I beneficiari di assegno ordinario di invalidità che non invece non hanno presentato la domanda di bonus 600 euro per il mese di marzo, inoltre, possono richiederla entro il 3 giugno 2020 (ovvero entro 15 giorni dal 19 maggio, data di pubblicazione del decreto Rilancio).

Il decreto rilancio aveva inoltre allargato la platea dei soggetti che possono beneficiare del bonus 600 euro di marzo ai lavoratori esclusi dal Dl Cura Italia.

Bonus 600 euro di marzo: ampliata la platea dei beneficiari

Per effetto del Decreto Interministeriale (Lavoro-Economia) n. 10 del 4 maggio 2020, il “Fondo per il reddito di ultima istanza”, di cui all’art. 44 del Dl 18/2020 (Decreto Cura Italia), convertito con modificazioni in Legge 27/2020, inserisce tra i soggetti beneficiari del bonus 600 euro per il mese di marzo anche: i lavoratori stagionali (diversi dal settore turismo e stabilimenti termali), i lavoratori intermittenti, i lavoratori occasionali e gli incaricati alle vendite a domicilio.

Si tratta, in particolare, di soggetti rimasti esclusi dalla prima tornata del bonus 600 euro Dl Cura Italia, e per i quali il Governo ha reso necessario introdurre una copertura minima.  Le risorse finanziarie riconosciute sono pari a 220 milioni per il 2020 e l’indennità è erogata dall’INPS, previa domanda.

Bonus 600 euro di marzo, nuovi soggetti interessati

È prevista anche un’indennità, per il mese di marzo 2020, ai lavoratori dipendenti e autonomi che in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro.

In particolare, si tratta di:

  • lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020 e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo periodo;
  • lavoratori intermittenti, di cui agli artt. da 13 a 18 del D.Lgs. n. 81/2015, che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020;
  • lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 23 febbraio 2020 siano stati titolari di contratti autonomi occasionali riconducibili alle disposizioni di cui all’articolo 2222 del cod. civ. e che non abbiano un contratto in essere alla data del 23 febbraio 2020. Gli stessi, per tali contratti, devono essere già iscritti alla data del 23 febbraio 2020 alla Gestione separata di cui all’art. 2, co. 26, della L. n. 335/1995, con accredito nello stesso arco temporale di almeno un contributo mensile;
  • incaricati alle vendite a domicilio di cui all’art. 19 del D.Lgs. n. 114/1998, con reddito annuo 2019 derivante dalle medesime attività superiore ad euro 5.000 e titolari di partita IVA attiva e iscritti alla Gestione separata di cui all’art. 2, co. 26, della L. n. 335/1995, alla data del 23 febbraio 2020 e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

Leggi anche: Domanda bonus 600 euro

Bonus 600 euro di marzo, requisiti per i nuovi beneficiari

I predetti soggetti, alla data di presentazione della domanda, non devono essere in alcuna delle seguenti condizioni:

  • titolari di altro contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato diverso da quello di lavoro intermittente;
  • titolari di pensione.

Bonus 600 euro di marzo: aspetti fiscali e incumulabilità

Ai fini fiscali, il bonus 600 euro non concorre alla formazione del reddito ai sensi del Dpr. n. 917/1986. Inoltre, l’indennità non è cumulabile con:

  • le integrazioni salariali della cassa integrazione guadagni;
  • il bonus 600 euro erogato a marzo dal “Decreto Cura Italia”;
  • il Reddito di cittadinanza.

Bonus 600 euro aprile e maggio: novità dal decreto rilancio

Per quanto riguarda i soggetti in commento, il Decreto Rilancio ha previsto l’erogazione del bonus 600 euro anche per i successivi mesi di aprile e maggio.

Quindi, i predetti lavoratori, non soltanto recupereranno il bonus 600 euro del mese di marzo, ma riceveranno l’indennità anche per i mesi di aprile e maggio 2020.

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