Decreto Aiuti, ecco le principali misure fiscali e gli aiuti economici previsti

Il 2 maggio il Governo ha approvato il decreto Aiuti: si va dal bonus 200 euro, al bonus bollette, alla proroga del 110 per le villette.


Nella giornata di ieri il Governo ha approvato il cosiddetto Decreto Aiuti 2022: il provvedimento contiene diverse misure fiscali e agevolazioni. Il Governo ha infatti messo sul piatto circa 14 miliardi da destinare a imprese e contribuenti.

Si parte con l’incremento del bonus bollette, che sarà rideterminato sulla base delle nuove risorse messe a disposizione dallo Stato. Un’altra importante misura è il bonus 200 euro, ossia un contributo una tantum che verrà riconosciuto a lavoratori e pensionati. Finalmente arriva anche la proroga del superbonus 110 per le villette e gli edifici unifamiliari.

Decreto Aiuti, misure fiscali e aiuti economici

Ecco un elenco delle principali misure contenute Decreto Aiuti 2022.

1. Nuovo bonus bollette

La prima misura agevolativa prevista nel decreto Aiuti è sul bonus bollette, energia elettrica e gas.

Infatti, per il termo trimestre 2022, il bonus che è riconosciuto direttamente in bolletta sulla base dell’Isee, verrà rideterminato dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente con delibera da adottare entro il 30 giugno. Ciò avverrà nel limite delle risorse disponibili nel bilancio della Cassa per i servizi energetici e ambientali per l’anno 2022.

A tal proposito, già con il Decreto-Legge 17/2022, cosiddetto decreto bollette, era stata prevista una misura operativa in tal senso.

Detto ciò, nel decreto Aiuti viene introdotto un meccanismo che permette di ottenere il bonus anche per chi ha già pagato le bollette e che rispetta le condizioni per ottenere il bonus, come da Isee ottenuto solo successivamente al pagamento.

In tali casi, il bonus sarà ottenuto:

  • in compensazione da effettuare nelle bollette immediatamente successive, ovvero qualora questa non sia possibile,
  • con  rimborso automatico.

2. Bonus 200 euro lavoratori, autonomi e pensionati

Una misura tanto attesa dai contribuenti è il cosiddetto bonus 200 euro.

Si tratta di un assegno una tantum riconosciuto in favore dei lavoratori dipendenti ed autonomi e dei pensionati. Potranno beneficiarne coloro che prestano un reddito complessivo fino a 35.000 euro.

I pensionati riceveranno il bonus sulla pensione di giungo mentre i lavoratori dipendenti direttamente in busta paga tra giugno e luglio. Per gli autonomi è probabile che l’accredito avverrà direttamente sul conto corrente.

Come detto si tratta di un bonus riconosciuto solo per una volta. Non è un bonus mensile. Dunque è bene non essere troppo entusiasti. Con l’aumento del costo delle bollette e della benzina 200 euro rappresentano un piccolo contentino.

Leggi anche: bonus 200 euro

3. Proroga Superbonus villette e edifici unifamiliari

Arriviamo alla proroga del superbonus 110 per gli edifici e le villette unifamiliari. Nello specifico la proroga riguarda la data del 30 giugno, termine entro il quale i lavori devono raggiungere uno stato di avanzamento pari almeno dal 30%. Percentuale che potrà essere valutata rispetto all’intervento complessivo. Dunque anche considerando i lavori non ammessi al 110. Nel testo del decreto in nostro possesso, il fatto di dover considerare anche i lavori non 110 è indicato come possibilità e non come obbligo. Vedremo come sarà articolato il testo definitivo.

Dunque nel complesso:

  • il superbonus  110% spetta anche, in relazione agli interventi su unità immobiliari effettuati da persone fisiche (edifici unifamiliari), per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022,
  • a condizione che alla data del 30 settembre 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 30% dell’intervento complessivo.

Dunque, niente superbonus per edifici e villette unifamiliari nel 2023.

4. Le altre misure fiscali previste

Il decreto prevede anche altre misure agevolative.

Infatti, in base al comunicato stampa del governo pubblicato nella giornata di ieri, è disposto il rafforzamento dei crediti d’imposta in favore delle imprese per energia elettrica e gas:

  • il credito d’imposta riconosciuto per il secondo trimestre 2022 alle imprese diverse da quelle a forte consumo di gas naturale per l’acquisto di gas naturale (decreto-legge n. 21/2022): dal 20 al 25%;
  • il credito d’imposta riconosciuto per il secondo trimestre 2022 alle imprese a forte consumo di gas naturale (decreti-legge nn. 4 e 17/2022): dal 20 al 25%.

Passa dal 12% al 15% il bonus riconosciuto per il secondo trimestre 2022 alle imprese dotate di contatori di potenza disponibile pari a superiore a 16,5 kW, diverse da quelle a forte consumo di energia elettrica (decreto-legge n. 21/2022).

Credito d’imposta per gli autotrasportatori

Il decreto prevede un bonus anche per gli autotrasportatori. Si tratta della categoria che negli ultimi mesi ha maggiormente subito il caro petrolio. Nello specifico, il decreto prevede un credito d’imposta nella misura del 28% delle spese sostenute nel primo trimestre 2022 per l’acquisto del gasolio.

Il bonus spetta autotrasportatori utilizzatori di  veicoli di peso superiore a 7,5 tonnellate, di categoria euro 5 o superiore.

Credito d’imposta beni strumentali e formazione 4.0.

Il decreto rafforza anche altri crediti d’imposta ossia quello previsto per l’acquisizione di nuovi beni strumentali e per la formazione 4.0.

Nello specifico:

  • per investimenti in beni immateriali 4.0, l’aliquota del credito d’imposta previsto dalla legge n. 178/2020 è aumentata, sino 31 dicembre 2022 o 30 giugno 2023 se è stato effettuato un pagamento in acconto pari almeno al 20% del valore dei beni, dal 20 al 50%;
  • per formazione 4.0: le aliquote del credito d’imposta previsto dalla legge n. 160/2019 per le spese di formazione del personale dipendente finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze tecnologiche sono aumentate dal 50 al 70% (per le piccole imprese) e dal 40 al 50% (per le medie imprese).

Nuovi contributi a fondo perduto

Infine, il decreto tiene conto del Conflitto Russo-Ucraina e della conseguente crisi che si trovano a fronteggiare le imprese che nel mercato Russo concentravano gran parte della loro domanda di prodotti o servizi.

A tal fine, è istituito un fondo per  il sostegno alle imprese danneggiate dalla crisi ucraina. Sono stanziati 200 milioni di euro per il 2022 per l’erogazione di contributi a fondo perduto in favore delle imprese che

  • abbiano perduto fatturato a causa dalla contrazione della domanda a seguito della crisi ucraina,
  • abbiano registrato l’interruzione di contratti e progetti esistenti,
  • siano state coinvolte nella crisi delle catene di approvvigionamento.

Con decreto del Ministro dello sviluppo economico saranno definite le modalità attuative della misura.

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