Chi ha svolto il servizio civile o il servizio militare può recuperare quei periodi ai fini pensionistici? In molti casi sì. L’INPS ha pubblicato il 29 maggio 2026 una guida che riepiloga le regole per ottenere il riconoscimento dei contributi relativi al servizio prestato a favore dello Stato.
La possibilità di valorizzare questi periodi cambia però in base alla tipologia di servizio svolto e soprattutto all’anno in cui è stato effettuato. Per alcuni lavoratori il riconoscimento è gratuito attraverso l’accredito figurativo, mentre per altri è necessario ricorrere al riscatto a pagamento.
Vediamo cosa prevede la guida dell’Istituto e come presentare la domanda.
Servizio civile prima del 2006 e servizio militare: quando i contributi sono gratuiti
Per chi ha svolto il servizio civile entro il 31 dicembre 2005 o il servizio militare volontario, l’INPS prevede la possibilità di ottenere l’accredito della contribuzione figurativa.
Si tratta di contributi riconosciuti gratuitamente e a carico dello Stato, purché il periodo interessato non risulti già coperto da altra contribuzione.
L’accredito figurativo può essere riconosciuto per:
- il servizio civile svolto entro il 31 dicembre 2005;
- il servizio civile avviato nel 2005 e proseguito nel 2006;
- il servizio militare non armato;
- il servizio sostitutivo civile;
- i periodi di ferma nelle Forze Armate italiane o in servizi equiparati relativi al servizio militare volontario.
Il beneficio è destinato ai lavoratori e ai pensionati che presentano un vuoto assicurativo e può essere richiesto, in caso di decesso dell’interessato, anche dai superstiti.
E il servizio di leva obbligatorio?
La guida pubblicata dall’INPS il 29 maggio 2026 si concentra sul servizio civile e sul servizio militare volontario. Resta comunque ferma la possibilità, prevista dalla normativa previdenziale, di ottenere il riconoscimento dei periodi di servizio di leva obbligatorio e del servizio civile sostitutivo svolto dagli obiettori di coscienza.
Anche questi periodi possono essere valorizzati ai fini pensionistici attraverso l’accredito della contribuzione figurativa, purché non risultino già coperti da altra contribuzione e nel rispetto delle condizioni previste dalla legge.
In quali gestioni previdenziali è possibile ottenere l’accredito
I contributi figurativi possono essere riconosciuti nelle principali gestioni previdenziali amministrate dall’INPS.
In particolare, l’accredito è previsto:
- nell’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) dei lavoratori dipendenti;
- nelle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, come artigiani, commercianti e coltivatori diretti;
- nei fondi speciali di previdenza, quando previsto dai relativi regolamenti.
La guida precisa che questo beneficio non è invece previsto nella Gestione Separata INPS.
Servizio civile dopo il 2005: possibile il riscatto oneroso
Le regole cambiano per chi ha svolto il Servizio Civile Universale sulla base di contratti stipulati dopo il 2005.
In questi casi non è più previsto il riconoscimento gratuito della contribuzione da parte dello Stato. L’interessato può comunque recuperare il periodo ai fini pensionistici attraverso il riscatto oneroso.
L’onere economico è a carico del richiedente, ma l’INPS ricorda che:
- il costo può essere calcolato con criteri agevolati;
- gli importi versati sono interamente deducibili fiscalmente;
- il pagamento può essere effettuato in forma rateale senza interessi.
I requisiti per ottenere l’accredito figurativo
Per richiedere l’accredito dei contributi relativi al servizio civile o al servizio militare volontario è necessario rispettare alcune condizioni.
Innanzitutto occorre possedere almeno un contributo effettivamente versato e valido al momento della presentazione della domanda.
Il periodo per il quale si richiede il riconoscimento deve inoltre essere privo di altra contribuzione e non deve essere già stato utilizzato per il conseguimento di una pensione statale o di altri trattamenti sostitutivi, esclusivi o esonerativi dell’Assicurazione Generale Obbligatoria.
Per il servizio militare volontario, la guida INPS specifica inoltre che l’accredito è possibile soltanto se per quel periodo non sia attivabile la costituzione di una posizione assicurativa nell’AGO ai sensi della legge n. 322 del 1958.
Come presentare la domanda all’INPS
La richiesta deve essere inoltrata esclusivamente online attraverso gli appositi servizi messi a disposizione dall’INPS.
Per accedere è possibile utilizzare le consuete credenziali digitali:
- SPID;
- Carta d’Identità Elettronica (CIE);
- Carta Nazionale dei Servizi (CNS).
Nel caso della domanda relativa al servizio militare volontario, il richiedente deve indicare i periodi di servizio per i quali chiede il riconoscimento e il distretto o l’ufficio militare di appartenenza.
Sarà poi l’INPS a richiedere direttamente la documentazione necessaria all’ufficio militare competente, senza ulteriori adempimenti da parte dell’interessato.
Un’opportunità da non trascurare
Chi ha svolto il servizio civile prima del 2006 o il servizio militare volontario potrebbe avere diritto a contributi figurativi gratuiti utili per la pensione. Per i periodi di Servizio Civile Universale successivi al 2005 resta invece la possibilità del riscatto oneroso.
Verificare il proprio estratto conto contributivo e controllare l’eventuale presenza di periodi non valorizzati può essere un passo importante per non perdere mesi o anni utili ai fini pensionistici.
Domande frequenti
Il servizio civile svolto prima del 2006 vale per la pensione?
Sì. L’INPS prevede l’accredito figurativo gratuito per il servizio civile svolto entro il 31 dicembre 2005 e per quello iniziato nel 2005 e concluso nel 2006.
Il Servizio Civile Universale dopo il 2005 è coperto da contributi gratuiti?
No. Per i contratti stipulati dopo il 2005 è possibile recuperare il periodo soltanto tramite riscatto oneroso.
Chi può richiedere l’accredito figurativo?
Lavoratori e pensionati che presentano un vuoto assicurativo. In caso di decesso, la richiesta può essere presentata anche dai superstiti.
L’accredito figurativo è previsto nella Gestione Separata?
No. La guida INPS precisa che il beneficio non è riconosciuto nella Gestione Separata.
