La riforma della Pubblica Amministrazione del Governo Renzi

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Renzi presenta i tre punti su cui si baserà la riforma della Pubblica amministrazione.

Nel corso del Consiglio dei Ministri dello scorso 30 aprile, il Presidente Renzi e il ministro per la Pubblica Amministrazione Marianna Madia, hanno illustrato  i tre punti sui quali si fonda la Riforma della Pubblica Amministrazione.

Una riforma che, non partirà immediatamente visto che, come si legge nel comunicato stampa del Governo, le tre linee guida della riforma, saranno oggetto di una consultazione pubblica (che si svolgerà fino al prossimo 30 maggio) ove, chi ha interesse e voglia, può dire la propria, dare suggerimenti e fare proposte; basta scrivere all’indirizzo rivoluzione@governo.it

Ma vediamo i tre pilastri su cui si basa la riforma:

Personale e dirigenti: “programmazione strategica dei fabbisogni; ricambio generazionale, maggiore mobilità, mercato del lavoro della dirigenza, misurazione reale dei risultati, conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, asili nido nelle amministrazioni. Il Governo propone l’ abrogazione dell’istituto del trattenimento in servizio, la modifica dell’istituto della mobilità volontaria e obbligatoria, agevolazione del part-time, introduzione del ruolo unico della dirigenza, possibilità di licenziamento per il dirigente che rimane privo di incarico, oltre un termine, abolizione della figura del segretario comunale, conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, asili nido nelle amministrazioni.

Tagli agli sprechi e riorganizzazione dell’Amministrazione. Si parla dell’abrogazione di oltre 20 enti; riorganizzazione delle Authority, soppressione della Covip, che vigila i fondi pensione, con le competenze che passeranno a Bankitalia; accorpamento dell’Aci, Pra e Motorizzazione civile e una sola scuola dell’amministrazione al posto delle attuali cinque. Riduzione delle Prefetture a non più di 40 (nei capoluoghi di regione e nelle zone più strategiche per la criminalità organizzata), eliminazione dell’obbligo di iscrizione alle camere di commercio, Riorganizzazione delle Capitanerie di Porto e modifiche anche al procedimento amministrativo.

L’ultimo punto è dato dagli Open Data come strumento di trasparenza. Semplificazione e digitalizzazione dei servizi. L’obbiettivo è di utilizzare le nuove tecnologie per rendere pubblici e comprensibili i dati di spesa e di processo di tutte le amministrazioni centrali e territoriali, ma anche semplificare la vita del cittadini: introduzione del pin cittadino, unificazione e standardizzazione della modulistica in materia di edilizia ed ambiente, concreta attuazione del sistema della fatturazione elettronica per tutte le amministrazioni, dematerializzazione dei documenti amministrativi e loro pubblicazione in formato aperto, accelerazione della riforma fiscale e delle relative misure di semplificazione obbligo di trasparenza da parte dei sindacati: ogni spesa online.

Aspettiamo il prossimo 13 giugno, quando il Governo predisporrà le misure concrete che verranno portate all’approvazione del Consiglio dei Ministri.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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