Prelievo di solidarietà: per la Consulta è legittimo su pensioni ricche

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La Corte Costituzionale ha dichiarato la legittimità del prelievo di solidarietà sulle pensioni più elevate per il periodo 2014 - 2016

Con una nota emanata dal Palazzo della Consulta lo scorso 5 luglio, la Corte Costituzionale ha dichiarato la legittimità del prelievo di solidarietà sulle pensioni più elevate per il periodo 2014 – 2016 respingendo quindi le varie questioni di costituzionalità sollevate.

La Corte Costituzionale ha respinto otto ordinanze, di cui sei provenienti dalle sezioni della Corte dei Conti Veneto, Calabria, Umbria e Campania e due dalla Commissione giurisdizionale per il personale della Camera dei deputati le quali chiedevano alla Consulta di dichiarare l’incostituzionalità del contributo di solidarietà sulle pensioni da 91.000 euro in su, introdotto dalla legge si stabilità del 2014, voluto dal precedente Governo Letta, con validità triennale.

A differenza dei precedenti casi di incostituzionalità dichiarati per i contributi di solidarietà fra i 5 e il 15% previsti anch’essi sulle pensioni superiori ai 90 mila euro circa, introdotti dai Governi Berlusconi prima e Monti poi, il contributo voluto dal Governo Letta è stato dichiarato legittimo in quanto non considerato una sorta di tassa mascherata. Infatti lo stesso Governo aveva discusso a lungo la sua introduzione proprio per evitarne l’incostituzionalità.

La Corte ha quindi riconosciuto la natura solidaristica ed eccezionale del prelievo, che è servita a far fronte all’emergenza dei cosiddetti esodati, per cui non in contrasto con gli articoli 81 e 97 della Costituzione e ritenuta rispettosa allo stesso tempo del principio di progressività e sostenibilità in quanto applicato solo sulle pensioni più elevate, da 14 a oltre 30 volte superiori alle pensioni minime.

Prelievo di solidarietà, comunicato Corte Costituzionale

La Corte costituzionale ha respinto le varie questioni di costituzionalità relative al contributo, che scade nel dicembre 2016, sulle pensioni di importo più elevato, escludendone la natura tributaria e ritenendo che si tratti di un contributo di solidarietà interno al circuito previdenziale, giustificato in via del tutto eccezionale dalla crisi contingente e grave del sistema. La Corte ha anche ritenuto che tale contributo rispetti il principio di progressività e, pur comportando innegabilmente un sacrificio sui pensionati colpiti, sia comunque sostenibile in quanto applicato solo sulle pensioni più elevate, da 14 a oltre 30 volte superiori alle pensioni minime.

dal Palazzo della Consulta, 5 luglio 2016

Fonte: Corte Costituzionale

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Sull'Autore

Consulente del Lavoro iscritto all'albo provinciale di Campobasso, fondatore e redattore di Lavoro e Diritti. D.U. in Economia e Amministrazione delle Imprese presso l'Università degli Studi di Teramo. Specializzando in Sicurezza sul Lavoro. Esperto Web.

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