Responsabilità del titolare di impresa familiare in tema di sicurezza sul lavoro

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La Cassazione è intervenuta sul tema delle responsabilità del titolare di impresa familiare in tema di Sicurezza sul Lavoro di cui al D. lgs 81/08

Con la Sentenza 20406 del 25 agosto 2017 la Corte di Cassazione è tornata ad esprimersi in tema di impresa familiare e sicurezza sul lavoro.

In particolare la suprema corte ha stabilito che il titolare dell’impresa familiare è comunque responsabile in tema di sicurezza sul lavoro anche se non riveste la “qualifica” di datore di lavoro.

Impresa familiare e Sicurezza sul Lavoro

Nell’ambito dell’impresa familiare, disciplinata dall’art. 230 bis del Codice Civile, il titolare dell’impresa diventa anche datore di lavoro se i collaboratori dell’impresa, ovvero i familiari che lavorano nell’impresa, fra cui il coniuge, i parenti entro il terzo grado, gli affini entro il secondo, sono inquadrati quali lavoratori dipendenti.

Nel caso in cui non vi sia rapporto di subordinazione, l’impresa familiare è obbligata alla copertura INAIL di tutti i collaboratori, ma non è soggetta a tutta la normativa sulla Sicurezza sul Lavoro di cui al D. Lgs. 81/08 e s.m.i.

Il titolare dell’impresa non è inquadrato come Datore di Lavoro, pertanto non è tenuto alla redazione del DVR e non è obbligato alla nomina dell’RSPP.

Tuttavia l’articolo 21 del Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro dispone che, i componenti dell’impresa familiare non inquadrati come lavoratori dipendenti, sono soggetti solo ad alcune disposizioni relative al corretto utilizzo delle attrezzature di lavoro ed all’adozione di adeguati DPI, Dispositivi di Protezione Individuale.

Il caso

Il caso in questione ha riguardato la titolare di una impresa familiare, che dopo la morte del coniuge collaboratore dell’impresa, avvenuta a causa di una caduta dall’alto mentre si trovava a lavoro, ha richiesto all’INAIL la corresponsione in proprio favore della rendita ai superstiti.

L’INAIL dal suo canto ha richiesto una azione di rivalsa nei confronti della titolare dell’impresa familiare (ex artt. 10 e 11 del t.u. n. 1125/1965), in quanto lo stesso è venuto meno agli obblighi di sicurezza.

Pertanto sia il Giudice di primo che di secondo grado stabilivano che:

  1. la donna in qualità di moglie del lavoratore deceduto aveva diritto alla rendita ai superstiti;
  2. l’INAIL ha diritto all’azione di rivalsa sulla stessa, in quanto titolare dell’impresa familiare;

PROCEDENDO alla compensazione della rendita con la rivalsa dell’INAIL.

Conclusioni della Cassazione

Per la Cassazione il titolare dell’impresa familiare, anche se non riveste i panni di Datore di Lavoro, in quanto non vi è rapporto di subordinazione, deve adottare nei confronti dei collaboratori le misure di Sicurezza sul Lavoro previste dall’art. 21 del Dlgs 81/08.

Pertanto in caso di infortunio l’INAIL può esercitare l’azione di rivalsa anche se non c’è alcun rapporto di subordinazione.

  Sentenza Cassazione 20406 del 25-08-2017 (213,7 KiB, 155 download)
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Sull'Autore

Consulente del Lavoro iscritto all'albo provinciale di Campobasso, fondatore e redattore di Lavoro e Diritti. D.U. in Economia e Amministrazione delle Imprese presso l'Università degli Studi di Teramo. Specializzando in Sicurezza sul Lavoro. Esperto Web.

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