Bonus 200 euro: come fare richiesta di riesame per la domanda respinta

A chi spetta il bonus 200 euro? Quando arriva, come si richiede e come gestirlo in busta paga? La nostra guida completa e aggiornata.


Il bonus 200 euro si avvicina e sono molti i dubbi che ancora ci sono rispetto a questa misura una tantum di sostegno al reddito pensata da Governo per far fronte all’aumento del costo della vita.

Dopo la pubblicazione del Decreto-Legge 50/2022 in Gazzetta Ufficiale (cosiddetto Decreto Aiuti) dal testo emerge un’indennità una tantum in favore di dipendenti, pensionati, disoccupati, autonomi e tutta una serie di altri soggetti beneficiari.

Aggiornamento: con il messaggio n. 4314 del 30 novembre 2022 l’INPS fornisce le istruzioni per la presentazione delle domande di riesame da parte dei richiedenti le cui domande all’INPS sono state respinte per non avere superato i controlli inerenti all’accertamento dei requisiti normativamente previsti, nonché le indicazioni per la gestione dei medesimi.

Vediamo quindi come funziona, come e quando richiederlo e quando arriva.

Bonus 200 euro, come richiederlo

Nelle intenzioni del decreto la somma per i lavoratori corrisponderà a 200 euro netti, anticipati in busta paga dal datore di lavoro, salvo poi recuperarli in sede di versamento di imposte e contributi con F24. Per tutte le altre categorie (pensionati e disoccupati) saranno l’INPS o i rispettivi enti di previdenza ad occuparsi dell’erogazione (d’ufficio) delle somme. Discorso diverso per i lavoratori autonomi e i professionisti. Per loro i dettagli su criteri e modalità di riconoscimento dell’indennità una tantum saranno definiti con uno o più decreti ministeriali.

Grazie ai chiarimenti giunti in queste ultime settimane sappiamo che:

  • pensionati e dipendenti pubblici riceveranno in automatico il bonus senza dover fare nulla;
  • ai dipendenti del settore privato invece sarà richiesta una autocertificazione dove si attesti:
    • di avere diritto all’indennità una tantum per i lavoratori dipendenti di 200 euro;
    • di non aver diritto, o comunque si impegna a non dichiarare ad altri datori di lavoro di averne diritto, ulteriori indennità in quanto
      consapevole che a ciascun avente diritto l’indennità spetta una sola volta;
    • di aver beneficiato dell’esonero contributivo dello 0,8% nel primo quadrimestre 2022 per almeno una mensilità (eventuale per coloro che non risultavano in forza nel primo quadrimestre 2022).

A tal proposito vi invitiamo a leggere l’approfondimento dei consulenti del lavoro.

Quando arriva il bonus 200 euro

Ora vediamo quando arriva il bonus 200 euro una tantum. Per i lavoratori dipendenti pensionati, disoccupati e assimilati la risposta è più semplice, in quanto è previsto il pagamento diretto da parte del datore di lavoro o dall’INPS (per disoccupati, pensionati e RdC) entro luglio 2022, ovvero come da chiarimenti INPS e Ministero del Lavoro:

  • con la retribuzione di giugno pagata a luglio;
  • oppure con la retribuzione (o la pensione o altra indennità INPS) di luglio pagata a luglio.

Il messaggio INPS 2505 del 21/06/2022 chiarisce infatti che:

la retribuzione nella quale riconoscere l’indennità da parte dei datori di lavoro è quella di competenza del mese di luglio 2022, oppure, in ragione dell’articolazione dei singoli rapporti di lavoro (ad esempio, part-time ciclici) o della previsione dei CCNL, quella erogata nel mese di luglio del corrente anno, seppure di competenza del mese di giugno 2022. Il rapporto di lavoro, in ogni caso, deve sussistere nel mese di luglio 2022.

L’INPS chiarisce inoltre che il bonus spetta anche in presenza di retribuzione pari a zero in virtù di eventi tutelati (CIGO/CIGS, FIS o Fondi di solidarietà, CISOA – o congedo e aspettativa non retribuita).

Per i titolari di partita IVA (autonomi, commercianti, iscritti alla gestione separata e professionisti iscritti alle casse private) dovrà arrivare un provvedimento ad hoc che spiegherà le modalità e i tempi di ricezione.

Bonus 200 euro, come gestirlo in busta paga

Con l’obiettivo di sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori dipendenti si riconosce un’indennità una tantum pari a 200 euro, da corrispondere in busta paga con la mensilità di luglio 2022.

La somma sarà corrisposta dai sostituti d’imposta (datori di lavoro) di cui agli articoli 23 e 29 del D.P.R. n. 600/1973 in via automatica, salvo verificare in sede di conguaglio (di fine anno o, ipotizziamo, di fine rapporto) l’effettiva spettanza della stessa, in base all’ammontare dei compensi percepiti.

Si perché l’indennità spetta ai lavoratori “di cui all’articolo 1, comma 121, della legge 30 dicembre 2021, n. 234”. Quelli, per intenderci, destinatari della riduzione dello 0,8% dei contributi INPS a carico del lavoratore.

Tali si intendono i lavoratori in possesso di una retribuzione imponibile ai fini previdenziali non eccedente i 35 mila euro annui che, parametrati su base mensile per tredici mensilità, equivalgono a 2.692,00 euro, arrotondati per difetto.

A tal proposito leggi anche i chiarimenti dell’INPS per i datori di lavoro.

Come si recupera il bonus 200 euro non dovuto dai lavoratori

Il sostituto d’imposta che, in sede di conguaglio, verifica il superamento del limite di 35 mila euro di reddito provvede a recuperare l’indennità una tantum a suo tempo anticipata.

La trattenuta del bonus non spettante sarà effettuata in “otto rate di pari ammontare a partire dalla retribuzione che sconta gli effetti del conguaglio” (articolo 31 comma 2), di norma coincidente con il cedolino del mese di dicembre.

Come gestire il bonus 200 euro in busta paga?

Ecco come gestire il bonus 200 euro in busta paga. Il datore di lavoro, in sede di elaborazione delle paghe di luglio 2022:

  • Ipotizza (al pari di quanto avviene per detrazioni e trattamento integrativo) quale sarà il reddito complessivo annuo del lavoratore;
  • Se il valore ipotetico è pari o inferiore a 35 mila euro annui, si procede a riconoscere nel medesimo cedolino di luglio 2022 l’indennità una tantum di 200 euro netti, esenti da contributi previdenziali a carico del lavoratore (e dell’azienda) e tassazione IRPEF (le somme in questione, peraltro, non concorrono alla formazione del reddito complessivo ai fini fiscali del beneficiario);
  • L’importo anticipato al dipendente sarà poi recuperato dal sostituto d’imposta in sede di versamento delle imposte e dei contributi con modello F24, mediante l’istituto della compensazione di cui all’articolo 17 del D.lgs. n. 241/1997.

Successivamente, in sede di conguaglio di fine anno / fine rapporto, si dovrà procedere alla verifica del reddito effettivo. Se questo è:

  • Pari o inferiore a 35 mila euro, l’indennità una tantum spetta e il datore di lavoro non dovrà far nulla;
  • Superiore a 35 mila euro, il datore di lavoro dovrà recuperare il bonus anticipato e non spettante, in forma rateale (o quando ciò è impossibile, ipotizziamo) in un’unica soluzione.

Il bonus 200 euro spetta anche a pensionati e disoccupati?

Un’altra domanda molto frequente è se il bonus 200 euro spetta anche a pensionati e disoccupati. Ebbene sì, ma vediamo i dettagli.

Bonus 200 euro ai pensionati

L’articolo 32 della bozza di decreto prevede l’erogazione d’ufficio del bonus per i soggetti titolari di uno o più trattamenti pensionistici, a carico di qualsiasi forma previdenziale obbligatoria, di pensione o assegno sociale, nonché di trattamenti di accompagnamento alla pensione, con decorrenza entro il 30 giugno 2022.

I soggetti citati, in possesso di un reddito personale complessivo non eccedente i 35 mila euro lordi annui, riceveranno l’indennità una tantum con la mensilità di luglio 2022.

Per l’accesso alla misura si tiene conto dei redditi di qualsiasi natura, inclusi quelli esenti da imposta o soggetti a ritenuta alla fonte o ad imposta sostitutiva. Al contrario non rilevano:

  • Il reddito della casa di abitazione e sue pertinenze;
  • I trattamenti di fine rapporto comunque denominati e le somme arretrate soggette a tassazione separata;
  • L’Assegno al Nucleo Familiare (ANF), gli Assegni Familiari e l’Assegno Unico Universale;
  • L’importo aggiuntivo di cui all’articolo 70 comma 10 della Legge 23 dicembre 2000 numero 388;
  • Gli assegni di guerra, gli indennizzi ai soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati;
  • Le indennità di accompagnamento, le indennità previste per i ciechi parziali e l’indennità di comunicazione per i sordi prelinguali.

Importo netto non tassabile

I 200 euro una tantum, peraltro non:

  • costituiscono reddito ai fini fiscali;
  • sono cedibili, sequestrabili o pignorabili;
  • costituiscono reddito ai fini della corresponsione di prestazioni previdenziali ed assistenziali.

Come anticipato, la somma sarà corrisposta d’ufficio, sulla base dei dati disponibili all’INPS al momento dell’erogazione; salvo effettuare un successivo controllo sul rispetto della soglia di 35 mila euro di reddito complessivo annuo lordo

anche attraverso le informazioni fornite in forma disaggregata per ogni singola tipologia di redditi dall’Amministrazione finanziaria e ogni altra amministrazione pubblica che detiene informazioni utili” (articolo 32 comma 4).

L’INPS, una volta effettuata la verifica sulla situazione reddituale del beneficiario, procederà al recupero di quanto eventualmente pagato in eccedenza.

Bonus 200 euro ai disoccupati

L’articolo 32 comma 6 include tra i potenziali destinatari del bonus 200 euro coloro che nel mese di giugno 2022 percepiranno le indennità di disoccupazione:

  • NASpI, riservata ai lavoratori subordinati;
  • DIS – COLL in favore dei collaboratori coordinati e continuativi e degli altri aventi diritto, iscritti alla Gestione Separata.

L’importo una tantum sarà riconosciuto dall’INPS e non concorrerà alla formazione del reddito complessivo ai fini fiscali del beneficiario.

Bonus 200 euro anche per i titolari di trattamenti di mobilità in deroga

Con messaggio 4231 del 23 novembre 2022, l’INPS comunica che l’indennità una tantum di 200 euro, a favore dei soggetti titolari delle indennità di disoccupazione NASpI e DIS-COLL è riconosciuta anche in favore dei titolari di trattamenti di mobilità in deroga e di indennità di importo pari alla mobilità.

Bonus 200 euro partite IVA (autonomi e professionisti): cosa sapere

Il testo approvato in CDM e pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 17 maggio 2022 prevede l’istituzione di un apposito “Fondo per il sostegno del potere d’acquisto dei lavoratori autonomi”.

Scopo del fondo (articolo 33 comma 1) è finanziare l’erogazione, in via eccezionale, di un’indennità una tantum per l’anno 2022, in favore di:

  • Lavoratori autonomi e professionisti iscritti all’INPS;
  • Professionisti iscritti alle casse;

i quali abbiano percepito nel periodo d’imposta 2021 un reddito complessivo non eccedente i 35 mila euro.

Distinguiamo le due situazioni seguenti:

  • gli iscritti in via esclusiva all’INPS devono fare domanda telematicamente all’Istituto;
  • per quanto attiene ai professionisti con contributi versati sia all’istituto di previdenza e che alla propria cassa di riferimento, il bonus 200 euro sarà pagato dall’Inps e la domanda deve essere presentata all’Istituto;
  • per gli iscritti alle Casse private, invece il contributo una tantum sarà versato d’ufficio dalla propria Cassa di riferimento – sulla scorta delle informazioni in possesso alla data dello stesso versamento.

Modello fac-simile autocertificazione bonus 200 euro

L’Inps, con messaggio n. 2559 del 24 giugno 2022, ha ricordato che per ottenere il bonus una tantum, il lavoratore deve presentare al datore di lavoro una autocertificazione con la quale attesta:

  1. di non essere titolare di pensione o assegno sociale, di pensione o assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti, nonché di trattamenti di accompagnamento alla pensione ovvero di non appartenere a un nucleo familiare beneficiario del Reddito di cittadinanza. Si tratta delle categorie per le quali è previsto che sia l’Inps a erogare a luglio l’indennità una tantum, ai sensi dell’articolo 32, D.L. 50/2022 (incompatibile con la modalità di pagamento prevista dall’articolo 31).

L’Inps propone anche un fac-simile di autocertificazione, ricordando che la stessa costituisce solo uno strumento di supporto, personalizzabile dal datore di lavoro e non vincolante.

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Bonus 200 euro dipendenti pubblici: no all’autocertificazione

Sgomberiamo il campo da possibili dubbi o fraintendimenti: per quanto riguarda i dipendenti pubblici, non sussiste alcun obbligo di autocertificazione per poter ottenere il bonus a luglio. Il documento infatti vale per i soli lavoratori del settore privato. In pratica, soltanto per questi ultimi sarà necessaria un’autocertificazione con cui dichiarare di non essere titolare di un trattamento pensionistico o del reddito di cittadinanza.

Chi deve fare domanda

Secondo le norme vigenti in tema di bonus 200 euro, detto contributo sarà erogato a seguito di domanda ad hoc, in riferimento alle seguenti figure:

  • gli autonomi occasionali (senza partita IVA);
  • i titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa;
  • gli iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo;
  • i lavoratori domestici;
  • i lavoratori stagionali, a tempo determinato e intermittenti;
  • gli incaricati alle vendite a domicilio.

Entro quando fare domanda

Coloro che rientrano in queste categorie potrebbero a questo punto chiedersi entro quale data fare domanda per il bonus 200 euro. Ebbene, onde fare chiarezza specifichiamo quanto segue:

  • i lavoratori domestici (colf e badanti) hanno tempo fino al 30 settembre per far pervenire la richiesta;
  • per le altre categorie di lavoratori che debbono fare domanda, il termine ultimo è il 31 ottobre.

Per i lavoratori domestici il pagamento sarà disponibile entro pochi giorni dalla domanda, già questo mese. Mentre per le altre categorie di lavoratori il pagamento sarà effettuato, come indicato dalla legge, a cominciare da ottobre prossimo.

Come fare domanda online per il bonus 200 euro

Le categorie che non incassano il bonus in via automatica dovranno entrare sul sito dell’Inps e fare il seguente percorso: “Prestazioni e servizi” > “Servizi” > “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”. Dopo l’autenticazione con SPID, CIE o CNS, si dovrà selezionare la categoria di appartenenza per la quale si intende fare domanda, tra quelle indicate. La procedura è comunque piuttosto semplice ed intuitiva.

Al fine di fare domanda, l’interessato potrà comunque servirsi del Contact Center Multicanale, telefonando al numero verde 803.164 da rete fissa (senza costi) oppure al numero 06.164164 da rete mobile (a pagamento). O, ancora, potrà servirsi dell’assistenza degli istituti di patronato.

Come richiedere il riesame per le domande respinte

Le domande inviate direttamente all’INPS sono state verificate, con modalità automatiche, per i requisiti, le incompatibilità e le incumulabilità previste per legge.

Il lavoratore e il Patronato possono consultare l’esito della domanda e le motivazioni della eventuale reiezione tramite il servizio “Indennità una tantum 200 euro” (lo stesso servizio telematico di presentazione della domanda), disponibile sul sito dell’INPS.

E’ possibile presentare domanda di riesame entro il termine, non perentorio, di 90 giorni decorrenti dal 30 novembre 2022 (data di pubblicazione del messaggio n. 4314 del 30 novembre 2022), ovvero dalla data di conoscenza della reiezione della domanda, se successiva.

L’interessato potrà produrre nuova documentazione utile a un eventuale supplemento di istruttoria.

Bonus 200 euro, novità nel decreto Aiuti-bis: ampliata la platea dei beneficiari

Con la legge di conversione del DL 115-2022, decreto Aiuti-bis, approvata sia dal Senato che dal Parlamento, viene confermata l’estensione del bonus 200 euro a quelle categorie di lavoratori esclusi dal primo decreto Aiuti. Si tratta in primis dei lavoratori dipendenti che non hanno preso il bonus a luglio/agosto in quanto non rispettavano il requisito dell’esonero contributivo dello 0,80% previsto dalla Legge di bilancio 2022, poiché interessati da eventi coperti integralmente da contribuzione figurativa dell’Inps (ad esempio, la maternità o la cassa integrazione a zero).

Il bonus 200 euro, viene esteso ora anche ai collaboratori sportivi nonchè ai dottorandi e agli assegnisti di ricerca con reddito 2021 non superiore a 35mila euro. Tali ultimi soggetti dovranno presentare domanda all’INPS.

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