Bonus patronato 2022: cos’è, finalità e importo. La guida rapida

Un nuovo contributo debutta nel testo del decreto Aiuti ter. Si tratta del bonus patronato 2022, vediamo come funziona.


I bonus come soluzione (parziale) al problema dell’aumento dei costi dei beni di prima necessità, del caro bollette e del boom inflazione. Questa continua ad essere la linea perseguita dal Governo che, con il decreto Aiuti ter, ha inteso varare una nuova agevolazione una tantum, che prende il nome di bonus patronato 2022. 

D’altronde la questione liquidità affligge non pochi italiani, impegnati ogni giorno a fare i salti mortali per far quadrare i bilanci familiari. Ben si comprende allora l’iniziativa in tal senso da parte dell’Esecutivo e, proprio in materia di bonus patronato di cui ora diremo nel dettaglio, non dimentichiamo che i CAF e i patronati sono diventati un interlocutore essenziale per tutti quei cittadini che sanno dell’esistenza di vari bonus, ma non sanno quali sono i requisiti e come fare ad ottenerli. Conseguentemente per questi uffici, le attività di lavoro non sono mancate, così come i consumi a livello di utenze luce e gas.

Ma in che cosa consiste esattamente il cd. bonus patronato 2022, come e quando ottenerlo? Vediamone insieme le caratteristiche chiave nel corso di questo articolo.

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Bonus patronato 2022: in che cosa consiste?

Il patronato è un istituto che presta assistenza e tutela ai lavoratori, pensionati e in generale a tutti i cittadini italiani. I suoi uffici si occupano infatti di risolvere le pratiche burocratiche di chiunque abbia bisogno di informazione, consulenza ed assistenza per conseguire una prestazione alla quale si ha diritto.

Il punto però è che il bonus patronato 2022 di fatto ‘trasforma’ quest’ultimo da intermediario per una prestazione, a beneficiario. Proprio così: l’agevolazione prevista nel decreto Aiuti ter è un sostegno economico pari a 250 euro diretto ai patronati, per aiutarli a far fronte all’aumento del costo delle bollette di energia elettrica e gas. Ma a ben vedere, nulla di nuovo se pensiamo che anche le aziende sono beneficiarie di agevolazioni ad hoc, quali i contributi straordinari sotto forma di credito d’imposta.

Il bonus patronato è inoltre inquadrato come contributo una tantum, vale a dire versato al beneficiario una sola volta – proprio come il bonus 200 euro lavoratori di cui molto si è parlato questa estate e a cui ora seguirà un ulteriore bonus 150 euro (sempre una tantum).

Chi sono i beneficiari e come fare domanda

Ovviamente il testo del decreto Aiuti ter, che contiene la previsione del bonus in oggetto, è ancora in bozza e, prima di essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale convertito in legge, dovrà rispettare il consueto iter. Tuttavia presumibilmente la struttura di questa agevolazione non cambierà e, così come indicato nel testo del decreto, la misura di sostegno sarà erogata a favore di ogni sede centrale e provinciale di patronato, a patto che sia già riconosciuta alla data di entrata in vigore del testo in GU.

La finalità è “sostenere le attività di assistenza prestate dagli Istituti di patronato e fronteggiare le ripercussioni economiche negative sulle stesse derivanti dall’eccezionale incremento del costo dell’energia“, queste le parole usate nella bozza del decreto.

Per quanto riguarda la domanda bonus patronato 2022, l’iniziativa sarà delle sede centrali o provinciali, le quali dovranno debitamente indicare nella richiesta l’elenco delle sedi per cui si vuole ottenere il contributo una tantum.

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Chi gestirà le domande

Destinatario della domanda sarà il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, ma gli interessati dovranno aspettare la legge di conversione del decreto Aiuti ter. Non bisogna dimenticare che a seguito della pubblicazione in GU, il decreto Aiuti ter dovrà essere poi presentato e discusso nei due rami del Parlamento: serve infatti l’ok di Camera e Senato per la legge di conversione.

Attenzione dunque: prima che tutto l’iter sia completato, i patronati non potranno fare domanda. Mentre per quanto riguarda le istruzioni della richiesta, sarà compito del ministero del Lavoro pubblicare una circolare indicante tutti i dettagli per ottenere il contributo in oggetto.

Infine, nella bozza del decreto si specifica altresì che sarà possibile fare domanda bonus patronato entro 30 giorni dalla data in vigore della legge di conversione dell’Aiuti ter.

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