Bonus 200 euro, spetta anche ai nuovi iscritti autonomi e professionisti?

Il bonus 200 euro autonomi e professionisti spetta anche a chi apre la partita IVA in questo periodo? Ancora incertezza sulla data di domanda


Oggi aprire un’attività in proprio è un’impresa, nel vero senso della parola. Tra boom dell’inflazione, caro bollette, difficoltà a fare quadrare i bilanci familiari e incertezza del futuro, sono tante le incognite e i rischi per colui che proprio ora, a settembre e poco prima delle nuove elezioni politiche, scelga di aprire un’attività di lavoro autonomo.

Pensiamo a chi vorrebbe aprire un bar, un ristorante o un negozio di abbigliamento in qualche via del centro città: si tratta certamente di una scommessa che, in un periodo come quello odierno, non tutti avrebbero la volontà di fare. Qualche aiuto da parte dello Stato c’è, ma di certo non si tratta di agevolazioni tali da spingere in massa a tentare l’avventura in proprio: pensiamo al controverso bonus 200 euro autonomi. Finalmente abbiamo notizie più certe e chiare su requisiti e modalità operative, ma non è ancora noto il giorno preciso a partire dal quale sarà possibile farne domanda.

Su questi temi, una questione pratica è la seguente: il contributo una tantum che lo Stato assegna, e che prende appunto il nome di bonus 200 euro, vale e può essere assegnato anche a chi, andando controcorrente rispetto alle tante chiusure di attività di queste ultime settimane, apre nel corso di questo mese? E’ possibile dunque fare domanda anche in questi casi, auspicando di ricevere il contributo proprio come gli altri lavoratori subordinati ed autonomi? Vediamolo di seguito, nel corso di questo articolo – senza dimenticare quelli che sono i requisiti d’accesso al bonus 200 euro partite Iva. Infatti proprio in questi ultimi è contenuta la risposta.

Bonus 200 euro autonomi e professionisti: beneficiari e requisiti del contributo una tantum

Lo abbiamo accennato: la situazione odierna non facilita di certo l’apertura di una partita Iva e il percorso di chi vorrebbe aprire una propria attività professionale o azienda, dovendo mettere in conto tutte le tasse da pagare, e soprattutto le bollette per le utenze – i cui costi sono schizzati alle stelle negli ultimi mesi. Ci si potrebbe però chiedere del bonus 200 euro e della sua eventuale applicabilità a chi apre a settembre come autonomo.

Ricordiamo allora in sintesi le caratteristiche più rilevanti del bonus 200 euro partita Iva, così come previsto dal decreto Aiuti e di seguito oggetto di disciplina in un decreto attuativo ad hoc, che verrà presto pubblicato in GU. Ebbene, prossimamente il contributo una tantum potrà essere richiesto (e ottenuto) dai titolari di partita Iva lavoratori autonomi –  e ci riferiamo dunque fondamentalmente a commercianti, liberi professionisti, artigiani. Ma ciò potrà avvenire soltanto ricorrendo specifiche condizioni.

In altre parole, chi vorrà fare domanda d’accesso al bonus 200 euro autonomi, dovrà avere i seguenti requisiti:

  • reddito sottoposto ad Irpef per l’anno d’imposta 2021, non al di sopra dei 35mila euro;
  • iscrizione alla forma di previdenza obbligatoria e attivazione della partita Iva alla data del 18 maggio di quest’anno (data di entrata in vigore del decreto Aiuti);
  • non aver già beneficiato del contributo come lavoratore subordinato;
  • non titolarità di pensione.

Si tratta di condizioni tassative, perciò debbono ricorrere tutte al fine di conseguire il diritto al versamento del bonus 200 euro autonomi o partite Iva. In considerazione di quanto abbiamo appena riportato, già si può intuire qual è la risposta alla domanda con cui abbiamo aperto l’articolo.

Chi apre a settembre è escluso dal bonus?

Il caro bollette, l’aumento dei prezzi e l’inflazione galoppante spingono tanti autonomi a chiudere bottega, sospendendo l’attività oppure arrestandola definitivamente. Conseguenze dolorose non soltanto per chi ha aperto la partita Iva e si trova gravato da una pluralità di spese, ma anche per i lavoratori dipendenti che rischiano concretamente di perdere la loro occupazione.

In un periodo come questo, chi tenta comunque la carta del lavoro autonomo, può confidare nell’assegnazione del bonus 200 euro partite Iva? Ebbene, i requisiti di cui sopra non ammettono eccezioni: chi ha aperto l’attività autonoma dopo il 18 maggio 2022 non avrà comunque diritto ad avvalersi del contributo una tantum e, perciò, tutti coloro che hanno aperto l’attività a fine primavera o nel corso dell’estate, dovranno rinunciare a questo – pur ridotto – aiuto economico.

Aver ben chiaro ciò è importante, perché non sono mancate, nei mesi scorsi, le iniziative individuali di chi – magari con la speranza di fare buoni incassi per il boom di turisti – ha scelto di aprire un’attività di ristorazione, per esempio.

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Quando e come fare domanda?

Ricordiamo infine che coloro che hanno tutti i requisiti potranno fare utilmente domanda per il bonus 200 euro autonomi o partite Iva, attraverso richiesta ad hoc all’Inps (per coloro che hanno la cassa previdenziale gestita dall’istituto di previdenza) o ad altra cassa previdenziale (professioni per cui è previsto un albo).

Ma come detto in precedenza c’è ancora incertezza sulla data a partire dalla quale sarà possibile fare domanda. Al momento è noto che la finestra di riferimento sarà compresa tra il 20 settembre e il 30 novembre di quest’anno. Ma spetterà al mondo delle istituzioni chiarire quanto prima da quando sarà effettivamente possibile fare domanda.

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