Contributo a fondo perduto: in arrivo le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate

In arrivo la circolare dell'Agenzia delle Entrate con le modalità di richiesta del contributo a fondo perduto per autonomi e imprese

Cos’è e come funziona il contributo a fondo perduto per autonomi e imprese? Per affrontare la fase 2 dell’emergenza economica – sanitaria da covid-19, con il decreto-legge 34/2020 cosiddetto Dl Rilancio, pubblicato in gazzetta il 19 maggio 2020, vengono introdotti all’articolo 25, specifici contributi a fondo perduto per esercenti attività d’impresa, lavoro autonomo e titolari di reddito agrario, partite IVA.

L’aiuto è riconosciuto a condizione però che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019 e che non si è già usufruito del bonus 600 euro.

Come riporta Italia Oggi, entro la prima settimana di giugno l’Agenzia delle entrate dovrebbe rilasciare l’apposito provvedimento con il quale indica le modalità operative di richiesta e gestione delle domande da parte degli interessati al contributo. La domanda, a quanto si apprende, dovrebbe essere improntata alla semplicità, così come specificato più volte dal Governo, e non dovrebbe richiedere un dato puntuale sulla soglia dei ricavi di appartenenza, ma una sua stima; si dovrà quindi semplicemente barrare una casella recante la fascia dei ricavi di appartenenza.

Ecco in chiaro i requisiti, le modalità di richiesta e le condizioni da rispettare per accedere a questo aiuto.

Contributo a fondo perduto: soggetti beneficiari

Possono beneficiare dei contributi in esame, gli esercenti attività d’impresa, di lavoro autonomo, professionisti con partita IVA iscritti alla Gestione Separata INPS e i titolari di reddito agrario.

Dall’esame del testo pubblicato  in Gazzetta Ufficiale risultano esclusi i liberi professionisti iscritti alle casse private che quindi potranno contare solo sul bonus 600 euro.

E’ necessario che i soggetti sopra individuati, nel 2019, abbiano conseguito ricavi/compensi  non superiori a 5 milioni di euro.

Leggi anche: Decreto Rilancio, testo definitivo in Gazzetta Ufficiale (pdf)

Incompatibilità con il bonus 600 euro

Affinché possano essere richiesti i contributi in esame è necessario che i beneficiari non abbiano già richiesto il bonus Inps di 600 euro riconosciuto anche agli iscritti alle casse private, avvocati commercialisti ecc.

Indennità di 600 euro prevista dagli articoli 27, 38 o 44 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, c.d decreto Cura Italia.

In termini pratici, il bonus 600 euro preclude la possibilità di richiede i contributi a fondo perduto.

Il contributo  non spetta, in ogni caso, ai soggetti la cui attività risulti cessata alla data del 31 marzo 2020.

Condizioni da rispettare per accedere ai contributi a fondo perduto

I contributi a fondo perduto possono essere richiesti a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai 2/3 del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.

Si fa riferimento alla data di effettuazione dell’operazione di cessione di beni o di prestazione dei servizi.

Cessione di beni mobili Consegna dei beni, salvo fatturazione anticipata
Prestazione di servizi Momento di effettuazione del pagamento

Anche in assenza di tale requisito, il contributo è comunque riconosciuto ai soggetti con inizio attività dal 1° gennaio 2019.

Stessa indicazione per coloro che, a far data dall’insorgenza dell’evento calamitoso covid-19, hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nel territorio di comuni colpiti dai predetti eventi i cui stati di emergenza erano già in atto alla data di dichiarazione dello stato di emergenza Covid-19.

Contributo a fondo perduto Dl Rilancio: quanto spetta?

Il  contributo spettante è calcolato applicando alla  differenza tra l’ammontare del fatturato  aprile 2020 e l’ammontare del fatturato aprile 2019 le seguenti percentuali:

  • 20% per cento per i soggetti con ricavi o compensi 2019 non superiori a quattrocentomila euro;
  • 15% per i soggetti con ricavi o compensi 2019 superiori a quattrocentomila euro e fino a un milione di euro;
  • 10%  per i soggetti con ricavi o compensi 2019  superiori a un milione di euro e fino a cinque milioni di euro.

Ad ogni modo, è garantito un importo minimo non inferiore a mille euro per le persone fisiche e a duemila euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche (società).

Il contributo non rileva ai fini Ires, Irpef e IRAP.

Esempio di calcolo di contributo a fondo perduto

Un commerciante ad aprile 2020 ha conseguito un fatturato inferiore di 2/3 rispetto a quanto fatturato nello stesso mese dell’anno precedente. Aprile 2020 a confronto con aprile  2019 ha comportato una perdita di fatturato di 20.000 €.

Nel periodi d’imposta 2019 ha conseguito un totale compensi pari a 380.000 €.

Compensi 2019 380.000 €
Differenza fatturato aprile 2019/aprile 2020 20.000
Percentuale agevolativa applicabile 20%

Sulla base della disamina fatta finora, il contribuente in questione potrà richiedere un contributo a fondo perduto pari a 4.000 ossia 20.000*20%.

Come fare domanda di contributi a fondo perduto

La richiesta de contributo passa dalla presentazione di apposita istanza telematica all’Agenzia delle entrate. Istanza che può essere inviata anche per il tramite del proprio consulente di fiducia (delegato al servizio del cassetto fiscale dell’Agenzia delle entrate o ai servizi per la fatturazione elettronica) entro sessanta giorni dalla data di avvio della procedura telematica.

In termini brevi, sarà approvato apposito provvedimento dell’Agenzia delle entrate che definirà le procedure di inoltre dell’istanza che conterrà anche l’autocertificazione di regolarità antimafia.

Il contributo a fondo perduto, è erogato dall’Agenzia delle entrate mediante accreditamento diretto in conto corrente bancario o postale intestato al soggetto beneficiario.

Richiesta illegittima dell’agevolazione

Laddove il contributo sia in tutto o in parte non spettante, anche a seguito del mancato superamento della verifica antimafia, l’Agenzia delle entrate recupererà il contributo ottenuto con applicazione delle sanzioni dal 100% al 200%.  A tale somme si aggiungeranno gli interessi.

Cessazione dell’attività successivamente all’erogazione del contributo

Se successivamente all’erogazione del contributo, l’attività d’impresa o di lavoro autonomo cessa, il soggetto che ha firmato l’istanza inviata in via telematica all’Agenzia delle entrate è tenuto a conservare tutti gli elementi giustificativi del contributo spettante e a esibirli laddove richiesti dall’Amministrazione finanziaria.

L’eventuale atto di recupero è emanato nei confronti del soggetto firmatario dell’istanza.Conseguenze possono essere previste anche dal punto di vista penale con applicazione dell’art. 316-ter del c.p.

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