Incentivi auto elettriche e colonnine di ricarica: novità con il decreto Aiuti bis

Novità per gli incentivi auto, fino al 50% in più per chi ha reddito basso. Favorite le vendite di mezzi a basse emissioni e colonnine


Favorire le vendite nel settore automobili – ultimamente non in un periodo propriamente roseo – ma anche spingere gli interessati a cambiare veicolo a fare il passo concreto verso l’acquisto. Questi due obbiettivi alla base della scelta di rafforzare i bonus auto elettriche all’interno del decreto Aiuti bis, un provvedimento che ha anche inteso aumentare le risorse per il comparto automotive – ovvero il settore commerciale che include tutti i veicoli a motore (automobili, motociclette, camion ecc.).

Non vi sono dubbi a riguardo: gli incentivi auto aumentano ulteriormente e di seguito intendiamo chiarire come fare ad avere fino a 7.500 di bonus. Certamente si tratta di novità che faranno bene all’ambiente: dal lato dei privati acquirenti, le nuove misure introdotte mirano infatti ad essere incentivo all’acquisto di auto non inquinanti, mentre – da quello delle imprese – gli interventi agevolativi di cui al decreto Aiuti bis vogliono favorire la ripresa e lo sviluppo del settore automobilistico verso la cd. transizione green. Ecco allora qualche ulteriore dettaglio sugli incentivi auto di cui al decreto Aiuti bis.

Leggi anche: nel decreto Aiuti bis focus su lavoro, bollette, cuneo fiscale e non solo. Il Testo in Gazzetta Ufficiale

Nuovi incentivi auto elettriche: fino al 50% in più per i redditi bassi

Cosa cambia rispetto ai precedenti incentivi auto? Ebbene, molto interessante è notare che le nuove agevolazioni per l’acquisto di mezzi non inquinanti sono di fatto ‘rimodulate’ verso l’alto:

  • per quest’anno è previsto infatti l’aumento al 50% dei contributi al momento disposti;
  • tuttavia l’interessato a sfruttare l’incentivo e che intende dunque comprare il veicolo deve avere un reddito al di sotto dei 30mila euro.

Inoltre attenzione anche a questo dettaglio: gli incentivi auto supplementari varranno per un solo soggetto per nucleo familiare.

In linea generale, è poi pur vero che con le agevolazioni per le ricariche, gli aiuti per l’acquisto di auto non inquinanti e la proroga degli sconti carburante il mondo dell’auto ha ricevuto una nuova spinta dagli ultimi provvedimenti del Governo.

Il prezzo del veicolo influisce sui nuovi incentivi auto: ecco come

Per capire in concreto come funzionano i nuovi incentivi auto, è opportuno distinguere le due diverse situazioni che seguono:

  • per i mezzi con prezzo di listino ufficiale della casa automobilistica corrispondente o al di sotto di 35mila euro IVA esclusa e per l’acquisto di veicoli di categoria M1 nuovi di fabbrica omologati in una classe non al di sotto di Euro 6, aventi emissioni incluse nella fascia 0-20 g/km CO2 (elettrico), valgono i seguenti incentivi auto:
    • fino a un importo totale di 7.500 euro di contributi con rottamazione;
    • fino a un importo totale di 6mila euro di contributi senza rottamazione.
  • per i mezzi aventi prezzo di listino ufficiale della casa automobilistica uguale o al di sotto di 45mila euro IVA esclusa e per l’acquisto di auto di categoria M1 nuove di fabbrica omologate in una classe non al di sotto di Euro 6, con emissioni incluse nella fascia 21-60 g/km CO2, valgono questi incentivi:
    • fino a un totale di di 6mila euro di contributi con rottamazione;
    • fino a un massimo di 4.500 euro senza rottamazione.

Come si può agevolmente notare da quanto appena esposto, nel decreto Aiuti bis gli incentivi auto sono particolarmente convenienti se con annessa rottamazione. Quest’ultima infatti può rappresentare un’operazione molto utile per rispettare l’ambiente, in quanto così si contribuisce a ridurre le emissioni nocive nell’atmosfera. Non bisogna infatti dimenticare che le auto più vecchie sono anche quelle più inquinanti. Perciò comprandola nuova e con incentivi auto per i veicoli non inquinanti – e abbinando a ciò la rottamazione – l’agevolazione sarà ancora più interessante.

Fondi per la filiera automotive: ecco lo stanziamento di 8,7 miliardi di euro

Non dobbiamo dimenticare poi il ruolo chiave che la filiera automotive ha sempre avuto nel nostro paese: proprio su questo piano il decreto Aiuti bis interviene con nuove risorse per il settore. Le aziende potranno dunque sfruttare lo stanziamento della parte restante delle risorse del cosiddetto ‘Fondo automotive’, corrispondente a circa 8,7 miliardi di euro fino al 2030.

Detto Fondo intende costituire un vero e proprio strumento di finanziamento delle agevolazioni mirate a:

  • favorire lo sviluppo della filiera di settore;
  • promuovere l’insediamento, la riconversione e riqualificazione in forme produttive innovative e sostenibili;
  • spingere alla transizione ecologica e green, favorendo ricerca e investimenti.

Leggi anche: Bonus biciclette 2022: percentuale di fruizione al 100%

Incentivi statali per l’installazione di colonnine di ricarica per auto elettriche

Ricordiamo altresì che se il decreto Aiuti bis ha stabilito i nuovi incentivi auto oltre che la proroga agli sconti sui carburanti, è altrettanto vero che un Dpcm ad hoc per il settore automotive ha destinato una varietà di incentivi statali all’installazione di colonnine di ricarica per mezzi elettrici in aree private e condominiali. Ciò nella chiara finalità di favorire ulteriormente la diffusione dei veicoli non inquinanti.

Infatti non dobbiamo dimenticare che la mobilità elettrica nel nostro paese è quasi ferma, e al momento l’Italia è ancora molto indietro sul piano delle infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici. La transizione green è in atto e secondo le previsioni, dal 2035 con tutta probabilità non sarà più possibile circolare con vetture termiche a benzina e diesel. Ecco perché tutte le sopra citate misure hanno sicuramente ragion d’essere.

Argomenti

⭐️ Segui Lavoro e Diritti su Google News, Facebook, Twitter o via email