Fincantieri: l'AD ritira il piano industriale lacrime e sangue

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L'Ad fincantieri ritira il piano industriale. Ora si può trattare

Buone nuove per la vertenza Fincantieri; l’amministratore delegato della società, Giuseppe Bono, ha di fatto ritirato il piano industriale che prevedeva 2.551 esuberi e la chiusura degli stabilimenti di Castellamare di Stabia e Sestri Ponente.

E’ quanto avrebbe affermato l’AD nel corso del tavolo indetto per stamane al Ministero dello sviluppo economico, tra il Governo, i sindacati dei metalmeccanici Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil e Fincantieri: “se queste sono le vostre richieste ritiro il piano”.

Alla base della felice decisione ci sarebbero le forti critiche piovute da ogni dove proprio al piano industriale: “Ritiro il piano e spero che così si possano esorcizzare le tensioni”. “Il piano presentato nei giorni scorsi non era una novità per nessuno, sono una persona che si assume le sue responsabilità, ma con gli attacchi subiti dal tutte le parti, da destra e sinistra, anche la mia forza viene meno“.

La decisione è stata accolta con gioia dagli oltre 1500 lavoratori campani e liguri che stamattina, in concomitanza con il tavolo industriale, sono arrivati a Roma.

Intanto, il ministro dello Sviluppo economico, Romani propone la costituzione di tavoli regionali (in Liguria e Campania) per la definizione di adeguate soluzioni industriali.

A questo fine, Si legge in una nota del Ministero,  saranno predisposti sotto la regia del Ministero dello Sviluppo Economico, gli strumenti più idonei per il sostegno anche finanziario dei processi di investimento che si renderanno necessari.

E’ stato poi aperto presso il Ministero del Lavoro un tavolo per la definizione delle necessarie proroghe degli ammortizzatori sociali, cantiere per cantiere.

Il Ministro Romani ha ribadito infine l’impegno del Governo a sostenere nuovi indirizzi comunitari a favore della cantieristica navale, in accordo con il Vice Presidente Tajani, nonché ad accelerare la finalizzazione di risorse pubbliche già stanziate a favore del settore.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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