La Bialetti lascia l'Italia e manda a casa 120 dipendenti

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La storica ditta Bialetti, marchio inconfondibile della moka made in Italy, ha deciso di chiudere lo stabilimento piemontese di Crusinallo e di spostare lo stabilimento nell’Est europeo.

La storica ditta Bialetti, marchio inconfondibile della moka made in Italy, ha deciso di chiudere lo stabilimento piemontese di Crusinallo, nei pressi di Omegna dove è nata nel 1919 e di spostare lo stabilimento in un paese dell’Est europeo.

Nel comunicato, l’azienda ha manifestato la volontà di perseguire un nuovo modello di business integrato Italia-estero, che comunque consentirà “di mantenere nel territorio del Verbano-Cusio-Ossola alcune parti ad alto valore aggiunto del processo produttivo attraverso fornitori strategici che già da tempo collaborano con la società”. Le fasi di Ricerca e Sviluppo, lo studio del design e la definizione degli standard di qualità resteranno in capo a Bialetti e saranno centralizzati presso lo stabilimento di Coccaglio a Brescia”.

L’azienda ha così avviato la procedura di mobilità per 120 operai dicendosi comunque disponibile ad aprire un tavolo con sindacati e parti sociali per la miglior definizione della crisi.

La drastica scelta è stata determinata dal forte calo del fatturato accusato nell’ultimo biennio (-26%), situazione che rende necessaria una forte ristrutturazione aziendale. “Il momento difficile delle caffettiere “moka” di fronte all’avanzata delle macchine da caffe’ che utilizzano cialde, aveva gia’ indotto Bialetti a chiudere a fine 2009 lo stabilimento della controllata indiana Triveni Bialetti (55 dipendenti)“.

Bialetti ha chiuso l’esercizio 2009 con una perdita di 9,9 milioni di euro, ricavi in calo del 7,6% a/a a 194,2 milioni e indebitamento netto pari a 96,1 milioni.

Fonte: www.lastampa.it

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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