Ministero lavoro: accordo sulla conciliazione tra famiglia e lavoro

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Firmato accordo tra il Ministero del lavoro e le parti sociali sulla conciliazione dei tempi lavoro, famiglia.

E’ stato siglato  tra il ministero del lavoro e le parti sociali un avviso comune sulle misure a sostegno delle politiche di conciliazione tra famiglia e lavoro.

La bozza del documento era stata consegnata dal Ministro Sacconi alle parti sociali, lo scorso 1 marzo. Le parti hanno concordato circa l’importanza di una modulazione flessibile dei tempi e degli orari di lavoro, e circa l’importanza della contrattazione di secondo livello per raggiungere tali scopi.

Quindi, le parti si sono impegnate a valorizzare, compatibilmente con le esigenze organizzative e produttive e le dimensioni aziendali, le pratiche di flessibilità family friendly e di conciliazione esistenti.

E’ stato previsto un tavolo tecnico, che dovrà concludere il suo lavoro entro 90 giorni, per verificare la possibilità di adottare le buone pratiche di conciliazione da sostenere e diffondere in sede di contrattazione. Entro un anno dalla conclusione dei lavori del tavolo tecnico le parti sociali si impegnano a una verifica sulla diffusione di queste buone pratiche.

Tra le misure, oltre al richiamo al “Piano 2020 per l’inclusione delle donne nel mercato del lavoro” e al rifinanziamento del “piano nidi 2011” è prevista la piena attuazione dell’articolo 9 della legge n. 53/2000, (fondo per le famiglie). Sono previste inoltre:

  • possibilità di beneficiare di particolari forme di flessibilità di orario in entrata e in uscita, entro i primi tre anni di vita del bambino;
  • possibilità di ricorso alla banca delle ore;
  • possibilità, compatibilmente con le esigenze di servizio,  di usufruire, di lavoro concentrato, inteso come orario continuato dei propri turni giornalieri.
  • maggior ricorso al part time per un periodo corrispondente almeno ai primi tre  anni di vita del bambino ovvero per oggettive e rilevanti esigenze di cura di genitori e/o altri familiari, entro il secondo grado, con diritto al rientro  a tempo pieno;
  • maggior diffusione del telelavoro;
  • utilizzo dei permessi accantonati in  flessibilità individuale o banca delle ore da far fruire in via prioritaria ai lavoratori con oggettive esigenze di conciliazione;
  • Verifica della possibilità, per lavoratori e lavoratrici, di usufruire del congedo parentale in modalità di part time,  allungandone proporzionalmente la durata compatibilmente con le esigenze di servizio.

La CGil, pur essendo soddisfatta del risultato, afferma per voce del  Segretario Confederale, Serena Sorrentino che il governo è tornato indietro rispetto al testo presentato il 1 marzo.

Inoltre, “sull’allegato, che ha valore di elencazione di titoli sui quali il negoziato tra le parti si dovrà esercitare, la CGIL rivendica l’aver ottenuto alcune sostanziali modifiche ma permangono forti perplessità, in particolare sul lavoro concentrato e sul mancato recepimento del ripristino della legge 188 contro le dimissioni in bianco”.

Per leggere l’allegato all’accordo seguite il link

Per leggere il testo presentato dal ministero il 1 marzo, seguite il link

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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