Tutto quello che un politico non dovrebbe mai dire ad un lavoratore italiano

In questo articolo vado ad elencare le frasi che secondo me tutti i politici dovrebbero evitare di dire ai loro elettori.

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I politici italiani ci hanno abituati da tempo ormai a presenze e sortite giornaliere sui media nazionali. Ormai parlano di tutto e sembrano quasi come quegli opinionisti ospiti dei contenitori televisivi della domenica pomeriggio.

In questo articolo vado ad elencare le frasi che secondo me tutti i politici dovrebbero evitare di dire ai loro elettori, soprattutto in questi periodi di crisi, per evitare di finire come Maria Antonietta che alla richiesta di pane del popolo rispondeva che se il pane mancava potevano anche mangiare le brioches, provocando anche per questa affermazione la Rivoluzione Francese!

“Il congedo di maternità altro non è che un privilegio!”

Il ministro Gelmini a dieci giorni dalla nascita della figlia in un’intervista rilasciata a Io Donna nel mese di maggio di quest’anno, di cui abbiamo parlato anche noi qui. Della serie, va a lavurà!

“Contro la precarietà? Sposare mio figlio o un milionario”

Battuta di Berlusconi a una studentessa durante un programma tv a marzo del 2008. E noi bruttini?? Link

“Mandiamo i bamboccioni fuori di casa”

Padoa Schioppa fa riferimento ad una norma che prevede agevolazioni sugli affitti per i più giovani contenuta nella sua finanziaria 2008. Da piangere… Link

“Padri ipergarantiti con l’art. 18 mentre ai giovani vanno pochi soldi”

Brunetta a Porta a Porta a febbraio 2010 «Spendiamo troppo in cattivo welfare per i padri e troppo poco per i giovani. Spendiamo tantissimo per finte pensioni di invalidità e quasi nulla in incentivi per gli affitti e borse di studio per i giovani. Concentriamo la flessibilità sui figli bamboccioni, mentre l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori garantisce i padri che sono ipergarantiti. Con il risultato che sono proprio i genitori, per compassione, a tenere i figli in casa fino a tarda età». Una guerra tra generazione in poche parole! Link

“Il lavoro rende liberi”

“Il lavoro rende liberi”, in tedesco “Arbeit macht frei”. Era la frase scritta all’ingresso del campo di sterminio nazista di Auschwitz. E’ lo slogan scelto da Tommaso Coletti, ex-presidente della Provincia di Chieti, per i depliant e le inserzioni pubblicitarie della Provincia che promuovono i Centri per l’impiego nel 2006. No comment! Link

La pausa pranzo: “Blocca l’Italia, danno per il lavoro”

Rotondi in una tranquilla intervista definisce la pausa pranzo «un danno per il lavoro ma anche per l’armonia della giornata» e aggiunge: «A me – dice – non è mai piaciuta questa ritualità che blocca l’Italia». Della serie lascia l’osso… Link

“I giovani non devono piangersi addosso ma accettare qualunque forma di lavoro, anche umile”

Il Ministro Sacconi fa la morale alle nuove generazioni esortandoli a “non piangersi addosso”. “Ci si deve vergognare di prostituirsi, non certo di lavorare, anche se questo significa avere impieghi umili nella fase iniziale del percorso di lavoro”. File di laureati non vedono l’ora di fare le fotocopie per lui… Ne abbiamo parlato qui

Per ora mi fermo qui, ma ho un foglio pieno di appunti di “opinioni indispensabili” alla nostra società e chissà che non ci sarà un seguito a questo articolo… e a voi qual è la frase detta dai nostri leader che ha più infastidito?

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