Wwworkers, ossia mollo tutto e mi creo un lavoro con il web

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In Italia la crisi fa nascere i wwworkers, i nuovi lavoratori che abbandonano il posto fisso e il lavoro dipendente per imprenditorializzarsi, trasformando la propria passione in una professione, anche grazie alle nuove tecnologie.

C’è la crisi e si sa, molti giovani talentuosi rimangono a casa a rimuginare sul proprio futuro, molti altri fuggono all’estero con la speranza di una carriera lavorativa che in Italia sicuramente non potrebbero avere; molti altri però, piuttosto che rassegnarsi, cercano di sfruttare le proprie competenze o le proprie passioni, una connessione ad internet et voilà, si trasformano in imprenditori di stessi: sono i wwworkers, i nuovi lavoratori del futuro.

I wwworkers, termine  frutto di una sintesi tra www (acronimo della rete) e workers (termine inglese che indica i lavoratori), sono la nuova generazione tutta italiana che lascia il posto fisso o più probabilmente il posto precario e si crea un lavoro in rete, con tanto di partita iva! Per raccogliere le loro storie è nato anche un blog www.wwworkers.it (che vi consiglio di andare a vedere), ideato da Giampaolo Coletti. “I wwworkers sono i nuovi lavoratori di ogni ordine, grado ed età anagrafica. Hanno due tratti caratteristici: sono ex lavoratori dipendenti e sfruttano le leve delle nuove tecnologie. Internet diventa Interset di esperienze imprenditoriali in laboratorio”.

Così, racconta Giampaolo nel blog: “Mi sono dato un anno di tempo per studiare il fenomeno, per definire i profili, per capire cosa sta accadendo. I wwworkers sono apparsi timidamente in Italia dallo scorso anno, anche a seguito della crisi che ha vissuto il mondo del lavoro. E c’è da giurarci si imporranno con il 2010. Sono una razza in via di moltiplicazione”. “Il fenomeno è tutto italiano ma si annusa anche a livello globale. Proprio qualche giorno fa Microsoft ha pubblicato una ricerca condotta sui tredici Paese Europei che afferma come il 90% dei lavori avrà massimamente competenze online entro il 2015”.

Secondo una ricerca di Accenture che ha coinvolto oltre 5500 giovani di tutto il mondo, i ragazzi italiani sono tra i primi a livello globale per l’uso delle tecnologie emergenti nei contesti lavorativi insieme con cinesi e statunitensi, ben più avanzati di giapponesi e tedeschi. La maggior parte degli italiani sotto i 25 anni comunica con i propri clienti attraverso chat online, instant messaging, messaggistica mobile e feed Rss, a scapito dei mezzi di comunicazione più tradizionali.

Nel blog si trova così la storia di Mara Cirillo, giovane trentenne che dopo due anni nelle pubbliche relazioni, ha deciso di lasciare il posto fisso e di diventare wedding planner online. O la storia  di Alessandro Carenza, ventiduenne milanese diplomato in tecnologie alimentari, che ha lasciato il suo posto fisso come receptionist in una grande azienda italiana e, ha fatto della sua passione per i cani un lavoro.

Alessandro fa il dog-sitter a tempo pieno. Alla passione Alessandro ha unito anche una preparazione certificata: è diventato istruttore cinofilo per l’educazione di base e avanzata. Offre il suo servizio per gli animali a quattro zampe di Milano e provincia. «E la crisi non si sente», afferma con soddisfazione Alessandro, che ha visto quadruplicare in un anno i suoi contatti grazie alla rete. Il lavoro lo trova su internet.

Come i pastori sardi Franca ed Emilio Concas, che hanno abbandonato i pascoli per aprire una web tv con servizio di e-commerce. Su www.sardiniafarm.com si può adottare una pecora a distanza: con poche centinaia di euro è possibile ricevere quattro forme di pecorino, oppure due cesti di prodotti tipici con olio, vino, mirto e i dolci cucinati dalla signora Franca.

Di esempi se ne possono fare all’infinito e anche se i guadagni non sono stratosferici, come dice anche Coletti, c’è comunque la soddisfazione di lavorare per noi stessi e di avere più tempo per noi stessi e la nostra famiglia. In fondo, noi italiani siamo rinomati per essere molto fantasiosi e, visto che siamo anche il popolo che passa più ore su facebook, perchè non utilizzare questo tempo per crearci un lavoro tutto nostro e un giorno poter dire “si ce l’ho fatta, ho solo aggiunto alle mie competenze una connessione alla rete!”.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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