Festività del 25 aprile 2020 in busta paga: come funziona e quanto spetta

La Festa della Liberazione è una festività civile e quest'anno cade di sabato. Ecco una breve guida al 25 aprile 2020 in busta paga.

Il 25 aprile o Festa della Liberazione è una festa nazionale della Repubblica Italiana, istituita con Legge 260/1949 per celebrare l’anniversario della liberazione d’Italia dal nazifascismo.

Come per le altre festività civili i lavoratori dipendenti troveranno questa giornata indicata nel cedolino paga; vediamo quindi come viene computata la festività del 25 aprile 2020 in busta paga, ma prima riepiloghiamo quali sono le festività civili e religiose in Italia.

Festività civili e religiose in Italia

Ricordiamo che la legge, oltre che la contrattazione collettiva di primo e di secondo livello, prevede che il lavoratore ha diritto ad assentarsi dal lavoro nei giorni festivi stabiliti dalla legge, ovvero per le festività civili e religiose.

Le festività civili e religiose comuni a tutti i lavoratori sono:

  • 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno – festività civili nazionali;
  • 1 gennaio, 6 gennaio, lunedì di Pasqua, 15 agosto, 1 Novembre, 8 dicembre, 25 dicembre, 26 dicembre – festività religiose nazionali;
  • data variabile per il Santo Patrono del comune in cui è ubicata l’unità produttiva – normalmente indicata nella contrattazione collettiva.

Festività del 25 aprile 2020 in busta paga: quanto spetta

Il 25 aprile 2020 è un sabato, pertanto è considerato come giorno festivo infrasettimanale per chi lavora dal lunedì al sabato (oppure 6 giorni a settimana con riposo non coincidente con il sabato). In questi casi il lavoratore, anche se è assente dal lavoro ha diritto alla retribuzione.

A chi ha la settimana lavorativa corta di 5 giorni lavorativi su 7 (dal lunedì al venerdì per intenderci) non spetta nulla invece e lo stesso vale se la settimana è di 6 giorni lavorativi, ma il giorno di riposo settimanale è sabato.

Festività retribuita

Normalmente a chi spetta la retribuzione, come detto sopra, in busta paga verrà indicata la voce “Festività retribuita”. La legge in questi casi prevede infatti, che i lavoratori dipendenti, anche se non lavorano durante le festività infrasettimanali, percepiranno comunque la retribuzione ordinaria come se avessero lavorato.

Festività non goduta

Diverso sarebbe stato se il 25 aprile fosse capitato di domenica. In questo caso infatti si sarebbe trattato di una “Festività non goduta”. In questi casi il datore di lavoro deve pagare una quota ulteriore rispetto alla retribuzione normalmente dovuta.

Lavoro festivo del 25 aprile

Come capita spesso il lavoratore può essere chiamato a lavorare anche nel giorno di festività e quindi anche il 25 aprile. Pensiamo ai lavoratori del commercio, oppure del turismo, della pubblica sicurezza o della Sanità. Come funziona la retribuzione in questi casi?

La legge prevede che nel caso di lavoro festivo, ovvero durante un giorno di festività civile o religiosa, il lavoratore ha diritto, oltre alla normale retribuzione della giornata lavorativa, anche ad una retribuzione maggiorata prevista dal contratto collettivo e in più gi verrà pagata la giornata di “Festività retribuita”. In altri CCNL invece è prevista una giornata di riposo compensativo.

Per approfondimenti vi rimandiamo alla lettura della nostra guida sul Lavoro festivo

E’ obbligatorio lavorare nei festivi?

A differenza di altri diritti dei lavoratori, pensiamo ad esempio alle ferie (art. 36 della Costituzione) il diritto al riposo nei giorni festivi non è un diritto assoluto. Visto che questo diritto non è sancito dalla Costituzione, né regolato da una legge, in teoria vale ciò che prevedono i CCNL, gli accordi di secondo livello, i contratti individuali, la giurisprudenza e la prassi in materia.

Tuttavia l’orientamento comune della Cassazione prevede che questo obbligo non può essere previsto nei CCNL, ma può essere previsto nel contratto individuale di lavoro.

Quindi in linea di massima il lavoratore può rifiutarsi di lavorare nei giorni festivi, senza perdere il diritto alla normale retribuzione; tranne se questo obbligo è previsto dal contratto individuale di lavoro.

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