Il 25 aprile 2026 si avvicina e, come ogni anno, torna una domanda molto concreta per lavoratori e lavoratrici: che effetto avrà questa festività sullo stipendio?
Non si tratta solo di una ricorrenza simbolica. L’Anniversario della Liberazione, riconosciuto dalla Legge n. 260/1949, ha conseguenze precise anche in busta paga. Nel 2026, però, c’è un elemento in più da considerare: cade di sabato. Ed è proprio questo dettaglio a fare la differenza.
Il 25 aprile 2026 cade di sabato. Per i lavoratori con stipendio fisso, nella maggior parte dei casi, non sono previsti aumenti in busta paga perché il sabato è un giorno feriale non lavorativo.
Anche per chi è pagato a ore non spetta alcun compenso aggiuntivo se il sabato non rientra nell’orario di lavoro. Diverso il caso di chi lavora su sei giorni o presta attività durante la festività: in questi casi spettano retribuzione o maggiorazioni secondo il contratto collettivo.
Vediamo allora, in modo chiaro, chi riguarda, cosa cambia e cosa aspettarsi nel cedolino di aprile.
Festività del 25 aprile, cosa prevede per i lavoratori
Il 25 aprile è una festività civile nazionale. Questo significa che, in linea generale, il lavoratore ha diritto a non lavorare e a percepire comunque la retribuzione.
Se la giornata non viene lavorata, lo stipendio resta invariato. Se invece si lavora, entrano in gioco maggiorazioni oppure riposi compensativi, secondo quanto stabilito dal contratto collettivo applicato.
Fin qui le regole sono abbastanza semplici. Ma nel 2026 cambia il contesto.
Festa della Liberazione 25 aprile, nel 2026 cade di sabato
Nel 2026 il 25 aprile cade di sabato. Una circostanza che non è affatto neutra.
Nella maggior parte dei casi, l’orario di lavoro è distribuito su cinque giorni (dal lunedì al venerdì). Il sabato è quindi un giorno formalmente feriale ma non lavorativo.
Questo significa che la festività non coincide con una giornata di lavoro effettiva. Ed è proprio questo il punto che incide sul trattamento economico.
25 Aprile 2026, cosa cambia in busta paga ai lavoratori con stipendio fisso mensile
Per i lavoratori con retribuzione mensile fissa, il 25 aprile 2026 non porta, nella maggior parte dei casi, alcun aumento in busta paga.
Il motivo è legato al modo in cui è costruito lo stipendio mensile: esso è già comprensivo delle festività, ad eccezione di quelle che cadono di domenica. Quando la festività cade di sabato, e quel giorno non è lavorativo, non si perde alcuna giornata di lavoro e quindi non matura alcun compenso aggiuntivo.
Nel cedolino, la festività può essere indicata, ma resta una voce neutra, senza effetti sul netto.
25 Aprile 2026, cosa cambia in busta paga ai lavoratori con retribuzione oraria
Diverso è il discorso per chi è retribuito a ore, ma qui serve una precisazione importante.
Se il sabato non rientra nell’orario di lavoro (settimana su cinque giorni), anche per i lavoratori orari non spetta alcun pagamento aggiuntivo, perché la festività cade in un giorno in cui non sarebbe comunque stata prestata attività.
Il compenso per festività si riconosce infatti solo quando la giornata festiva cade in un giorno normalmente lavorativo.
Diverso è invece il caso di chi lavora su sei giorni settimanali: in questa situazione il sabato è lavorativo e la festività viene “goduta”, o infrasettimanale che dà diritto alla normale retribuzione o alla retribuzione maggiorata prevista per le festività lavorate.
Quanto spetta al dipendente che lavora il 25 aprile
Se il lavoratore presta attività durante la festività, il trattamento economico cambia.
Alla normale retribuzione si aggiunge una maggiorazione per lavoro festivo, prevista dal contratto collettivo. In alternativa, può essere riconosciuto un giorno di riposo compensativo.
Ad esempio, nel CCNL Terziario le maggiorazioni possono arrivare intorno al 30%, con percentuali più elevate in caso di lavoro notturno.
Queste voci vengono indicate separatamente nel cedolino e contribuiscono ad aumentare lo stipendio.
È obbligatorio lavorare durante la festività?
In linea generale, no. Il lavoratore ha diritto al riposo nelle giornate festive.
Può essere chiamato a lavorare solo se ciò è previsto dal contratto individuale o collettivo. In questi casi, la prestazione è legittima e deve essere retribuita con le maggiorazioni previste.
Se invece manca una previsione contrattuale, il lavoratore può rifiutarsi senza perdere la retribuzione della festività.
Che cosa cambia se la festività cade di sabato o di domenica
Un aspetto che crea spesso dubbi riguarda la differenza tra festività che cadono di sabato e quelle che cadono di domenica.
Quando una festività cade di domenica, per i lavoratori retribuiti in misura fissa mensile si configura la cosiddetta festività non goduta, che dà diritto a un’ulteriore quota di retribuzione.
Diverso è il caso del sabato. Il sabato è a tutti gli effetti un giorno feriale, anche quando non è lavorato nelle aziende con settimana corta. Proprio per questo, la festività che cade di sabato non dà automaticamente diritto a un compenso aggiuntivo, poiché non si determina una perdita della giornata lavorativa.
Resta però importante una precisazione: il trattamento può variare in base al contratto collettivo applicato, che in alcuni casi può prevedere forme di compensazione.
È proprio questa distinzione a spiegare perché, nella maggior parte dei casi, il 25 aprile 2026 non comporterà variazioni nel cedolino.
Cosa aspettarsi davvero nel cedolino di aprile 2026
Il 25 aprile 2026 non avrà lo stesso effetto per tutti, ma il quadro è abbastanza chiaro.
Chi ha uno stipendio fisso, nella maggior parte dei casi, non noterà differenze. Chi è pagato a ore, se non lavora il sabato, non riceverà compensi aggiuntivi, mentre chi ha la settimana lavorativa che comprende il sabato avrà una giornata di Festività retribuita. Chi lavorerà quel giorno avrà invece diritto a una retribuzione più alta data dal lavoro festivo.
Il consiglio è sempre lo stesso: controllare il cedolino e verificare il proprio contratto collettivo, perché eventuali differenze dipendono proprio da lì.
