Festività giugno 2021 in busta paga: come gestire la retribuzione

Quali effetti ha il 2 giugno in busta paga e come trattare le ex festività soppresse del Corpus Domini e SS Pietro e Paolo? Analisi completa


Festività giugno 2021 in busta paga: nell’elenco delle festività civili e religiose è compresa la ricorrenza del 2 giugno, quale Fondazione della Repubblica Italiana, cadente nel 2021 di martedì. Si segnalano inoltre due ex festività soppresse per legge, il Corpus Domini e la Festa dei Santi Pietro e Paolo (29 giugno).

Gli effetti in busta paga variano soprattutto tra la festività del 2 giugno (riconosciuta e retribuita) e quelle soppresse, per le quali i contratti collettivi hanno in generale previsto ore di permessi retribuiti, volgarmente denominati appunto “permessi ex festività”.

Analizziamo quindi in dettaglio le conseguenze in busta paga delle festività di giugno.

Festività giugno in busta paga: regola generale

Al ricorrere delle festività, salvo deroghe, il lavoratore ha diritto a non svolgere l’attività lavorativa, percependo comunque la retribuzione. Come peraltro affermato dalla Cassazione (sentenza numero 21209 del 19 ottobre 2006) il dipendente può rifiutarsi di lavorare nei giorni festivi, senza per questo ricevere un compenso inferiore.

L’eventuale lavoro festivo dev’essere anticipato da un accordo tra azienda e lavoratore, raggiunto anche in sede di contrattazione collettiva.

Festività del 2 giugno non lavorata 

I lavoratori che non lavorano il 2 giugno hanno conseguenze diverse in busta paga a seconda che siano retribuiti o meno in misura fissa mensile. Con questa espressione si intendono i dipendenti che, a prescindere dai giorni di ciascun mese, mantengono la stessa retribuzione lorda, eccezion fatta naturalmente per passaggi di livello ed in generale variazioni di paga derivanti da rinnovi contrattuali, nonché introduzione di superminimi, indennità o altre somme.

Come già probabilmente intuito, la festività non lavorata del 2 giugno non comporta alcun variazione nella busta paga di giugno per i lavoratori retribuiti in misura fissa mensile. L’incidenza delle festività è da intendersi già ricompresa nel compenso lordo.

Dipendenti retribuiti ad ore

Discorso diverso per chi è retribuito in base alle ore lavorate (si pensi ad esempio ai lavoratori dell’edilizia). La festività del 2 giugno (insieme al 25 aprile ed al 1° maggio) fa parte delle ricorrenze per cui è comunque garantita la retribuzione. Per tutte le altre festività, infatti, non viene erogato alcun compenso se il lavoratore è sospeso da oltre due settimane.

Detto questo, per chi ha goduto della festività del 2 giugno spetta la retribuzione oraria, moltiplicata per 1/6 dell’orario contrattuale o, in mancanza, legale (pari a 40 ore settimanali).

Pensiamo ad un dipendente con retribuzione oraria di 10,50 euro. A fronte della festività del 2 giugno (non lavorata) il compenso sarà:

  • (40 ore equivalenti all’orario contrattuale / 6) * 10,50 = 70,04 euro.

L’importo a titolo di festività goduta sarà esposto in busta paga ed erogato con le altre competenze del mese di giugno 2021. La somma subirà inoltre le trattenute per contributi INPS a carico dipendente e tassazione IRPEF.

Festività del 2 giugno lavorata

I dipendenti che il 2 giugno hanno prestato attività lavorativa hanno diritto a:

  • Riposo compensativo in un’altra giornata, con erogazione del compenso per la festività e della sola maggiorazione per lavoro festivo;
  • In alternativa, se non è riconosciuto un riposo compensativo, l’azienda sarà tenuta a corrispondere un importo a titolo di straordinario festivo.

Analizziamo le due ipotesi di lavoro festivo (sulla base di tipologia di retribuzione fissa o oraria).

Retribuzione fissa

I dipendenti retribuiti in misura fissa mensile in caso di festività lavorata hanno diritto a:

  • Maggiorazione per lavoro festivo, se è previsto un giorno di riposo compensativo;
  • Straordinario per lavoro festivo, in assenza di riposo compensativo.

Retribuzione ad ore

I dipendenti pagati in base alle ore lavorate, hanno diritto a:

  • Retribuzione per la festività (come calcolata poc’anzi), con maggiorazione per lavoro festivo (se è riconosciuto il riposo compensativo);
  • Retribuzione per lavoro straordinario, in mancanza di riposo compensativo.

Cosa prevedono i contratti collettivi

La disciplina sulla retribuzione dei giorni festivi, così come le percentuali delle maggiorazioni per lavoro festivo o straordinario, sono oggetto di specifiche previsioni ad opera dei contratti collettivi.

Prendiamo l’esempio del CCNL Edilizia – industria con cui si prevede il compenso delle giornate di festività goduta (in favore degli operai retribuiti ad ore) in misura pari a 8 ore, in luogo di 1/6 dell’orario contrattuale (6,67 se le ore sono 40) come disciplinato per legge.

Sempre il contratto riconosce il trattamento per festività in misura pari a 9,6 ore a beneficio degli addetti ai lavori discontinui o di semplice attesa o custodia.

Ex festività giugno in busta paga

Il mese di giugno è interessato da due festività soppresse per legge. Parliamo infatti di

  • Corpus Domini, cadente giovedì 3 giugno ma, considerato che non è più giorno festivo, celebrato domenica 6 giugno;
  • Santi Pietro e Paolo, cadente martedì 29 giugno.

In sostituzione delle ore di assenza garantite dalle “ex festività”, la contrattazione collettiva prevede generalmente appositi permessi retribuiti.

Leggi anche: Ex Festività (soppresse): cosa sono e come sono indicate in busta paga

È il caso ad esempio di CCNL:

  • Gomma plastica – industria riconosciute quattro giornate di riposo;
  • Metalmeccanica – industria 32 ore di permessi ex festività;
  • Credito, prevede la trasformazione delle ex festività in giorni di permesso retribuito, a patto che le ricorrenze interessino giorni in cui sia prevista la prestazione lavorativa ordinaria ed il diritto all’intero trattamento economico