Visite fiscali sabato domenica e festivi: orari di reperibilità e normativa

Guida completa alle visite fiscali ed obblighi di reperibilità nei giorni festivi, di sabato e di domenica o non lavorativi. Ecco i dettagli.


I datori di lavoro pubblici e privati, ma anche direttamente l’Istituto previdenziale, hanno la possibilità di controllare lo stato di malattia del lavoratore attraverso le apposite strutture sanitarie INPS. A tal proposito l’Istituto ha reso disponibile un applicativo online attraverso il quale aziende ed amministrazioni possono inviare una richiesta di visita fiscale al dipendente in malattia.

Il lavoratore in malattia, ha da parte sua l’obbligo di consentire l’attività di controllo “mutua”, rendendosi disponibile in apposite fasce orarie di reperibilità; oltre a cooperare all’effettuazione delle visite mediche di controllo domiciliari, consentendo l’ingresso del medico fiscale dell’INPS nell’abitazione.

Tra i dubbi che sorgono generalmente, il lavoratore si chiede se tali vincoli operano anche nei giorni festivi, oltre alla domenica, al sabato e agli altri giorni non lavorativi o riposi settimanali.

Analizziamo la questione in dettaglio.

Visite fiscali: chi sono i soggetti coinvolti

In caso di visita fiscale INPS sono coinvolte una serie di figure e bisogna fare una prima importante differenziazione fra dipendenti pubblici e privati.

Visite fiscali dipendenti pubblici

La normativa sulle visite fiscali riguarda:

  • Tutte le amministrazioni dello Stato, compresi gli istituti e le scuole di ogni ordine e grado, le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, Regioni, Province, Comuni, Comunità montane e loro consorzi ed associazioni;
  • Gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali;
  • Le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale;
  • L’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche amministrazioni (ARAN) nonché le Agenzie di cui al Dlgs. n. 300/1999.

I lavoratori del settore pubblico non soggetti al regime del Dlgs. n. 165/2001, nello specifico:

  • Personale della carriera prefettizia e diplomatica;
  • Magistrati;
  • Avvocati e Procuratori dello Stato;
  • Docenti e ricercatori universitari;
  • Personale della carriera dirigenziale penitenziaria;
  • Personale dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

Sono altresì coinvolti:

  • Lavoratori delle Autorità indipendenti, comprese CONSOB e Banca d’Italia, oltre al personale delle Università non statali legalmente riconosciute;
  • Personale delle Forze armate e dei Corpi armati dello Stato.

Esclusi invece i dipendenti di:

  • Enti pubblici economici;
  • Enti morali;
  • Aziende speciali.

Visite fiscali dipendenti privati

La disciplina sulle visite fiscali si estende ai soggetti assunti con contratto di lavoro subordinato, eccezion fatta per coloro (in generale i collaboratori) iscritti alla Gestione separata INPS.

Fasce di reperibilità visite fiscali

Il controllo della malattia, tanto per i dipendenti pubblici quanto per quelli privati, deve rispettare determinate fasce di reperibilità.

Le fasce orarie, differenziate tra lavoratori pubblici e privati, sono:

  • Ore 10,00 – 12,00 ed ore 17,00 – 19,00 per i lavoratori del settore privato;
  • Ore 09,00 – 13,00 ed ore 15,00 – 18,00 per i dipendenti pubblici.

Il dubbio che sorge spesso fra i lavoratori, come accennato in premessa, riguarda il rispetto della reperibilità in malattia anche nei giorni non lavorativi (domeniche, festivi e sabati per chi ha la settimana corta).

Visite fiscali sabato domenica e festivi

La visita fiscale INPS di controllo può passare anche di sabato e domenica nei giorni festivi? E se sì, in quale fasce orarie? La risposta alla prima domanda è sì, inoltre le fasce orarie di reperibilità sono le medesime dei giorni lavorativi normali.

Quindi gli orari delle visite fiscali valgono tanto per i giorni in cui teoricamente avviene l’attività lavorativa (dal lunedì al venerdì) quanto per:

  • Sabato, anche se non lavorativo (settimana corta, ovvero 5 giorni di lavoro su 7);
  • Domenica;
  • Giorni festivi.

Relativamente ai privati, eventuali e differenti (ad esempio più restrittive o estensive) fasce di reperibilità imposte dalla contrattazione collettiva (nazionale, territoriale o aziendale) sono inapplicabili perché in contrasto con disposizioni ministeriali.

Il motivo principale per cui il lavoratore può essere sottoposto a visita di controllo anche sabato, domenica e festivi è che la malattia è pagata anche per questi giorni.

L’indennità di malattia, lo ricordiamo, è riconosciuta ai lavoratori quando si verifica un evento morboso (malattia) che ne determina l’incapacità lavorativa. Pertanto il lavoratore deve evitare di fare altre attività per il recupero fisico da questo evento morboso. Pertanto dovrebbe evitare di uscire di casa proprio per non allungare il periodo di recupero. D’altronde si si è malati e non si può lavorare, non si dovrebbe neanche uscire per fare la spesa o andare al bar!

In conclusione, in base a chi manda la visita fiscale, il controllo può servire sia al datore di lavoro per accertarsi che lo stesso stia recuperando dalla malattia, e sia all’INPS per accertarsi che lo stesso non può effettivamente lavorare e pertanto gli va pagata giustamente l’indennità di malattia.

Discorso diverso riguarda il lavoratore che ha ottenuto l’esonero dalla visita fiscale, oppure il caso di assenza giustificata alla visita di controllo INPS.

Variazione dell’indirizzo di reperibilità per la malattia

Il lavoratore è tenuto, durante le fasce orarie di reperibilità, a rendersi disponibile presso il domicilio indicato nel certificato medico di malattia che contestualmente viene mandato al datore di lavoro e all’INPS.

Dipendenti pubblici

La variazione dell’indirizzo di reperibilità nel corso della prognosi, rispetto a quanto indicato nel certificato medico, dev’essere comunicata preventivamente dal lavoratore all’amministrazione presso cui presta servizio. Quest’ultima, a sua volta, né darà tempestiva segnalazione all’INPS.

Lavoratori del settore privato

Per i dipendenti privati è opportuno distinguere tra:

  • Lavoratori per i quali la malattia è indennizzata dall’INPS;
  • Lavoratori non assicurati per la malattia presso l’INPS.

Nel primo caso la variazione di indirizzo dev’essere preventivamente comunicata alla Struttura INPS territorialmente competente ed al proprio datore di lavoro (nel rispetto delle disposizioni previste dal contratto collettivo applicato).

Al contrario, i lavoratori per i quali la malattia è a carico esclusivamente dell’azienda sono obbligati ad informare della variazione soltanto quest’ultima.

L’INPS ha comunque reso disponibile, a beneficio di lavoratori pubblici e privati indennizzati, il servizio online “Sportello per il cittadino per le visite mediche di controllo”. La piattaforma, presente sul portale “inps.it” consente all’interessato di comunicare un diverso indirizzo di reperibilità, rispetto a quello segnalato con il certificato di malattia.

Tuttavia, come ha ricordato l’INPS con la Circolare numero 106 del 23 settembre 2020, il servizio online “non esonera il lavoratore dall’effettuare le comunicazioni previste al proprio datore di lavoro, sulla base del contratto di riferimento”.

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