Imu-Tasi 2020: cosa cambia con l’accorpamento della Legge di Bilancio

Dal 2020 potremo dire addio alla Tasi. Come sarà la nuova Imu? Vediamo quali saranno le regole introdotte con la Legge di Bilancio

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Tra le novità sulla casa introdotte con la nuova manovra finanziaria vi è l’abolizione della Tasi, la tassa sui servizi indivisibili che sarà accorpata alla nuova Imu. In nome della semplificazione auspicata dal governo, a partire dal 1° gennaio 2020, rimarrà di fatto la sola Imu, alla quale la Tasi andrà accorpata. Siamo in presenza di una misura che principalmente riguarda i proprietari di immobili che sta facendo ampiamente discutere.

Ricordiamo che, mentre la Tasi è una tassa dovuta per far fronte ai servizi comunali, l’Imu è un’imposta municipale avente la finalità di coprire i fabbisogni comunali in senso più generico.
È l’articolo 95 del Ddl di Bilancio la norma che contiene le novità sulla tassazione degli immobili.

Se da un lato si prevede la sostituzione della Iuc (imposta unica comunale) con una nuova Imu, dall’altro resta invariata la Tari, la tassa dovuta per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Nuova IMU-Tasi: chi deve pagare

La fusione di Imu e Tasi, le principali imposte sulla casa, in un’unica tassa, sta suscitando molte perplessità. Siamo di fronte ad un tema delicato che desta malumori sia tra i cittadini che a livello politico. Attualmente l’imposta sugli immobili di proprietà è dovuta dal proprietario, mentre la Tasi spetta in parte anche all’inquilino in una percentuale che varia dal 10 al 30%. Come cambieranno ora le cose?

A seguito dell’abrogazione della Tasi, l’intero tributo sarà a carico del proprietario, anche qualora l’immobile venga utilizzato da un soggetto diverso, in forza di un contratto di locazione o comodato. La bella notizia per gli inquilini è dunque che l’obbligo tributario si sposterà dal detentore al proprietario o al titolare di un diritto reale. Presupposto impositivo sarà il possesso (non la detenzione) dell’immobile che non sia destinato ad abitazione principale.

Per gli inquilini in ogni caso dalla misura potrebbero comunque derivare di riflesso effetti negativi, se si pensa che i proprietari potrebbero innalzare i canoni di locazione a seguito dell’incremento del peso fiscale subito.

La manovra conferma l’esclusione dal pagamento della nuova Imu delle abitazioni principali, a meno che non si tratti di case di lusso o ville rientranti nelle categorie catastali A1, A8 e A9. Per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente

Calcolo Imu 2020

Secondo l’ultima versione della Legge di Bilancio 2020, nonostante le polemiche sorte, l’aliquota base dell’Imu sarà pari a 8,6 per mille. Potrà essere rimodulata, con riduzione a zero o aumento, in alcuni Comuni, fino ad un massimo di 10,6 per mille. Inoltre, per effetto di un’imposizione aggiuntiva, in sostituzione della vecchia maggiorazione della Tasi, per il 2020, l’aliquota potrà essere ulteriormente innalzata, arrivando ad un massimo di 11,4 per mille.

Nelle grandi città metropolitane, come Roma, Milano, Firenze e Bologna che già applicano un’aliquota ordinaria al massimo livello, nulla cambierà per i proprietari immobiliari. Gli aumenti potranno essere registrati nei comuni che attualmente sono al di sotto della soglia massima. Critiche severe per questo provengono da Confedilizia, secondo la quale gli incrementi saranno pressoché scontati.

A subire gli effetti della manovra sono coloro che non vivono in città metropolitane, proprietari di ville o abitazioni signorili, possessori di seconde case o di immobili ad uso commerciale.
Per stabilire il calcolo dell’Imu si parte dalla base imponibile. Non cambia nulla rispetto a prima, in quanto si farà riferimento alla rendita catastale rivalutata del 5%. Ad essa si applicherà un coefficiente, in base alla categoria catastale di appartenenza dell’immobile.

L’aliquota, in caso di abitazione principale rientrante nelle categorie catastali A1, A8 e A9 e relative pertinenze è pari allo 0,5%. Il Comune potrà aumentarla fino allo 0,6% o diminuirla fino all’azzeramento. Si potrà beneficiare di una detrazione pari a 200 euro rapportati al periodo dell’anno durante i quali si protrae la destinazione ad abitazione principale.

Imu 2020: scadenze di pagamento

Il pagamento della nuova Imu dovrà avvenire sempre rispettando i soliti due termini di scadenza: il 16 giugno e il 16 dicembre. Entro la prima data i contribuenti dovranno versare il 50% dell’imposta dovuta nell’anno; si applicheranno aliquota ed eventuali detrazioni relative all’anno precedente. Entro metà dicembre si dovrà corrispondere il saldo finale. Resta ferma la possibilità per il contribuente di pagare l’imposta in un’unica soluzione entro il 16 giugno.

Per il 2020 la prima rata sarà pari alla metà della somma di Imu e Tasi versate nel 2019. A dicembre avverrà il conguaglio, tenendo conto di eventuali aumenti o diminuzioni dell’aliquota base (8,6 per mille) come da delibere comunali pubblicate sul sito del Dipartimento delle Finanze entro il 28 ottobre.


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