Prima rata IMU in scadenza al 16 giugno: ecco chi è esonerato dal pagamento

Ecco chi sono i soggetti esonerati dal pagamento della prima rata IMU 2021 in scadenza il 16 giugno. Cancellazione rata e regole generali.


Prima rata IMU in scadenza al 16 giugno: entro il prossimo 16 giugno si dovrà provvedere al versamento della prima rata dell’IMU 2021. In considerazione della grave crisi economica che ha colpito quasi tutti i settori economici, lo Stato ha cancellato il versamento della rata per diversi operatori economici. Dunque, come già avvenuto lo scorso anno per la prima rata e il saldo IMU 2020, anche per quest’anno sono previsti specifici casi di esonero.

Ecco chi sono i soggetti esonerati dal pagamento della prima rata IMU 2021 in scadenza il 16 giugno; ovvero chi non deve pagare l’Imposta sugli immobili senza incorrere in sanzioni.

Prima rata IMU in scadenza al 16 giugno

I versamenti IMU si effettuano entro:

  • il 16 giugno per la prima rata;
  • 16 dicembre per il saldo (o 2° rata).

Sempre considerando il conguaglio in caso di possibili variazioni di aliquote da parte del Comune da pubblicare entro il 28 ottobre sul sito del Dipartimento delle Finanze.

Si ricorda che, con la Legge di Bilancio 2020 (Legge 160/2019), l’IMU e la TASI sono state unificate con la nuova IMU e le aliquote base ai fini del calcolo dell’imposta dovuta sono uguali alla somma delle aliquote base dell’ex IMU e TASI.

Il calcolo del dovuto è da effettuarsi in base al possesso mensile ovvero per semestre (comma 762, Legge 160/2019).

Esonero versamento IMU al 16 giugno: le previsioni della Legge di bilancio 2021

La Legge n° 178/2020, Legge di bilancio 2021, al comma 599, ha previsto l’esenzione dal versamento della 1° rata IMU per determinate attività dei settori del turismo, della ricettività alberghiera e degli spettacoli. Questi sono i settori maggiormente colpiti dalla crisi economica legata al Covid-19.

L’esonero riguarda gli immobili destinati a:

  • stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, stabilimenti termali;
  • alberghi, pensioni e relative pertinenze, agriturismi, villaggi turistici, ostelli della gioventù, rifugi di montagna, colonie marine e montane, affittacamere per brevi soggiorni, case e appartamenti per vacanze, bed & breakfast, residence e campeggi, purché i relativi soggetti passivi siano anche gestori delle attività esercitate;
  • discoteche, sale da ballo, night-club e simili, a condizione che i soggetti passivi siano anche gestori delle attività esercitate.

L’esonero riguarda gli immobili in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni.

A queste previsioni di esonero se ne aggiungono altre previste dal D.L. 104/2020, D.L. Agosto e del D.L. 41/2021, decreto Sostegni.

Esonero pagamento IMU immobili categoria catastale D/3 (Decreto Agosto)

Anche il D.L. 104/2020 è intervenuto in materia di esoneri IMU: nello specifico, all’art.78 comma 3, è previsto l’esonero IMU per gli anni 2021 e 2022 per gli immobili destinati a spettacoli cinematografici, teatri e sale per concerti e spettacoli. Si tratta di immobili rientranti nella categoria catastale D/3.

Dunque, in tali casi, l’esonero non riguarda solo la prima rata IMU.

L’esonero opera a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate.

Cancellazione rata IMU per chi ha ottenuto il contributo a fondo perduto (Decreto Sostegni)

Da ultimo il D.L. 41/2021, D.L. Sostegni, post conversione in Legge, all’art.6 sexies, ha introdotto l’esonero dal pagamento della 1° rata IMU per i soggetti destinatari del contributo a fondo perduto disposto dallo stesso decreto citato.

Nello specifico, l’esonero IMU riguarda i soggetti titolari di reddito agrario (di cui all’articolo 32 del citato TUIR), nonché imprese e professionisti:

  • con ricavi o compensi in denaro o in natura (non superiori a 10 milioni di euro nel secondo periodo d’imposta antecedente, 2019 per i soggetti “solari”);
  • con ammontare medio mensile di fatturato e corrispettivi del 2020 inferiore almeno del 30% rispetto a quello del 2019.

Ai soggetti che hanno attivato la partita IVA dal 1° gennaio 2019 il contributo spetta anche in assenza del requisito afferente la perdita di fatturato.

L’esenzione si applica solo agli immobili nei quali i soggetti passivi sopra citati esercitano le attività di cui siano anche gestori.

Esonero IMU abitazione principale

Al di la delle previsioni di carattere emergenziale, rimane fermo l’esonero dal versamento IMU per l’immobile abitazione principale non di lusso ossia rientrante nella categoria catastale da A2 ad A7.

Per quelle di lusso invece si paga l’IMU.  L’aliquota base IMU per le abitazioni principali di lusso è pari al 5 per mille (comma 748) e il Comune la può aumentare fino al 6 per mille o ridurre. O anche fino all’azzeramento.

Attenzione ai requisiti da rispettare per considerare l’immobile quale abitazione principale.

A tal proposito il comma 741 della Legge 160/2019, dispone che

“per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e i componenti del suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l’abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile (..).

Attenzione, se i coniugi posseggono abitazioni situate in due comuni diversi, l’esonero IMU non spetterà per nessuna della due abitazioni. Si veda a tal proposito, la sentenza, Corte di Cassazione n°4166/2020.

IMU immobili in comodato: riduzione del 50%

Infine, è confermata la riduzione del 50% dell’IMU per le unità immobiliari concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale. Ciò vale a condizione che:

  • il contratto sia registrato e
  • che il comodante possieda una sola abitazione in Italia e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato.

Il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante, oltre all’immobile concesso in comodato, possieda nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale. Ad eccezione delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. Il beneficio si estende, in caso di morte del comodatario, al coniuge di quest’ultimo in presenza di figli minori.