Come fare domanda di disoccupazione NASpI online e documenti necessari

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NASpI 2017: come fare domanda di disoccupazione online? Istruzioni, documenti necessari, DID, modello SR163 e Patto di servizio Personalizzato

Come fare domanda di disoccupazione Naspi online? Ecco le istruzioni dettagliate alla domanda di disoccupazione INPS sul sito, i requisiti da rispettare e i documenti necessari fra cui la DID, il modello SR163 e il Patto di servizio Personalizzato.

Innanzitutto possono accedere al sussidio di disoccupazione NASpI coloro i quali abbiamo i seguenti requisiti:

  • stato di disoccupazione involontario;
  • requisito contributivo: il lavoratore deve poter far valere, nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione, almeno tredici settimane di contribuzione;
  • requisito lavorativo: il lavoratore deve poter far valere trenta giornate di lavoro effettivo, a prescindere dal minimale contributivo, nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.

Leggi anche: NASpI 2017

Verificate le condizioni di cui sopra per richiedere la prestazione si può optare per una di questa tre modalità:

  • direttamente dal sito www.inps.it se in possesso del PIN dispositivo INPS;
  • attraverso l’ausilio di un patronato;
  • tramite Contact Center Multicanale INPS-INAIL, chiamando da rete fissa il numero gratuito 803164 oppure da cellulare il numero 06164164.

NASpI: come fare domanda di disoccupazione online

Nel caso in cui si decida di operare personalmente, l’unica via è quella di fare domanda di disoccupazione online.

Per prima cosa, se non già in possesso, è necessario richiedere il PIN INPS attraverso la procedura disponibile direttamente sul sito, inserendo i dati anagrafici e di residenza, a questo punto viene generata in automatico la prima parte del PIN mentre la seconda verrà recapitata mezzo posta direttamente a casa.

Una volta ottenutolo PIN completo, è necessario attivarlo in modalità “dispositivo” funzione che permette di operare direttamente sul sito.

Leggi anche: PIN INPS

Essendo abilitati a procedere si deve eseguire il login nell’area dei Servizi online del sito INPS e seguire questo percorso:

  1. servizi per il cittadino;
  2. selezionare l’opzione “invio domande di prestazioni a sostegno del reddito”;
  3. cliccare sulla dicitura NASPI che comparirà sulla barra di sinistra, quindi nella sotto sezione “Indennità di NASPI” e compilare la domanda.

La domanda di disoccupazione NASpI online si compone di 6 sezioni e i dati da inserire sono ovviamente anagrafici e lavorativi: viene caricata automaticamente la posizione contributiva del soggetto richiedente e nelle schermate successive bisogna indicare informazioni specifiche riferite ad esempio alla ricezione o meno del periodo di preavviso oppure a periodi di lavoro svolti all’estero.

Nella nuova schermata proposta è necessario dichiarare il possesso del requisito delle 30 giornate di effettivo lavoro nei 12 mesi precedente e contestualmente se si svolge attività lavorativa in forma autonoma dal quale derivi un reddito compatibile al mantenimento dello stato di disoccupazione (4.800 euro annui).

Gli ultimi passaggi riguardano la scelta di applicare le detrazioni familiari sull’importo derivante dall’assegno di NASPI e se si vogliono percepire gli assegni familiari.

La domanda a questo punto è quasi compilata interamente, rimane solo la parte riguardante lo stato di disoccupazione: requisito fondamentale per poter accedere alla prestazione.

Nel caso in cui il disoccupato non si sia recato presso il centro per l’impiego per sottoscrivere la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, questa può essere completata nella sezione 5/6 della domanda on-line di NASPI, velocizzando così i tempi.

Giunti all’ultima schermata, 6/6, non resta che impegnarsi a comunicare all’INPS una serie di dati richiesti che possano inficiare l’efficacia della domanda e dichiarare la veridicità dei dati inseriti, ricontrollare attentamente quanto inserito ed inviare.

Domanda disoccupazione documenti necessari

Vi è la possibilità di allegare documenti: sebbene nelle istruzioni non venga riportato l’obbligo di alcun allegato, è consigliabile inviare il contratto di assunzione e relativa lettera di licenziamento evitando così eventuali ritardi dovuti a controlli legati alle motivazioni della richiesta di indennità di NASPI.

Avendo a questo punto terminato la compilazione della domanda, rimane un ultimo aspetto da analizzare: il pagamento.

NASpI e modello SR163

Infatti l’INPS ha chiarito che al fine di ricevere i pagamenti relativi alle prestazioni a sostegno del reddito, tra cui, come in questo caso la NASpI, è obbligatorio compilare e spedire un ulteriore modello “SR163” scaricabile all’interno del sito.

Leggi anche: modello SR163

Lo stesso modulo deve essere ricompilato nel caso in cui il soggetto, che stia già percependo la prestazione, abbia modificato le proprie coordinate bancarie.

Il modello si compone sostanzialmente di due parti: una in cui inserire i dati anagrafici e una seconda in cui dettagliare i dati bancari o postali, a seconda di dove si voglia l’accredito.

Il documento è quindi pronto per essere stampato e portato in banca (in caso di accredito su conto corrente bancario) oppure in Posta (in caso di conto corrente postale oppure libretti) per la convalida dell’IBAN con firma e timbro.

Non resta che inviare anche questo documento:

  • direttamente presso lo sportello INPS competente;
  • via email o, se in possesso di indirizzo certificato, via PEC (gli indirizzi si possono reperire sul sito www.inps.it ).

Domanda di disoccupazione NASpI, quando

È bene fare attenzione alle tempistiche nel caso di richiesta di indennità NASPI, infatti la domanda deve essere presentata entro il termine di decadenza di 68 giorni che decorre:

  • dalla data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro;
  • allorché nel corso dei sessantotto giorni si verifichi un evento di maternità, malattia o infortunio indennizzabile, il termine rimane sospeso per un periodo pari alla durata dell’evento e riprende a decorrere al termine dello stesso per la parte residua;
  • dalla data di definizione della vertenza sindacale o dalla data di notifica della sentenza giudiziaria;
  • dalla data di fine del periodo corrispondente all’indennità di mancato preavviso ragguagliato a giornate;
  • dal trentesimo giorno successivo alla data di cessazione per licenziamento per giusta causa.

NASpI e Patto di servizio personalizzato

Un’ulteriore tempistica è necessario considerare: entro 15 giorni dalla presentazione in via telematica della domanda di prestazione a sostegno del reddito, il disoccupato deve sottoscrivere presso il Centro per l’Impiego il “Patto di Servizio Personalizzato”.

Questa sorta di contratto serve sia per ricevere il pagamento dell’indennità sia per far partecipare il disoccupato ad attività di politica attiva consistente in corsi di formazione e riqualificazione professionale al fine di ottenere un nuovo inserimento nel mondo del lavoro.

Infatti contiene la definizione del profilo personale di “occupabilità” del soggetto all’interno del mercato del lavoro, in secondo luogo individua un responsabile delle attività per la ricerca attiva di una posizione lavorativa nonché le tempistiche delle attività stesse.

Una volta sottoscritto il patto di servizio personalizzato il disoccupato deve rispettarne il contenuto e le tempistiche in quanto in caso contrario può incorrere in sanzioni.

Leggi anche: sanzioni disoccupati

Nello specifico le sanzioni si applicano nei casi di:

  • mancata presentazione alle convocazioni;
  • mancata partecipazione alle iniziative promosse nel patto di servizio personalizzato;
  • mancata partecipazione a corsi di formazione/riqualificazione.

Nei primi due casi, mancata partecipazione alle convocazioni e alle iniziative previste nel patto, la sanzione prevede la decurtazione di parte dell’indennità a seconda delle assenze.

Nel caso in cui il disoccupato sia convocato presso il Centro per l’impiego e senza una oggettiva giustificazione non si presenti, la sua indennità verrà decurtata di 1/4; se la situazione si replica una seconda volta allora si vedrà decurtato una intera mensilità, infine in caso di ulteriore recidiva decadrà dallo stato di disoccupazione perdendo così il diritto alla prestazione.

Nel terzo caso, invece, la sanzione è fin dalla prima assenza più pesante, prevedendo infatti la decurtazione di una intera mensilità e alla seconda assenza la decadenza dall’indennità e dallo stato di disoccupazione.

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Sull'Autore

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Pavia. Dopo aver maturato una pluriennale esperienza in gestione delle risorse umane, paghe e contributi, ho sostenuto l'esame di abilitazione alla professione di Consulente del Lavoro e dal 2015 sono iscritta all'ordine provinciale di Pavia.

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