Cosa è successo agli stipendi della Scuola

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Il Governo ha diramato una nota sugli stipendi della Scuola in cui afferma che gli insegnanti non dovranno restituire i 150 euro percepiti in più nel 2013

Dopo tante polemiche finalmente è arrivato il dietrofront del Governo sul “prelievo forzoso” di 150 euro mensili, imposto a fine anno, sugli stipendi della Scuola. Questa mattina, la decisone nel corso di una riunione a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio, Enrico Letta, il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, e il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza.

Nella breve nota diramata da Palazzo Chigi, si afferma che “gli insegnanti non dovranno restituire i 150 euro percepiti nel 2013 derivanti dalla questione del blocco degli scatti”.

La notizia indigesta era arrivata sul finire del 2013 quando, con una nota nr. 157 del 27 dicembre, il MEF annunciava in applicazione del DPR 122/2013, il blocco retroattivo degli scatti di anzianità dei docenti e, il blocco del rinnovo dei CCNL.

In pratica, nella nota si affermava che tutti gli insegnanti che avevano maturato e conseguentemente percepito in busta paga, gli scatti di stipendio dal 1 gennaio 2013, in forza del decreto 122/2013 (Governo Letta), dovevano restituire 150 euro mensili “fino a concorrenza del debito”.

Nella busta paga gli insegnanti avrebbero trovato questa comunicazione: “Si comunica che, in applicazione del D.P.R. 122/2013, art. 1, comma 1, che proroga fino al 31 dicembre 2013 l’art. 9, comma 23, D.L. 78/2010, relativo al blocco degli automatismi stipendiali per il personale del Comparto Scuola, è stato accertato un credito erariale di € ………. imponibile fiscale (al netto delle ritenute previdenziali) con recupero a decorrere dalla mensilità di gennaio 2014 con rate mensili di € 150,00 lorde fino a concorrenza del debito. Si precisa che il recupero applicato sullo stipendio lordo determina contestualmente l’applicazione di un importo IRPEF più basso.”

Tutto questo perchè a settembre 2013, il Governo Letta con il DPR 122/2013 aveva bloccato retroattivamente anche gli scatti stipendiali dell’anno 2013. In pratica, come ben spiegato in un comunicato della FLCCGIL, l’applicazione del decreto in questione avrebbe comportato per i docenti che avevano avuto lo scatto a gennaio 2013, già con un anno di ritardo (blocco 2012), il mantenimento al  “gennaio 2014 dello scatto ma, l’obbligo di restituire i soldi percepiti in più nell’anno 2013”.

Per chi invece ha avuto lo scatto da settembre 2013, sempre con differimento di un anno, a gennaio 2014 sarebbe retrocesso come posizione stipendiale con l’obbligo sempre di restituire i soldi percepiti in più da settembre 2013. “In questo caso solo a settembre 2014 avrà lo scatto a causa del congelamento degli anni 2012 e 2013”

Si salvi chi può; tutti sul piede di guerra, compreso il Ministro dell’Università Maria Chiara Carrozza. Le numerose polemiche hanno costretto il governo (che ogni giorno propaga di far pagare meno tasse agli italiani!) a fare dietro front.

Nella nota emanata dal MEF in data odierna si legge:

“il MEF è mero esecutore dei pagamenti delle retribuzioni del personale scolastico per conto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) titolare del rapporto di lavoro.

Il calcolo delle retribuzioni, l’emissione dei cedolini e i successivi flussi dei pagamenti al personale scolastico viene effettuato dal MEF quale mero esecutore sulla base della legge vigente e delle indicazioni ricevute dal MIUR. Il MIUR, in quanto titolare del rapporto di lavoro con il personale scolastico, ha sempre gestito la questione del blocco degli scatti di anzianità, in raccordo con il MEF che cura l’erogazione delle retribuzioni.

In particolare, il MIUR è a conoscenza della questione del blocco delle retribuzioni determinato dal DL 78/2010 e prorogato con Decreto del Presidente della Repubblica 122 del 4 settembre 2013, i cui effetti ha gestito sotto la propria responsabilità.

Quale ultimo atto, in seguito a numerosi confronti sul tema, in data 9 dicembre 2013 il MEF ha informato il MIUR che avrebbe proceduto al calcolo e al recupero delle somme relative agli scatti, dando al MIUR il tempo necessario a formulare diverse istruzioni. Tuttavia, in assenza di ulteriori provvedimenti del MIUR, le strutture operative del MEF hanno proceduto secondo le informazioni disponibili e come disposto dalla legge in vigore.

Questa mattina in una riunione alla quale hanno partecipato il Presidente del Consiglio, il Ministro dell’Istruzione e il Ministro dell’Economia e delle Finanze, il Governo ha deciso di soprassedere al recupero degli scatti riconosciuti a partire dal gennaio 2013, in vista di una definizione normativa dell’intera materia.

Per rendere esecutiva la decisione assunta dal Governo, il MIUR dovrà assumere gli atti necessari a determinare lo sblocco degli scatti di anzianità per l’anno 2012 secondo la procedura prevista dal DL 78/2010”.

E noi aspettiamo gli atti del Miur! Questa è l’ennesima vicenda politica che ci amareggia; siamo ormai diventati il paese del tutto e il contrario di tutto. Tanto più si dice di non farci pagare le tasse, tanto più ci salassano. Tolgono rate, cambiano nomi, differiscono i pagamenti ma, la sostanza non cambia: siamo sempre noi cittadini a pagare caro uno Stato che ormai di funzionante non ha più niente! Sarebbe il caso di destare le coscienze!

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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