La Gelmini non vuole incontrare i precari della scuola: questione di democrazia

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Il ministro si rifiuta di incontrare i precari in sciopero della fame.

Il ministro Gelmini ha perso l’ennesima opportunità per dimostrare di essere una persona democratica, attenta al dialogo con le parti sociali e al dramma di tantissimi precari della scuola.

Ieri, nel corso della conferenza stampa tenutasi a Montecitorio, per illustrare le novità dell’anno scolastico 2010-2011, il Ministro si è rifiutata di ricevere i tanti precari arrivati a Roma che, da giorni sono in sciopero della fame contro i tagli voluti proprio dalla riforma del Ministro.

Nulla di personale ovviamente; è solo che il Ministro ha deciso di non incontrarli “perché ad oggi non sappiamo nemmeno chi ha perso realmente il posto. Le persone che protestano lo fanno senza essere state ancora escluse”.

“Sono disponibile al confronto, non alle polemiche; la protesta è legittima, ma non del tutto motivata. Il ministero non ha ancora completato le operazioni sul personale scolastico, dobbiamo avere il tempo di completarle e solo allora vedremo quanti precari risponderanno positivamente agli accordi che stiamo ultimando con le Regioni.

Non voglio essere coinvolta in una contrapposizione politica che determina un clima negativo sull’inizio dell’anno scolastico. Il mio compito oggi è garantire il corretto avvio dell’anno”.

Beh, un fatto è certo con la riforma i tagli sono tantissimi: 35mila tra docenti e personale ATA. E, anche se, come dice l’illuminato ministro “il ministero non ha ancora completato le operazioni sul personale scolastico”; 35 mila persone “a spasso” diventano un serio problema sociale per il paese e una forte carenza di professionalità al servizio della scuola.

Personalmente non condivido il pensiero della Gelmini sul fatto che le persone che protestano “lo fanno senza essere state ancora escluse”.

Le proteste (forse qualcuno dovrebbe dirglielo) non si fanno solo a cose fatte ma spesso, le battaglie si fanno per prevenire. Ad ogni modo, un amministratore pubblico, nostro dipendente, non dovrebbe mostrare così tanta indifferenza verso persone che chiedono solo di lavorare e tutelare il proprio posto di lavoro.

Non so come andrà a finire questa vicenda, so solo che la politica della scuola e della cultura non si può racchiudere tutto nella politica dei tagli, dei precari, della privatizzazione etc.

Una società che vuole i suoi cittadini ignoranti è destinata a soccombere!

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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