Collegato lavoro: impugnazione licenziamenti nei contratti di lavoro a tempo determinato

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L’art. 32 della L. 183/2010, conosciuta a tutti come collegato lavoro, detta disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo determinato e di impugnazione dei licenziamenti individuali.

Intanto viene modificato l’art 6 della L. 604/66 (Norme sui licenziamenti individuali).

Rimane fermo l’obbligo di impugnare il licenziamento nel termine di 60 giorni dalla ricezione della sua comunicazione, o dalla comunicazione dei motivi ove non contestuali, con qualsiasi atto scritto anche extragiudiziale, idonea a rendere nota la volontà del lavoratore, anche attraverso l’intervento dell’organizzazione sindacale diretto ad impugnare il licenziamento stesso.

Ciò che è stato modificato dal testo definitivo del ddl lavoro è un’ulteriore adempimento, pena l’inefficacia dell’impugnazione. Nella versione rimandata alle Camere da Napolitano, si prevedeva l’inefficacia dell’impugnazione se nei successivi 180 non si provvede al deposito del ricorso.

Nel testo definitivo invece è previsto che:

L’impugnazione è inefficace se non è seguita, entro il successivo termine di duecentosettanta giorni, dal deposito del ricorso nella cancelleria del tribunale in funzione di giudice del lavoro o dalla comunicazione alla controparte della richiesta di tentativo di conciliazione o arbitrato, ferma restando la possibilità di produrre nuovi documenti formatisi dopo il deposito del ricorso. Qualora la conciliazione o l’arbitrato richiesti siano rifiutati o non sia raggiunto l’accordo necessario al relativo espletamento, il ricorso al giudice deve essere depositato a pena di decadenza entro sessanta giorni dal rifiuto o dal mancato accordo»

Una considerazione circa gli effetti della mancata impugnazione nei termini.

Come scritto tempo fa, la Corte di Cassazione,  (Cass., 5 febbraio 2010, n. 2676) ha affermato che la mancata impugnazione nel termine perentorio di 60 giorni, preclude sia il reintegro in azienda che l’ordinaria azione di risarcimento del danno. La Suprema Corte ha sostenuto, inoltre, che il breve termine di decadenza è fissato a garanzia della certezza della situazione di fatto. Da ciò deriva  che trascorso il termine non può essere richiesto neanche il risarcimento del danno atteso che non è possibile far accertare giudizialmente l’illegittimità del provvedimento di recesso.

Si veda anche cassazione sentenza nr. 21221/2009 sulla contestazione tardiva del motivo di licenziamento. Classica ipotesi di licenziamento invalido per cui si applica la disciplina qui enunciata.

Casi in cui si applica la nuova disciplina

Le disposizioni del nuovo art. 6, si applicano anche a tutti i casi di invalidità del licenziamento.

  • ai licenziamenti che presuppongono la risoluzione di questioni relative alla qualificazione del rapporto di lavoro ovvero alla legittimità del termine apposto al contratto;
  • al recesso del committente nei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, anche nella modalità a progetto, di cui all’articolo 409, numero 3), del codice di procedura civile;
  • al trasferimento ai sensi dell’articolo 2103 del codice civile, con termine decorrente dalla data di ricezione della comunicazione di trasferimento;
  • all’azione di nullità del termine apposto al contratto di lavoro, ai sensi degli articoli 1 (apposizione termine in generale), 2 (apposizione termine nei contratti per aeroportuali) e 4 (proroga) del d. Lgs. 368/2001, con termine decorrente dalla scadenza del medesimo.

La disciplina sulla decadenza si applica inoltre:

  • ai contratti di lavoro a termine, in corso di esecuzione alla data di entrata in vigore della presente legge, con decorrenza dalla scadenza del termine;
  • ai contratti di lavoro a termine, stipulati anche in applicazione di disposizioni di legge previgenti al decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, e già conclusi alla data di entrata in vigore della presente legge, con decorrenza dalla medesima data di entrata in vigore della presente legge;presente legge, con decorrenza dalla medesima data di entrata in vigore della presente legge;
  • alla cessione di contratto di lavoro avvenuta ai sensi dell’articolo 211( cessione, affitto e trasferimento di azienda o ramo) del codice civile con termine decorrente dalla data del trasferimento;
  • in ogni altro caso in cui, compresa l’ipotesi prevista dall’articolo 27 D. lgs. 276/2003 (somministrazione irregolare), si chieda la costituzione o l’accertamento di un rapporto di lavoro in capo a un soggetto diverso dal titolare del contratto.

Risarcimento in caso di conversione del rapporto

I commi 5, 6 e 7 dell’art 32 del collegato sono dedicati al risarcimento:

Nei casi di conversione del contratto a tempo determinato, il giudice condanna il datore di lavoro al risarcimento del lavoratore stabilendo un’indennità onnicomprensiva nella misura compresa tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 12 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto, avuto riguardo ai criteri indicati nell’articolo 8 della legge 15 luglio 1966, n. 604.

Cosi facendo, il legislatore pone un forte limite a quelli che erano i risarcimenti dei lavoratori che,  potevano assumere una certa rilevanza proprio in considerazione del tempo da risarcire dalla data del licenziamento alla data della pronuncia.

Questo limite al risarcimento previsto dal comma 5, si applica, per espressa previsione del successivo comma 7 anche a:

“tutti i giudizi, ivi compresi quelli pendenti alla data di entrata in vigore della presente legge. Con riferimento a tali ultimi giudizi, ove necessario, ai soli fini della determinazione della indennità di cui ai commi 5 e 6, il giudice fissa alle parti un termine per l’eventuale integrazione della domanda e delle relative eccezioni ed esercita i poteri istruttori ai sensi dell’articolo 421 del codice di procedura civile”

“In presenza di contratti ovvero accordi collettivi nazionali, territoriali o aziendali, stipulati con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, che prevedano l’assunzione, anche a tempo indeterminato, di lavoratori già occupati con contratto a termine nell’ambito di specifiche graduatorie, il limite massimo dell’indennità fissata dal comma 5 è ridotto alla metà. (comma 6).

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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  • Alessio

    Salve, vorrei un chiarimento sul Collegato al lavoro e in particolare sull art, 32.
    Vorrei sapere se i termini di decadenza per l 'impugnazione del trasferimento si riferiscono solo ai contratti a tempo determinato o si applichino anche ai contratti a tempo indeterminato.
    Grazie, Alessio
    allessiocordi@yahoo.it

    • Ciao Alessio, il termine di 60 gg per l'impugnazione si applica anche ai contratti a tempo indeterminato.

  • Alessio

    Ciao Antonio, inanzitutto grazie del tempo dedicatomi e se possibile vorrei un ultiore chiarimento.
    La legge ha effetto retroattivo o vale solo per le controversie sorte dopo la sua entrata in vigore?
    Grazie, Alessio

  • Paolo

    Ho un contratto a termine concluso nel 2002 e uno nel 2005. Posso impugnare entro il 23/01 o è troppo tardi? Entro quando si prescrive il diritto?

    • ciao Paolo, si puoi farlo necessarimanete entro il 23 gennaio.

  • saverio

    sono da 2 anni assunto presso una azienda a contratto determinato a dicembre mie scadutoi l azienda mi ha lasciato fuori assumendo nuovo personale cio e avvenuto senza preavviso e senza nessun tipo di spiegazioni questo vale per 4 di noi cosa posso fare?.

    • puoi sicuramente citare l'azienda e chiedere il reintegro nel posto di lavoro, ma devi essere veloce. secondo le nuove norme sui licenziamenti anei contratti a tempo determinato, hai tempo fino al prx 23 gennaio. quindi vai di corsa da un sindacato e inizia le procedure contro l'azienda. In bocca al lupo.

      • elena

        ma perchè cì è il termine del 23 gennaio ? per legge ?il mio contratto di lavoro è scadut il 30 sett 2010 , dopo duro lavoro in un supermercato con contratti a termine , allo scadere del 36esimo la ditta mi ha lasciato a casa , sottolineo che nel biennio precedente sono stati assunti be 3 lavoratori arrivati dopo me , con contratto a tempo indeterminato e con conseguente grande delusione da parte mia . In qualche modo posso far valere i miei diritti di priorità ?devo vivere con 350 eu al mese con la disoccupazione a requisiti ridotti , ma dove andremo a finire ? ci dovrebbero essere leggi che incentivano il datore di lavoro a tenere i dipendenti , non sgravi x i contratti a termine !

        • Ciao Elena, la data del 23 gennaio era stata imposta con il collegato lavoro del 2010. Nel decreto milleproroghe di pochi giorni fa è stata prorogata anche questa data, per cui il nuovo termine è il 31/12/2011.

  • antonio

    Salve,
    la società per cui lavoro mi ha già detto che a scadenza contratto (ovvero Settembre c.a.) non verrò riconfermalto perchè non si possono fare piu' di 36 mesi negli ultimi 5 anni. Sono già pronti ad assumere un altra persona con lo stesso mio contratto e le stesse mie funzioni.
    Si puo' fare qualcosa? e se si puo' fare, si deve agire prima o a scadenza del contratto?
    Insomma ciò che chiedo e se loro possono fare tutto questo?

    • Ciao Antonio, la tua azienda dovrebbe anche sapere che esiste il diritto di precedenza…. se il nuovo lavoratore sarà assunto con le stesse mansioni, lo stesso livello ecc. puoi sicuramente far valere questo diritto. Ti consiglio di rivolgerti ad un sindacato oppure ad un avvocato esperto di lavoro per far valere i tuoi diritti nel più breve tempo possibile.

  • Giuseppe

    salve sono Giuseppe, ho lavorato dal 26 di aprile 2010 al 25 ottobre 2010 con un'impresa S.R.L. Questa impresa da quando ho iniziato a lavorare non mi hanno versato nè cassa edile e nè assegni familiari , e nemmeno gli ultimi tre mesi di stipendio.Io lavoravo nove ore e in più cinque ore di viaggio, e mi avevano fatto un contratto a part-time.il 29 di ottobre mi hanno convocato in ufficio per chiedermi se volevo continuare a lavorare o no .La titolare mi ha detto che se non firmavo le dimissioni non mi davano l'assegno che mi spettava, il 15 di novembre ho depositato l'assegno in banca, dopo dieci giorni la banca mi chiama dicendomi che l'assegno era scoperto e che quest' impresa era stata già iscritta all' archivio dei protesti e che dal mese di luglio non potevano emettere assegni . Adesso io posso impugnare le mie dimissioni per giusta causa ( quando ho dato le dimissioni ho firmato invece di Giuseppe ..Pino ) .saluti e attendo la vostra risposta grazie Giuseppe

    • Puoi impugnare tutto il rapporto di lavoro, ma dovresti recarti al più presto da un sindacato o da un avvocato.

  • Giorgio

    Salve, ho mandato la raccomandata alla ditta con cui lavoravo nel 2009 il 21 gennaio 2011, ma questa è stata ricevuta il 24 gennaio dalla ditta (data sulla ricevuta di ritorno).
    Vale come interruzione dei termini decadenziali o no? Essendo la mia raccomandata "idonea a rendere nota la volontà del lavoratore", tale volontà è stata resa nota fuori termine o vale la data di spedizione?
    Grazie

  • ginevra

    Ciao,
    sono un impiegata bancaria di 45 anni con un bimbo di 12 anni (3 area professionale ) part time con 16 anni di attività . Mi hanno comunicato che verro' trasferita a 50 km dalla mia residenza senza un motivazione convincente . Essendo il nuovo lavoro difficilmente raggiungibile con i mezzi pubblici ed essendo io non automunita, ho qualche possibilità di impugnarlo?? Che puo' succedere se non accetto??
    Vi ringrazio
    Ginevra

  • Salvatore

    Salve, ho dei dubbi sulla differenza tra proroga e rinnovo del mio contratto di impiegato agricolo con contratto a termine.
    Vorrei gentilmente sapere se, nel caso in cui al termine della prima scadenza del predetto contratto, anzicchè essere PROROGATO e quindi presumo si intenda con le stese identiche condizioni (mansioni, livello, stipendio ecc.) viene invece RINNOVATO e quindi con condizioni nuove diverse o peggiorativi ( di livello, mansioni ecc.).
    Pur continuando a svolgere la stesso identico lavoro cosa cambia praticamente rispetto il predetto contratto originario? a cosa si va incontro? E' ancora valida oppure no la condizione prevista nel caso della proroga, prevista per una sola volta nel limite massimo di 36 mesi, oppure cambia tutto?
    Grazie , Salvatore

    • Con il nuovo contratto si ricomincia da zero. A meno che tu impugnandolo riesca a dimostrare che effettivamente il secondo contratto era identico al primo..

  • andrea

    buon giorno sono andrea e dal 2009 ho avuto 2 contratti a termine rinnovati ora che dovrebbero essere tramutati in indeterminato essendo il mio comportamento integerrimo correlato anche da straordinari quando richiesto e con turno fisso al mattino quasi imposto diciamo ,ora l'azienda vuole risolvere il contratto giustificandosi col fatto che hanno fatto assunzioni precedenti errate e non vogliono sbagliare. ora la domanda e' come mi devo comportare e posso impugnare il licenziamento?grazie l'attenzione andrea

    • Alla scadenza del contratto a termine il datore di lavoro non è tenuto a trasformare il contratto. Tuttavia il lavoratore può in primis impugnare il contratto se ritiene che il datore non aveva i requisiti per assumerlo a termine. Inoltre fai attenzione che non venga assunto entro 6 mesi un nuovo lavoratore a termine con le tue stesse mansioni, altrimenti puoi sempre far valere il tuo diritto di precedenza. Tutte queste procedure vanno comunque attivate tramite sindacato o avvocato.

  • Silvano

    Salve,
    Ho appena vinto una causa di lavoro con una sentenza di reintegro a tempo indeterminato e per gli effetti del collegato lavoro, un risarcimento di 7 mensilità, invece delle oltre 30 che sono decorse dal giorno in cui ho fatto la vertenza. Una domanda: per questi tre anni che non ho lavorato l'azienda é tenuta al versamento dei miei contributi previdenziali?
    Grazie, Silvano.

  • Olga

    Dopo il mio secondo contratto a tempo determinato di dodici mesi l'uno, mi devono fare obbligatoriamente il contratto a tempo indeterminato? Sono in scadenza di contratto, come mi devo comportare?
    Grazie,Olga.

  • giorgio

    buongiorno…ho impugnato tempestivamente un licenziamento di un contratto a tempo indeterminato prima dell'entrata in vigore del collegato lavoro…..successivamente sono scaduti i termini per il deposito del ricorso….la domanda è questa : il collegato lavoro riguarda solo i licenziamenti per i contratti a termine o anche quelli a tempo indeterminato ???
    si può applicare in questo caso la previgente disciplina ( con termine prescrizionale di cinque anni) visto che il tempus regit actum dovrebbe cristallizzarsi al momento dell'impugnativa del licenziamento che è antecedente all'entrata in vigore del collegato lavoro e che questa legge non dice nulla sulla retroattività della stessa se non per limitare il quantum del risarcimento.
    inoltre con il 1 comma bis introdotto con il decreto mille proroghe questi stermini di cui al comma 1 sembrerebbere sospesi fino al 31 .12.2011, quindi in sostanza avrei tempo per depositare il ricorso o proporre conciliazione fino a tele termine???
    grazie

    • LORENZO

      Secondo me si applica il principio del tempus regit actum, per cui ci dovrebbero essere 5 anni per iniziare la causa (anche il datore di lavoro potrebbe iniziare la causa, per abbreviare i tempi ed avere certezze sulla legittimità o meno del licenziamento). Secondo il mio parere, solo i licenziamenti avvenuti dopo il collegato vengono impugnati da un tipo di impugnazione che abbisogna, per legge, di un'ulteriore validazione entro i 270 giorni; le precedenti impugnazioni, no.
      Fa' conoscere se un Giudice si è pronnciato su ciò o se non vi è stata nemmeno contestazione datoriale.
      LORENZO.

  • filippo

    buon giorno sono un ex ctd di poste italiane volevo sapere se ce ancora un modo per fare ricorso visto ke i termini di legge erano entro 31/12/2011

  • tommaso

    ho vinto una causa di lavoro la sentenza e stata pubblicata il 11/01/2011,ancora nn ho notizie so solo che a poco cio la quantificazzione ma la contro parte ha fatto ricorso. volevo sapere ma gli arretrati quando il vedo?