Il Mobbing
22/6/2009 | By Massima Di Paolo | Commenti (3)
Il mobbing consiste in un insieme di comportamenti violenti perpetrati da parte di superiori e/o colleghi nei confronti di un lavoratore, prolungato nel tempo e lesivo della dignità personale e professionale nonché della salute psicofisica dello stesso.
Il termine mobbing deriva dall’inglese “to mob”, che significa una “folla grande e disordinata”, soprattutto “dedita al vandalismo e alle sommosse”. Il termine venne usato per la primo volta negli anni settanta dall’etologo Lorenz per descrivere un particolare comportamento di alcune specie animali che circondano in gruppo un proprio simile e lo assalgono rumorosamente per allontanarlo dal branco.
La pratica del mobbing sul posto di lavoro, consiste nel vessare il dipendente o il collega di lavoro con diversi metodi di violenza psicologica o addirittura fisica, con il fine di indurre la vittima ad abbandonare il posto di lavoro, anziché ricorrere al licenziamento. Sono esempi di mobbing lo svuotamento delle mansioni tale da rendere umiliante il prosieguo del lavoro, i continui rimproveri e richiami espressi in privato ed in pubblico anche per banalità, l’esercizio esasperato ed eccessivo di forme di controllo, oppure l’esclusione reiterata del lavoratore rispetto ad iniziative formative, di riqualificazione e aggiornamento professionale, la mancata assegnazione dei compiti lavorativi, con inattività forzata o, l’interrompere o impedire il flusso di informazioni necessari per l’attività (chiusura della casella di posta elettronica, restrizioni sull’accesso a internet).
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Tutti i nuovi concorsi indetti da Comuni e Enti Locali italiani
20/6/2009 | By Antonio Maroscia | Commenti (0)
Qui di seguito andiamo ad elencare i più significativi concorsi indetti dagli enti locali pubblicati nella Gazzetta Ufficiale – 4ª Serie Speciale – Concorsi.
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Emilia Romagna: assegni formativi per i lavoratori a progetto
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Quando vincere un concorso non da diritto all’assunzione
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Tutti i concorsi pubblici della settimana dal 9/11 al 15/11
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Tutti i concorsi pubblici della settimana dal 02 al 08 novembre
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Riforma dell’università
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Tutti i concorsi pubblici della settimana dal 19/10 al 25/10
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Valutazione dei titoli di studio nei concorsi pubblici
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Tutti i concorsi pubblici della settimana dal 12/10 al 18/10
Fonte: www.gazzettaufficiale.it
INPS comunica i nuovi livelli reddituali per l’assegno per il nucleo familiare
19/6/2009 | By Antonio Maroscia | Commenti (55)
L’INPS, con circolare n. 81 del 16 giugno 2009, comunica che, a decorrere dal 1° luglio 2009, verranno rivalutati i livelli di reddito familiare ai fini della corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare alle diverse tipologie di nuclei.
Aggiornamento del 27/05/2010: l’INPS rende note le Tabelle Assegni Familiari 2010-2011. Clicca qui per visualizzarle.
Mi sono ripromesso di pubblicare al più presto una apposita guida sugli assegni per il nucleo familiare. Comunque vista l’occasione cercherò di riassumere in pochi passi i requisiti e la procedura per ottenerli.
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Il contratto intermittente o a chiamata
19/6/2009 | By Antonio Maroscia | Commenti (28)
Il contratto di lavoro intermittente è un particolare tipo di contratto che può essere stipulato sia a tempo indeterminato che determinato, mediante il quale un lavoratore si pone a disposizione di un datore di lavoro che ne può utilizzare la prestazione lavorativa nei limiti della legge.
Riferimenti normativi
Il lavoro intermittente (detto anche lavoro a chiamata o job on call) è disciplinato dagli articoli 33-40 del decreto legislativo 276/03 e ss.mm.
Ricorso al lavoro intermittente
Il contratto di lavoro intermittente può essere concluso per lo svolgimento di prestazioni di carattere discontinuo o intermittente secondo le esigenze individuate dai contratti collettivi nazionali o territoriali.
Può comunque essere stipulato per prestazioni rese da soggetti in stato di disoccupazione con meno di 25 anni di età ovvero da lavoratori con più di 45 anni di età che siano stati espulsi dal ciclo produttivo o siano iscritti alle liste di mobilità e di collocamento.
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Il dirigente non può sostituire l’impiegato assente per sciopero
18/6/2009 | By Massima Di Paolo | Commenti (2)
Oggetto della sentenza della Corte di cassazione è stata la condotta della società Autorstrade per l’Italia che, in occasione di uno sciopero dei casellanti, aveva impiegato 31 dipendenti, facenti parte di personale dirigente, presso otto caselli autostradali che altrimenti sarebbero rimasti vuoti.
Ebbene, questo comportamento è antisindacale!
Nella sentenza 3 giugno 2009 n. 12811, Sezione Lavoro, la Corte ha chiarato che il datore di lavoro non può utilizzare personale con mansioni superiori (in questo caso dirigenziale) a svolgere mansioni inferiori per “rimpiazzare” i lavoratori aderenti all’astensione.
Così la Corte, nel respingere il ricorso della società autostrade che l’11 novembre 2001, in seguito allo sciopero proclamato dai casellanti, aveva incaricato della riscossione dei pedaggi ben 31 dirigenticollocandoli in altrettanti caselli, ha affermato che “il comportamento del datore di lavoro che fa ricadere su altri lavoratori le conseguenze negative di uno sciopero mediante il compimento di atti illegittimi, lede l’interesse collettivo del sindacato”ossia mette in pericolo la capacità del sindacato di difendere i diritti dei lavoratori mediante la coalizione solidale, perché fa derivare dallo sciopero conseguenze illegittime per altri dipendenti, ponendo così in contrasto e dividendo gli interessi dei lavoratori tra loro e con le organizzazioni sindacali.
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